Ci sono storie che nascono quasi per caso e altre che sembrano mettere radici già dentro casa. Quella di Olivia Serena Conticello appartiene sicuramente alla seconda categoria. Crescere con tre sorelle più grandi accomunate dalla stessa passione rende quasi naturale ritrovarsi, prima o poi, con una racchetta tra le mani. Il primo “campo” diventa così il balcone di casa, qualche volta il salotto; dall’altra parte non serve necessariamente una vera avversaria e persino una televisione può trasformarsi, suo malgrado, in un ottimo muro contro cui palleggiare.
- Olivia Conticello, una perfezionista dentro e fuori dal campo
- Gli ingredienti del suo tennis: rovescio, variazioni e tanta corsa
- Il Mondiale con l’Italia, un successo entrato nella storia
- Il titolo italiano e il peso di partire da favorita
- Il primo assaggio del tennis Under 18
- Obiettivi e sogni futuri
- Dietro Olivia, una famiglia in continuo movimento
- Campionessa in campo, quattordicenne a casa
È cominciata più o meno così la storia di Olivia. Il tennis era già parte della quotidianità della famiglia Conticello e, osservando le tre sorelle allenarsi ogni giorno, anche la più piccola ha finito presto per seguirne le orme. Una passione iniziata quasi come un gioco e diventata, anno dopo anno, qualcosa di sempre più importante. Nata il 7 agosto 2012, Conticello è cresciuta tennisticamente alla TS Monte Kà Tira di San Gregorio di Catania, dove si allena fin da piccolissima sotto la guida di Stefano Inzirillo e del suo staff.
Fino a un 2026 che, a soli 14 anni, l’ha vista conquistare il titolo italiano Under 14 in singolare e in doppio, laurearsi campionessa europea di doppio e campionessa del mondo a squadre con la Nazionale azzurra, oltre a raggiungere la posizione n.3 del ranking Tennis Europe Under 14.
Olivia Conticello, una perfezionista dentro e fuori dal campo
“Sono molto studiosa e anche lenta, perché devo fare tutto in modo molto preciso. Quando torno a casa qualche volta finisco di studiare anche a mezzanotte. Sono fatta così anche nel tennis”, racconta la campionessa italiana Under 14 in esclusiva a Spazio Tennis. Un’esigenza che non sembra essere nata con i primi successi. Stefano Inzirillo la ricorda così già da bambina: “È sempre stata una lavoratrice, con una grandissima voglia di migliorare. Quando a fine allenamento gli altri bambini chiedevano di fare punti, lei mi diceva: “Stefano, facciamo servizi?”.
Quella stessa precisione accompagna anche un percorso scolastico che Olivia non ha voluto mettere in secondo piano tanto da scegliere un liceo scientifico tradizionale: “Quando sono a casa cerco di recuperare e, durante i tornei, quando ho un po’ di tempo libero provo a studiare quello che mi manca”. Una scelta, quella della scuola, sulla quale anche il papà Fabio insiste: “Credo che lo studio possa aiutarla anche nella gestione del tennis”.
Gli ingredienti del suo tennis: rovescio, variazioni e tanta corsa
Sul campo, la siciliana ha già le idee piuttosto chiare su come descriversi: “Mi definisco una contrattaccante da fondo. Corro tanto, uso il back, le palle corte e cerco di rubare molto il tempo, soprattutto con il rovescio. Sono molto grintosa e mi piace lottare”.
Il rovescio è il colpo più naturale, ma la stessa classe 2012 riconosce che c’è ancora tanto da fare. “Adesso sto migliorando anche il dritto, mentre devo ancora lavorare molto sul servizio. Mi piace giocare al volo e credo che il doppio mi stia aiutando tanto”. Anche il maestro Inzirillo concorda: “È probabilmente il colpo sul quale abbiamo lavorato di più e quello nel quale è migliorata maggiormente. Sul servizio, invece, ci sono ancora molti margini di crescita”.
Il Mondiale con l’Italia, un successo entrato nella storia
Nel corso di un 2026 già ricchissimo di soddisfazioni, c’è un momento che le è rimasto particolarmente nel cuore: “Per me il torneo più ricco di emozioni è sicuramente il Mondiale. È stata un’emozione indescrivibile. Siamo arrivate (Conticello, Luchetti e Lanza ndr) con aspettative abbastanza basse: il nostro obiettivo era passare il girone e già quello ci avrebbe rese contente. Una volta superato, però, abbiamo capito che potevamo giocarcela con tutte e abbiamo iniziato a crederci ogni giorno sempre di più”.
Nemmeno il viaggio verso casa è stato del tutto normale. Prima dell’imbarco, il pilota riconobbe le ragazze. “In quel momento ci sentivamo molto famose”, scherza la quattordicenne. La coincidenza più curiosa è che i due si erano già conosciuti durante una vacanza in Calabria. “Poi, durante il volo, ha annunciato, sia in italiano sia in inglese, che avevamo vinto il Mondiale”.
