Liudmila Samsonova: “Voglio diventare numero 1”

di - 15 Aprile 2016

Samsonova

Di Paolo Angella

Liudmila Samsonova è la giovane tennista italiana più in forma del momento. Ha vinto gli ultimi due tornei a cui ha partecipato, il torneo di Firenze e quello di Cap D’Ail, in Francia, entrambi di grado 2 del circuito ITF Junior. Nel torneo francese ha vinto anche il doppio, collezionando così 14 vittorie consecutive, o 16 vittorie nelle ultime 17 partite disputate. Anche considerando solo i singolari ha un record di 10 vittorie consecutive. Un momento che la sta ripagando di un 2015 andato meno bene del previsto.

Non ho sbagliato a scrivere il suo nome, che è proprio Liudmila e non Ludmilla come viene scritto nei tabelloni ufficiali di ITF e WTA. L’errore è stato fatto anni fa dalla stessa famiglia di Liudmila che evidentemente non è riuscita a farsi capire bene al momento di iscriversi ai primi tornei. Ho parzialmente sbagliato invece a scrivere che è italiana, perché la Samsonova è cittadina russa, ma gioca, legittimamente e senza aver avuto alcuna pressione per fare questa scelta difficile, ma consapevole, per l’Italia. Del resto Liudmila è nata in paesino al nord della Russia, ai confini con la Finlandia, vicino al Circolo Polare Artico, 17 anni e mezzo fa, ma si è trasferita subito (quando aveva solo un anno) con la famiglia in Italia per seguire il padre, giocatore professionista di ping pong, che aveva avuto un ingaggio da una squadra torinese. Da allora non si è più spostata dall’Italia, dove ha fatto e sta facendo scuole italiane, e al compimento dei 18 anni di età chiederà la cittadinanza italiana, come permette l’attuale legislatura.

La prossima settimana riprenderà a giocare tornei junior che la impegneranno fino a settembre. Le chiedo l’intervista per parlare della sua attività e della gioia per aver raggiunto la possibilità di giocare le prequalificazioni agli Internazionali BNL d’Italia, ma dobbiamo concordare l’orario, non tanto per non sovrapporsi a allenamenti e partite, ma perché in questa settimana Liudmila è praticamente sempre a scuola, dovendo recuperare le ore perse nelle settimane scorse. A volte ci dimentichiamo che queste ragazze, per fortuna, hanno anche gli impegni scolastici a cui far fronte e, nel caso della Samsonova, gli esami che l’attendono a giugno e che sta preparando non le permetteranno di partecipare al Roland Garros Junior. Finalmente troviamo un momento di tregua, tra un libro e una corsa per tenersi in forma e iniziamo a parlare proprio della qualificazione per Roma

Lidmila, una grande soddisfazione aver raggiunto le prequalificazione degli Internazionali, immagino…

E’ stata una soddisfazione immensa che si è concretizzata solo quando pensavo di non aver raggiunto l’obiettivo. Il torneo di Genova, al Valletta Cambiaso, intanto era di livello altissimo, c’erano Brianti, Barbieri, Balducci e tante altre molto forti e esperte. Tra l’altro, per la mia programmazione, era l’unico Open che potevo fare. Ho giocato bene, ho vinto con Testa, Zmau e Di Sarra e poi in semifinale me la sono giocata ma ho perso con Alberta Brianti. Pensavo di essere fuori perché a Roma vanno le finaliste e mi sono messa l’anima in pace. Poi, due o tre giorni dopo, mi è arrivato il messaggio che sono stata ripescata come semifinalista visto che sia Brianti che Balducci avevano vinto un altro torneo e sono stata davvero felicissima.

Quindi vai a Roma per fare esperienza, per goderti lo scenario dei campi tra i più belli del mondo, ma proverai anche a superare le prequali e entrare nei tabelloni principali…

Certamente! Non vado di certo a Roma per fare la turista o per perdere. Sono consapevole che sarà molto dura, ma ci proverò a vincere ogni partita.

Il 2015 è stato un anno un po’ al di sotto delle aspettative o sbaglio?

E’ vero, ma i successi di questo periodo sono il frutto del lavoro fatto lo scorso anno. Gli errori fatti in alcune partite dello scorso anno hanno dato modo a me e ai miei maestri di lavorare su alcuni aspetti specifici e farmi crescere sia dal punto di vista fisico, che tecnico e mentale. Ora ho molta più consapevolezza dei miei mezzi e riesco a sbagliare molto meno. Nulla viene per caso e anche le sconfitte devono essere viste come momenti di crescita e di miglioramento. Il 2015 è stato negativo per i risultati, ma molto importante per la mia crescita come tennista.

