C’è un dato che racconta meglio di molti altri la dimensione del dominio europeo nel tennis maschile. L’ultimo giocatore non europeo a vincere uno Slam è stato Juan Martín Del Potro, campione allo US Open nel 2009. Da quel momento sono arrivati 67 successi consecutivi negli Slam da parte di tennisti europei: nessun giocatore proveniente da fuori dal Vecchio Continente è più riuscito a conquistare un titolo Major.
Era il 14 settembre 2009 quando l’argentino, appena ventenne, riuscì nell’impresa di battere Roger Federer in finale a New York, rimontando il numero uno del mondo e imponendosi al quinto set. Quel successo resta, ancora oggi, l’ultima eccezione al dominio europeo. Da allora è iniziata una striscia impressionante. Federer, Nadal, Djokovic, Murray, Wawrinka, Cilic, Thiem, Medvedev, Alcaraz, Sinner e Zverev sono solo alcuni dei protagonisti di una lunga successione di campioni europei. Una continuità che ha attraversato generazioni e superfici diverse, resistendo anche al ricambio ai vertici del circuito.
Il dato assume ancora più peso guardando a ciò che è accaduto negli ultimi anni. Dopo l’era dominata dai Big Three, il passaggio di consegne non ha coinciso con una perdita di centralità dell’Europa: al contrario, i nuovi protagonisti sono ancora arrivati soprattutto dal Vecchio Continente. Alcaraz e Sinner hanno raccolto l’eredità di Federer, Nadal e Djokovic, mentre Zverev ha aggiunto un altro tassello al dominio europeo vincendo lo US Open 2026 contro Ben Shelton. E proprio Shelton rappresentava una delle occasioni più concrete per interrompere questa lunga serie. L’americano, alla sua prima finale Slam, avrebbe potuto riportare negli Stati Uniti un titolo Major maschile che manca dal 2003, quando Andy Roddick vinse proprio a New York. Ma anche questa volta il trofeo è rimasto in Europa.