Una sensazione condivisa anche da chi quella settimana l’ha vissuta da fuori dal campo. Per papà Fabio l’emozione ha lasciato poco spazio persino ai ricordi delle singole partite. “Ho visto tanti scambi, ma non ricordo niente. Vedevo ma non guardavo, ero troppo preso dall’emozione”.

Il titolo italiano e il peso di partire da favorita
Poche settimane dopo il successo mondiale, Conticello si è presentata ai Campionati Italiani Under 14 da testa di serie numero uno, con aspettative inevitabilmente diverse “Sentivo un po’ di pressione, perché ero la testa di serie numero uno e avevo appena vinto i Mondiali, però penso di averla gestita bene”, racconta Olivia. Una settimana conclusa con una doppietta: il primo titolo nazionale in singolare, su Giorgia Lanza per 6-1 4-6 6-4, e il secondo consecutivo in doppio, conquistato insieme a Vittoria Caressa.
Sulla stessa linea il maestro Stefano Inzirillo: “Partire con i favori del pronostico non è mai semplice, soprattutto a 14 anni. È stata brava a gestire la pressione, ed è anche il risultato del grande lavoro quotidiano che fa”.
Il primo assaggio del tennis Under 18
Pochi giorni dopo “gli italiani” è arrivata anche l’esperienza nel circuito ITF Under 18 al J100 di Palermo, subito accompagnato da una vittoria contro Caroline Hermanns, n.159 del ranking mondiale junior e prima favorita del torneo.“Sono entrata in campo sciolta e libera. Giocavo contro una ragazza due anni più grande e con più esperienza; quindi, non avevo motivo di essere contratta”.
Obiettivi e sogni futuri
Conticello guarda già ai prossimi passi. Nell’immediato c’è la Race Tennis Europe Under 14 verso le Finals di Montecarlo, nella quale occupa la terza posizione: “Riuscire ad arrivare a Montecarlo sarebbe una cosa strepitosa“. Poi il passaggio verso il circuito junior: “Voglio migliorare, giocare tanti tornei ITF e raggiungere una buona classifica che mi permetta di giocare a livello più alto”. E, guardando ancora più avanti, c’è anche un sogno: “Vorrei arrivare agli US Open juniores”. Olivia in fine non nasconde l’ambizione più grande: “Il mio sogno è diventare una professionista. Mi piacerebbe vincere degli Slam, ma soprattutto voglio continuare a giocare divertendomi”.
Tra i riferimenti cita Jannik Sinner, soprattutto per la mentalità e l’atteggiamento: “Cerco sempre di migliorarmi e in questo mi rivedo un po’ in lui”. Dal punto di vista del gioco, invece, il riferimento è Jasmine Paolini: “Mi ci rivedo come giocatrice: corre tanto e ha una buona mano”.
Dietro Olivia, una famiglia in continuo movimento
Allenamenti, tornei e trasferte richiedono inevitabilmente anche un grande impegno familiare. Per papà Fabio e mamma Raffaella significa gestire continuamente spostamenti e trasferte. “È impegnativo, ma fa parte del gioco. È la sua passione, si diverte e quindi ben vengano i nostri sacrifici. In tante situazioni, poi, la Federazione ci supporta”, racconta il padre.
Con il tempo è cambiato anche il modo di vivere i risultati: “Ho capito che questo è un percorso di crescita. Vincere conta, ma conta capire come hai affrontato la partita e se hai messo in campo ciò su cui hai lavorato. Quando tua figlia riesce ad analizzare bene una sconfitta, quello è già un grande passo avanti”.
Campionessa in campo, quattordicenne a casa
Titoli, ranking e prime attenzioni non sembrano però aver cambiato troppo la quotidianità una volta varcata la porta di casa. Anche perché, con tre sorelle, c’è sempre qualcuno pronto a riportare tutto alla normalità. “In famiglia, credimi, non si parla mai di tennis”, racconta Fabio. “Ci pensano le sorelle di Olivia: litigano per qualsiasi cavolata giornaliera”.
Una normalità che, secondo il padre, rappresenta una protezione naturale dalle attenzioni che inevitabilmente iniziano ad aumentare: “Una famiglia numerosa è fondamentale per staccare da tutto il resto. Questi risultati sono eventi eccezionali, ma poi passano e si guarda avanti”.
Sogni importanti, ma ancora accompagnati dalla leggerezza di chi ha tutto il tempo per scoprire dove potrà arrivare. Perché prima dei titoli, dei ranking e dei traguardi ancora da inseguire, a casa Conticello continua a esserci soprattutto una ragazza di quattordici anni che prova a fare bene tutto ciò che sceglie di fare.