Corrado Summaria: “Il talento da solo non basta”

di - 10 Dicembre 2014

corrado summaria

di Lorenzo Cialdani

Dopo il grande successo ottenuto al San Marino Junior Open lo scorso luglio, partendo addirittura dalle qualificazioni, il 16enne Corrado Summaria si è reso protagonista di un’altro grande risultato al Raquette d’Or di Mohammedia, in Marocco, confermando ancora una volta quanto di buono ha fatto in questo 2014. Il promettente tennista cosentino ha risposto alle nostre domande, raccontandoci il suo cammino nell’universo Under 18, la sua vita in rapporto con la passione per il tennis, quali sono i suoi idoli e quali sono i suoi sogni per il futuro.

Corrado, dopo la splendida vittoria al Junior Open di San Marino, partendo dalle qualificazioni, la scorsa settimana hai ottenuto un ottimo risultato al “Raquette d’Or” in Marocco raggiungendo la finale. Cosa puoi raccontarci di queste belle esperienze?

Sono molto contento di questi risultati, ho lavorato duramente tutto l’anno e alla fine sono riuscito ad esprimere un buon tennis. Sapevo di poter fare bene dando il massimo, e così è stato!

Cosa puoi dirci riguardo al tuo gioco? Hai dei tennisti a cui ti ispiri? Quale caratteristica definiresti il tuo cavallo di battaglia?

Io mi ritengo un giocatore d’attacco, cerco di fare gioco con il diritto appena mi capita l’occasione per poi chiudere il punto. Mi piace molto veder giocare Roger Federer, senza dubbio il mio giocatore preferito!

Qual’è il momento che fin qui ricordi più volentieri? E qual’è stato per te il momento più difficile?

Ho un bellissimo ricordo di San Marino dove, appunto, per molti ho compiuto un'”impresa”. Un altro ricordo estremamente piacevole è la competizione che si è svolta a Wimbledon con la Nazionale italiana. Di momenti difficili ce ne sono stati molti: ricordo ad esempio la settimana prima di San Marino, durante la quale giocai un ITF Under18 in Belgio dove persi al secondo turno di qualificazione. È stata una sconfitta pesante, però mi è servita per riflettere su alcune cose.

Spesso molti spettatori danno uno sguardo ai risultati senza soffermarsi sulle difficoltà incontro alle quali può andare un giovane in rampa di lancio come te. Cosa pensi che serva, in generale o comunque a te in prima persona, per cercare di farsi avanti in questo difficile mondo?

Ci vuole senz’altro tanta passione e tanta voglia di sacrificarsi. Molti pensano che il talento o la predisposizione da soli bastino per spianare la strada verso la vetta della classifica. La verità è che non si ottengono risultati senza lavorare sodo.

Se i top players mondiali hanno grande visibilità e molte possibilità di studiare alla perfezione le caratteristiche dei propri avversari, nel circuito Juniores spesso i tennisti sono costretti ad affrontare tanti avversari, sempre nuovi e provenienti da molteplici realtà. Come vivi questo “mix” fuori dal campo? E come ti prepari per queste partite così difficili da interpretare?

Diciamo che penso molto più a me che al mio avversario prima di entrare in campo, mi concentro sul mio gioco e su quello che so fare meglio, così da metterlo poi in atto durante la partita.

Parliamo un po’ della tua realtà fuori dal tennis: la vita della giovane promessa è piena di trasferte e duri allenamenti. Quali sono i tuoi hobby e le tue distrazioni? Come riesci a conciliarle il tennis?

A me piace molto sciare, anche se purtroppo da un paio di anni non sono più riuscito ad andare molto spesso perché non avevo abbastanza tempo. Mi piace stare con gli amici, passare del tempo in famiglia e ogni tanto, se i miei impegni lo permettono, uscire la sera.  Diciamo che il tennis è la mia priorità, ma se si fanno le cose per bene è possibile trovare del tempo per sé, per svagarsi e godersi il meritato riposo.

Come detto, sono molte le cose a cui deve pensare un adolescente, soprattutto se legato ad uno sport a livello agonistico. Come ti vedi tra qualche anno? Quali traguardi vorresti riuscire a raggiungere?

Questi sono anni importanti per me: devo lavorare molto e piano piano provare a scalare la classifica per raggiungere le zone più alte. Mi piacerebbe un giorno entrare tra i primi 50 ATP.

Grazie mille Corrado. Un grandissimo in bocca al lupo da tutta Spazio Tennis. C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Quello che mi dice sempre mio padre è: il tennis prima di tutto è un divertimento, se lo si fa con voglia e con impegno può diventare anche un lavoro. Ciao a tutti e grazie mille!

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