Giulia Gatto-Monticone: ” Voglio migliorarmi ogni giorno”

di - 16 Luglio 2015

Giulia Gatto-Monticone

di Giulia Rossi (immagine in copertina di Michele Galoppini)

È stato un inizio d’anno davvero frenetico per Giulia Gatto-Monticone. La ventisettenne torinese ha deciso di dedicarsi maggiormente ai tornei da 25.000$ con l’obiettivo dichiarato di scalare la classifica. L’inizio della stagione era cominciato leggermente in sordina, con una timida apparizione sul cemento di Grenoble, ma è bastato che si passasse sulla terra per ingranare la marcia giusta: quarti di finale a Beinasco e a Siviglia, una finale persa in doppio con Alice Matteucci a Chiasso e una semifinale in coppia con Anastasia Grymalska in Tunisia, a La Marsa.

Ma non è finita qui: dalla fine di maggio Giulia ha inanellato consecutivamente due quarti di finale (Maribor e Torino), due semifinali (Galati e Lenzerheide) e una finale a Torun, in Polonia, persa contro Kristina Kukova. Cinque ottimi risultati in sole 7 settimane. Una progressione in crescendo che ha portato la Gatto-Monticone ad avvicinarsi nuovamente al suo best ranking di numero 214 del mondo.

La raggiungiamo oltre mille chilometri più a Est, mentre attende di giocare il suo match di secondo turno nel torneo 50.000$ di Olomouc, in Repubblica Ceca.

Sei molto vicina al tuo best ranking di un anno fa, ti senti bene come in quel periodo?

Direi proprio di sì, l’anno scorso ho raggiunto la posizione 214, il mio best ranking. Sto vivendo un buon momento iniziato a fine maggio, cioè dal torneo di Maribor dove ho fatto i quarti di finale e dove ho battuto anche la testa di serie numero 1 Zanevska, poi due semifinali di fila a Galati e Lenzerheide, la finale a Torun e quarti a Torino la settimana scorsa… ho giocato davvero tantissimo in questo ultimo periodo e non mi aspettavo tutti questi buoni risultati.

Cosa differenzia secondo te una giocatrice che staziona tra la posizione 150 e 250? è così netto il gradino del numero 200?

A livello di punti credo conti quasi il doppio, il gradino con gli anni è sempre più marcato e difficoltoso da scavalcare: questo è dovuto anche alla assegnazione dei punteggi nel singoli turni. Ma quando si riesce a superarlo e ad arrivare intorno alla posizione 180, per mantenersi lì sicuramente basta vincere molto meno partite… certo il livello è più alto ma giocando tornei con montepremi e punteggi maggiori, il numero di partite vinte di conseguenza diminuisce. Poi è tutta questione di matematica…

L’anno scorso hai giocato tanti tornei 50.000$ e qualche 100.000$. Quest’anno ti sei dedicata quasi esclusivamente ai 25.000$, con che criterio scegli il calendario dei tornei?

È vero, l’anno scorso ho giocato più 50.000 e 100.000 perché ne avevo l’opportunità. Quest’anno a dir la verità ero iscritta a vari 50 e 100.000 in Francia ed ero anche nel tabellone di qualificazione di altri tornei Wta, ma andando avanti nei 25.000 per fortuna ero impegnata fino agli ultimi turni e non ho potuto giocarli. Quindi alla fine è andata meglio così!

Hai girato tutto il mondo in tanti anni da professionista, a 27 anni ci hai fatto l’abitudine o senti ancora il peso delle piccole scomodità?

Sicuramente non è facile. Un po’ ci si fa l’abitudine, le scomodità reali sono gli spostamenti con i vari mezzi e nell’organizzazione delle piccole cose, soprattutto scegliere l’hotel e cosa mangiare. Poi ci sono periodi dove viaggiare pesa un po’ di più per la stanchezza accumulata ma c’è da dire che sono sempre in compagnia del fidanzato. Quindi da questo punto di vista pesa pochissimo!

La settimana scorsa eri a Torino, ora sei in Repubblica Ceca. Hai una tecnica per “resettare” la mente tra un torneo e l’altro?

Resettare sembra facile ai non addetti ma non lo è affatto! Io ad esempio ho bisogno di staccare un paio di giorni… senza tennis… in questo mese in cui ho speso davvero tanto ho avuto bisogno di recuperare energie fisiche e mentali, così sono andata due giorni al mare con il mio fidanzato Tommaso e la mia famiglia. Moooolto rilassante! Non facendolo mai, poi…

Recentemente hai cambiato allenatore, come ti trovi con una nuova guida dopo tanti anni di collaborazione?  

L’anno scorso è stato un anno di cambiamenti. Ho pensato parecchio a dove andare e cosa fare ma alla fine ho deciso di responsabilizzarmi e di gestirmi da sola, soprattutto di fare ordine sulle cose di cui avevo bisogno. A livello pratico, per gli allenamenti mi appoggio principalmente alla Sisport Fiat a Torino, struttura davvero enorme che mi offre spazio e superfici che mi servono (terra e veloce all’ aperto e al chiuso) dove c’è un bel gruppo di maestri e ragazzi con cui allenarsi e con cui mi trovo benissimo. Come seconda base ho il De Coubertin sempre a Torino. Mentre per la parte atletica mi segue sempre Stefano Pucci. Ho solo bisogno di mettermi in condizione di lavorare al meglio e allenarmi in piena serenità. Sono felice della scelta che ho fatto!

L’età media delle tenniste in attività si sta alzando e quindi si sposta anche la maturazione agonistica. Pensi che per te ci siano ancora margini di miglioramento?

Sì esatto, col passare degli anni si acquisisce maggior consapevolezza delle proprie potenzialità, soprattutto nel mio caso…ma si lavora ogni giorno con l’obiettivo di migliorarsi.

Quale sarà la tua programmazione futura in vista dello Us Open?

Questa settimana sto giocando il 50.000 $ in Repubblica Ceca, a Olomouc, dove ho vinto il primo turno di tabellone. Poi mi godrò una settimana di meritato riposo…vediamo se riuscirò ad entrare nelle qualificazioni del Wta di Baku a fine mese.

E le vacanze? Un tennista va mai veramente in ferie? Hai un posto preferito, un rifugio dove staccare?

Vacanze vere si fanno solo a fine anno! Per quanto mi riguarda dopo la competizione a squadre in Italia e prima di iniziare la programmazione. Però durante il periodo estivo si cerca di ritagliare sempre dei giorni di stop, magari al mare…nessun posto in particolare, l’importante è stare col fidanzato, con la famiglia e gli amici.

Il tennis ti impegna a 360 gradi o ti lascia il tempo per coltivare qualche altra passione? Se non avessi scelto il tennis che lavoro ti sarebbe piaciuto fare?

Guarda, al di fuori del tennis non faccio nulla di particolare. Uscite normalissime… in genere cerco la normalità più assoluta. Se non avessi giocato a tennis mi sarebbe piaciuto fare la fisioterapista…

Purtroppo mentre trascriviamo questa intervista Giulia ha ceduto alla testa di serie numero uno del torneo, e beniamina di casa, Krejcicova per 6-1, 6-3. Ma ora è tempo di ricaricare le batterie dopo queste intense settimane. Buon riposo a questa stakanovista del tennis italiano!

 

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