Fabio Colangelo intervista Alessandro Motti

di - 24 Luglio 2009

In quel di Poznan, il “nostro” Fabio Colangelo ha scambiato alcune interessanti battute con Alessandro Motti, uno dei migliori giocatori italiani per quanto riguarda il doppio. Wolf, questo il soprannome di Motti nel circuito, ha iniziato a dedicarsi solamente al doppio da alcuni anni, dopo aver comunque raggiunto, nel 2004, la classifica di 536 Atp in singolare. Attualmente Alessandro è numero 108 in doppio, con un best ranking di 103. Fabio e Alessandro si sono soffermati, oltre che sulla stagione dell’azzurro, sulle nuove regole introdotte nel doppio, sulle modalità di iscrizione ai tornei, con uno sguardo anche alla Coppa Davis

Alessandro Motti
(Alessandro Motti – Foto Nizegorodcew)

di Fabio Colangelo

FC: Allora Ale, iniziamo dalla stagione 2009, che a mio avviso è stata la tua annata migliore. Raccontaci questi primi di 7 mesi
AM: Hai ragione Congy, finora e’ stata la mia miglior stagione e spero di poter continuare su questa strada. Sono finalmente riuscito a trovare continuità nei risultati (2 vittorie challenger, vari piazzamenti e best ranking 103; n.d.r.) e sono molto fiducioso per il proseguio della stagione! Credo che questi buoni risultati siano dovuti ad alcuni miglioramenti tecnici e a una maggiore fortuna nella scelta dei compagni.

FC:  Spiegaci meglio questi ultimi due punti..
AM: Tecnicamente mi sento molto migliorato nel rovescio che era il mio punto debole, sopratutto nella risposta al servizio; grazie a questo mi sento molto piu solido da fondocampo e di conseguenza gioco tutti i colpi con maggior fiducia. Per quanto riguarda i compagni, ho avuto la grossa fortuna di trovare all’ultimissimo momento due ottimi singolaristi come Greul e Luczak che oltre ad avermi aiutato a conquistare i Challenger di Roma e Zagabria, si sono dimostrati 2 ragazzi molto seri, coi quali ho intenzione di giocare molti tornei in futuro. Non e’ facile trovare dei singolaristi della loro qualità cosi motivati per il doppio.

FC: Grazie a questi risultati, sei riuscito per la prima volta a giocare il tabellone di due tornei dello Slam. Raccontaci le tue emozioni a riguardo
AM: L’emozione e’ stata fortissima perché Wimbledon e il Roland Garros credo siano l’obiettivo di qualsiasi tennista, pero’ purtroppo non sono riuscito a godermeli in pieno. Sia a Parigi che a Londra infatti sono entrato all’ultimo momento e purtroppo anche per colpa di sorteggi poco fortunati (cermak-mertinak al RG e Petzschner-Peya a WIM) non sono riuscito a viverli fino in fondo. Tra i due comunque ho preferito Wimbledon, sia per la superficie che mi piace molto, sia per la tradizione che si respira. Se sarò nel tabellone principale l’anno prossimo ti porto con me…tieniti libero!!!

FC: A questo punto il tuo obiettivo diventa entrare direttamente all’Us Open. Così potrai finalmente goderti uno Slam con calma..
AM: Io ci provo, ma sarà molto dura. Mancano poche settimane e scalare la classifica con questa nuova assegnazione dei punti e’ difficilissimo! Giochero’ tutte le settimane da qui a NY e cerchero’ di salire il piu’ possibile. Se poi riuscissi a trovare un giocatore almeno top 60 che mi desse una mano per entrare, sarebbe sicuramente piu facile. Faccio affidamento sugli ottimi risultati che sta ottenendo Greul in queste settimane, perché purtroppo ho smesso di contare su aiuti dagli italiani da un po’

Simon Greul e Alessandro Motti
(Simon Greul e Alessandro Motti – Foto Nizegorodcew)

