ESCLUSIVA – Travaglia: “Do sempre il 100%, le qualificazioni al Foro Italico sono un sogno”

4 Min Read
Stefano Travaglia - Foto Antonio Milesi

Con il successo nel Challenger di Zadar (Croazia), Stefano Travaglia ha conquistato il suo settimo titolo Challenger in carriera e, questa volta, senza perdere nemmeno un set. Volato subito dopo la vittoria sui campi di Napoli, il marchigiano si è raccontato in una breve intervista con Pietro Corso, Head of digital di Spazio Tennis, soffermandosi sull’ultimo trionfo, sul suo stato di forma attuale e porgendo anche un occhio al prossimo futuro, in vista dei grandi appuntamenti sulla terra rossa.

Da Zadar a Napoli e il racconto sugli infortuni

Il torneo croato, per Stefano, doveva essere un semplice passaggio per prendere confidenza con il rosso e ritrovare le sensazioni giuste sul cambio di superficie. Ma è quando si gioca più sciolti, senza aspettative, che arrivano le soddisfazioni maggiori: “Dopo aver perso a Phoenix, io e il mio allenatore Alessandro Motti abbiamo valutato se giocare a Zadar per via di vari fattori: il jet lag, il viaggio di oltre 30 ore, il cambio di superficie e la temperatura molto bassa. Avevamo pronosticato che le sensazioni potessero non essere buone a causa di questi cambi improvvisi. Ho cercato di adattarmi velocemente: il vento e il freddo andavano gestiti. La partita più difficile è stata la prima, contro il giovane Poljicak: abbiamo giocato due ore e mezza, con due set tiratissimi. Superare quel match mi ha dato fiducia e la tranquillità di aver ritrovato buone sensazioni sulla terra battuta”.

Gli infortuni sono stati una costante petulante negli ultimi anni per il 34enne di Ascoli Piceno, che, con il passare del tempo, ha imparato a essere paziente, ad ascoltare di più il proprio corpo e a compiere piccoli passi uno dopo l’altro: Io do il 100% ogni volta che scendo in campo, ma negli ultimi 2-3 anni gli infortuni mi hanno impedito di essere costante. L’ultimo infortunio mi ha tenuto fuori da fine novembre fino a maggio dell’anno scorso. Per riprendere dopo cinque mesi e mezzo ci vuole lavoro quotidiano e bisogna accettare che i risultati non arrivino subito. Rispetto a qualche anno fa, sono stato più paziente nell’aspettare la settimana giusta. Considero questo successo un punto di partenza: l’obiettivo era arrivare a 150 per essere testa di serie nelle qualificazioni Slam e ora sono vicino alla top 140. Bisogna programmare bene, scegliendo le settimane in cui fare un richiamo fisico e tecnico per riassettare la macchina”.

Qualificazioni Foro nel mirino

Raggiunti i pressi della Top 140, l’obiettivo in vista degli Internazionali d’Italia è chiaro: “Stiamo programmando di alternare Challenger di alto livello (175 e 125) a tornei 250 e qualificazioni di Master 1000. Le qualificazioni del Foro Italico sono un obiettivo importantissimo, il sogno di tutti. È stato il primo torneo in cui ho passato le qualificazioni e ricordo la partita persa con Bolelli 7-6 al terzo. Anche durante il periodo del Covid ho raggiunto il terzo turno, perdendo da Matteo Berrettini in due tie-break. Bisogna arrivare a questi appuntamenti con partite alle spalle, ma non scarichi fisicamente; per questo cerchiamo tornei vicini, perché i viaggi stancano. Dopo Roma ci saranno le qualificazioni di Madrid e Parigi”.

E anche al Roland Garros la motivazione rimane la stessa: Proveremo a giocarci tutte le carte nelle qualificazioni di Parigi. Quella partita con Nadal è un ricordo che ho dentro di me e ha formato la mia esperienza; però, ecco, se devo scegliere con chi giocare, Rafa sul centrale del Roland Garros non lo scelgo sicuramente”.

Share This Article