Hanfmann: “Si può esplodere dopo il college”

di - 20 Marzo 2015

Yannick Hanfmann

di Daniele Sforza

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Tutti i giovani atleti, dopo il diploma, si pongono la stessa domanda: “E ora che faccio? Lavoro, continuo a studiare, o cerco di passare professionista?”

Sicuramente se lo sarà chiesto anche Yannick Hanfmann. Il giovane di Karlsruhe (città che ospita la Corte di Giustizia Federale e perciò definita Città del Diritto) è un tennista di discreto livello alla sua età e per questo riceve diverse offerte dalle università americane per poter studiare e continuare allo stesso tempo a praticare l’attività da tennista a buoni livelli.

Un film già visto per molti ragazzi, italiani e non, che hanno deciso di intraprendere questa strada, la maggior parte delle volte con successo. Si pensi all’esperienza raccontata questa settimana da Paola Cigui o per quanto riguarda il circuito maschile da Tim Puetz o dal giustiziere dell’Italia in Coppa Davis, Oleksandr Nedovyesov che si è laureato alla Oklahoma State University in Economia ed ora gira tranquillamente il mondo da top 100 del ranking mondiale. Se poi si pensa all’americano John Isner che, dopo aver frequentato l’università della Georgia, ha addirittura raggiunto la top 10 del ranking mondiale, si capisce come tutto sia possibile.

Ma torniamo a noi. Siamo ad Indian Wells, in California, per il primo master 1000 della stagione e nelle qualificazioni spunta una wild card con un nome, quello di Yannick Hanfmann – un ragazzo tranquillo ed alla mano, a quanto ci riferisce lui stesso – inserito nello spot francese, quello tra Paul Henri Mathieu e Edouard Roger Vasselin che nel frattempo si era sbarazzato dell’argentino Andreozzi. Yannick è in campo contro l’ex top 15 francese ma l’emozione comincia a giocare brutti scherzi: va sotto 4-0 30-0 con Mathieu al servizio.

Sembra la classica passerella per il francese su una Wc qualunque ma così non è. Il tedesco recupera i due break di svantaggio e porta il primo set al tiebreak, vincendolo al quarto set point, dopo averne annullato uno. Nel secondo set, una volta ottenuto il break è tutto in discesa, con il tedesco che solo in un game, quello sul 4-2, si ritrova 15-30, salvo poi chiudere il game con 3 punti consecutivi e il match con un 6-3. La qualificazione nel main draw è poi solo sfiorata, poiché Hanfmann si arrende a Roger Vasselin con il punteggio 64 36 64, ma nel terzo era 4-4 30-30 servizio Vasselin.

Ricordo che ho tirato una gran risposta per arrivare sul 30 pari, ho pensato di avere una grande opportunità. Ma credo di essermi spinto troppo oltre, invece di restare concentrato e vivere il momento. Per tutto il match ho pensato: posso vincerlo quando voglio“.

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Ma come Yannick è arrivato ad avere una wild card? “Il nostro head coach conosce il direttore del torneo di Indian Wells ed è questo il modo in cui ho ottenuto una wild card. I match sono stati fantastici e ho dimostrato di poter giocare a questi livelli. Inoltre tutto questo mi ha anche fatto capire quali sono gli aspetti da migliorare nel mio gioco”.

Il tennis è quasi di famiglia ed è questa la vera ragione per cui inizia a muovere i primi passi sul campo da tennis, praticando allo stesso tempo il calcio. “Entrambi i miei genitori giocavano a tennis ed è questa la ragione per cui ho iniziato a giocare questo sport anche se, in principio, ho cominciato a giocare a calcio”.

Yannick HanfmannDopo la scuola, la decisione del college è stata abbastanza semplice, avendo le idee ben chiare sul suo futuro. “Ho ricevuto una borsa di studio che mi aiuta a pagare le tasse scolastiche in un’università americana e qui ho ancora la possibilità di giocare a tennis ad alto livello. Per me è stata più che altro una scelta logica perché non mi sentivo assolutamente pronto per il circuito Pro e sapevo che questo poteva aiutarmi in futuro, nel tennis ma anche nella mia vita, dandomi un’ottima laurea. Prima di partire non ho giocato praticamente mai (solo un paio di tornei a memoria) nel circuito pro, poiché dopo essermi diplomato sono subito andato al college”. Uno dei college “preferiti” dai tedeschi, in cui sono cresciuti tennisti come Becker, Dorsch o Lenz, era quello di Baylor. “ Avevo ricevuto diverse offerte, tra cui anche la Baylor ma avevo sentito buone cose a riguardo della USC (University of Southern California) e alla fine ho deciso di andare li”.

Ma cosa spinge una persona a questa scelta, di certo molto impegnativa? “ Qui puoi unire un buon livello di uno sport Pro con un buon livello di educazione accademica perciò è una situazione assolutamente vantaggiosa. Non ci sono lati negativi, se non per il fatto di essere sempre impegnato, e quindi di doverti organizzare bene, perché hai tantissime cose da fare”.

Yannick ci aiuta poi a descrivere una giornata al college. “Una classica giornata potrebbe essere quella con sveglia presto per una mattinata di lavoro sul campo, per poi spostarsi per una lezione in classe fino al pomeriggio, a cui segue un allenamento di un paio di ore e poi altre lezioni o ore di studio fino a sera”.

Parlavamo del college, ormai terminato. “Otterrò la mia laurea in Relazioni Internazionali presto e in estate comincerò la mia carriera da Pro, dopo di essa potrei decidere di seguire un master”.

Avendo giocato pochissimo nel circuito Pro, quasi nessuno avrà visto il tedesco all’opera su un campo da tennis. “Ho un buon servizio e un rovescio molto solido, mentre il mio dritto è rischioso ma potente. Gioco bene a rete ma essendo ancora agli inizi della mia carriera da tennista, ammetto di dover migliorare tutto nel mio gioco”.

Chiari anche gli obiettivi, che non riguardano un ranking Atp, per il futuro. “Voglio raggiungere il massimo potenziale ed essere felice per lo sforzo profuso quando tornerò a pensarci in futuro. Non so cosa il futuro avrà per me ma ho diversi obiettivi che vorrei realizzare nella mia vita”.

Obiettivi che non si limitano allo sport. “Seguo calcio, basket e soprattutto football americano poi, quando ho la possibilità di farlo, gioco a qualsiasi sport. Sono interessato alla politica e anche a quella estera per quanto riguarda le più importanti nazioni”.

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