FC: Sono diversi anni ormai che in Davis non riusciamo ad avere un doppio di buon livello. Da specialista vorrei un tuo parere a riguardo
AM: In Italia purtroppo manca la cultura del doppio a livello agonistico; onestamente non riesco a capirne il motivo! Nei circoli si giocano piu doppi che singoli; la gente si diverte molto a guardarli, ma nelle scuole tennis, dai bambini ai piu grandi, questa disciplina non viene considerata. Il momento del doppio è il momento dello “scazzo“, mentre ho notato che in tutti gli altri paesi non è così. Ovviamente questo poi si riflette a livello alto! La stragrande maggioranza dei giocatori italiani considera il doppio un passatempo o al massimo un buon allenamento per il singolare; questo credo sia il motivo per il quale non sono riuscito a trovare un partner fisso italiano in questi anni. Per quanto riguarda il discorso Davis, credo che il ritorno di Daniele Bracciali potrebbe essere molto utile, ma non so a chi lo affiancherei, perché gli altri giocatori hanno tutti spiccate caratteristiche da singolare. Sopratutto non vedo la volontà da parte dei giocatori di creare una coppia valida e affiatata. Gli unici che giocano sempre insieme sono Seppi e Bolelli che però in Davis nn possono giocare. (“squalifica” di Bolelli; n.d.r.) Se dovessi dirti una coppia comunque, ti direi Bracciali-Cipolla.

FC: Tu con chi ti vedresti bene per un eventuale doppio di Coppa Davis?
AM: Sinceramente, tra i giocatori nel giro della Davis, ho giocato solo con Cipolla e Bracciali. Mi sono trovato molto bene con entrambi anche se con Bracciali abbiamo avuto un po’ il problema di chi rispondeva a destra, ma alla fine abbiamo fatto finale in un buon torneo come Cremona, perdendo solo da un’ottima coppia (Fleming-skupsky giustizieri dey Bryan al Queen’s; n.d.r.)

FC: Ale, dammi un tuo parere su queste nuove norme introdotte dall’Atp per cercare di salvare il doppio, che a me sembrano assurde.
AM: Sono d’accordo con te. Sicuramente sono di parte, ma l’ATP ha fatto di tutto per portare i singolaristi di alto livello a giocare il doppio, i quali però continuano a non giocarlo praticamente mai; e allora credo sia meglio per gli spettatori vedere un doppio con 4 doppisti di buon livello tutti motivati, piuttosto che un doppio con 4 singolaristi sconosciuti al grande pubblico, che spesso antepongono le esigenze del singolare a quelle del doppio (tante sciolte dovute a sconfitte in singolare o alla necessità di “risparmiarsi” per il singolare del giorno successivo). L’introduzione del punto secco sulla parità e del super tie break al posto del terzo set, hanno reso le partite troppo dipendenti dalla fortuna e spesso non rispecchiano i reali valori in campo. Io toglierei almeno il punto secco sulla parità e cambierei il sistema di accettazione ai tornei; è assurdo che oggi ci siano tantissimi doppisti 60-70 del mondo che non riescono a giocare tornei ATP in tabellone! Il metodo usato 4-5 anni fa secondo me era ottimo: iscrizione anticipata di 2 settimane per 10 coppie col ranking di doppio, e 3 posti riservati ai singolaristi che possono iscriversi ON SITE. In questo modo i doppisti hanno tutto il tempo per organizzarsi e ci sarebbe comunque lo spazio per 6 singolaristi che vogliono giocare il doppio quella settimana!

Alessandro Motti
(Alessandro Motti – Foto Nizegorodcew)

FC: Per concludere, quali sono i tuoi prossimi programmi ed obiettivi?
AM: Settimana prossima giocherò finalmente un ATP a Gstaad con David Martin (doppista americano). Poi i 100.000$ di San Marino e Pordenone con Luczak, mentre per Trani e Manerbio sto aspettando di sapere se Peter giocherà o no. Io cmq sarò presente al via! Per quanto riguarda gli obiettivi non mi sono posto scadenze particolari. Cercherò di giocare il più possibile (Wolfy è al primo posto ASSOLUTO al pari di Cerretani per numero di tornei giocati negli ultimi 12 mesi; n.d.r.) da qui alla fine di novembre e ovviamente mi piacerebbe ottenere risultati tali che mi permettano di giocare il tabellone degli Australian Open…

FC: Grazie Ale e in bocca al lupo!
FC: Grazie a voi e crepi il lupo!

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