La programmazione dei prossimi mesi, oltre alle prequalificazioni di Roma, verte tutto sugli ITF Junior per raggiungere la qualificazione alle prove del Grande Slam?

Sì, adesso farò una serie di tornei Junior. Roland Garros so già da tempo che non potrò farlo perché ho gli esami di fine anno. Poi voglio assolutamente entrare nei tabelloni di Wimbledon e degli Us Open, per prendermi qualche rivincita. Lo scorso anno ho fatto Wimbledon, nelle qualificazioni, vincendo la prima partita, ma perdendo la seconda con una brasiliana sicuramente alla mia portata. Ho tantissimi rimpianti perché l’erba mi piace e ci tengo davvero molto a fare bene. Agli Us Open lo scorso anno non siamo andati. Ero fuori di una quindicina di posti dalle quali e non abbiamo rischiato a fare il viaggio senza la certezza di essere ammessi anche considerando che comunque non stavo giocando benissimo in quel periodo. Quest’anno vorrei viverlo da protagonista.

E tanti rimpianti li avrai anche per gli Australian Open di quest’anno, quando hai battuto la testa di serie numero 3, la Robbillard-Millette sembrava che avessi davanti un tabellone fattibile fino in fondo, ma hai perso subito al secondo turno con una wild card australiana.

In realtà non ho grandi rimpianti. Credo davvero che la sconfitta con la Apisah mi abbia insegnato tantissimo. Con la Robillard-Millette ho giocato senza pensare troppo alla tattica, ho lasciato andare il braccio perché pensavo di non avere grandi possibilità, mi aveva appena battuto nettamente la settimana prima, e ho messo dentro tutto. La seconda partita invece ho provato a impostarla in un certo modo, sbagliando e solo alla fine ho capito i miei errori. Da quel momento in poi però non li ho più commessi. Io sono convinta che quella sconfitta agli Australian Open sia stata la chiave per i successi futuri che sono arrivati in questi mesi. Ora so gestire molto meglio le partite. Ad esempio sia a Firenze che a Cap D’Ail non ho giocato proprio benissimo, ma sono riuscita a vincere partite che lo scorso anno avrei perso. Ora ci credo molto di più.

Torniamo al 2014, quando a 15 anni hai vinto l’ITF da 10000 dollari, si è creata attorno a te subito un’aspettativa altissima. A posteriori ritieni che quella vittoria ti abbia fatto più male che bene per crescita tennistica oppure no?

Intanto è giusto dire che quella settimana ci sono state un insieme di circostanze fortunate che mi hanno portato alla vittoria e forse solo dopo lo abbiamo capito. Ho vinto una partita per il ritiro dell’avversaria nettamente più forte di me, poi le altre partite entrava davvero tutto, ti capita giusto una volta ogni due o tre anni. E’ stata la settimana giusta, il livello c’era già, ma come quello di tantissime altre in tabellone, mi è andata bene e allora si sono create troppe aspettative in tutti, me compresa. Bisognava capire subito che non era possibile a 15 anni fare altri tornei dei genere. E’ capitata l’occasione, sono stata brava a sfruttarla, ma dovevo fare come se non fosse successo niente e invece quella vittoria è stata sicuramente sopravalutata da parte di tutti, tecnici, giornalisti e addetti ai lavori.

Tra le ragazze della tua fascia di età sei quella che è andata più volte in televisione, forse che ha fatto più interviste, ti piace questo clamore mediatico o ti spaventa un po’?

Mi piace tantissimo, è un grande onore se mi cercate per intervistarmi. E’ bello sapere che tante persone mi possono vedere giocare su internet o in TV. Poi è chiaro che avere troppa pressione addosso non aiuta, ma io credo nei miei mezzi e sono consapevole che una parte importante della mia crescita sia anche legata al superamento delle pressioni che sono riposte su di me.

Parlaci del team che ti segue nella preparazione.

Io mi alleno nel “Team Piatti” a Bordighera. La maggior parte degli allenamenti lì faccio con Giulia Bruschi che segue le ragazze Junior. Ogni tanto viene a vederci anche Riccardo Piatti e ovviamente tutti i suoi consigli sono preziosissimi per tutte noi. La preparazione fisica la svolgo con Riccardo Zacco e anche con mio papà Dimitri Samsonov, che è uno sportivo da sempre, ex professionista nel ping pong.

Descrivi il tuo gioco. Quali sono i tuoi punti di forza e quali in cui sai di dover migliorare ancora.

A me piace attaccare, tenere in mano in gioco, non aspetto l’errore della avversaria. Adesso stiamo lavorando molto per migliorare il gioco a rete. Ci vado ancora troppo poco. Devo lavorare anche molto sulla difesa, e sul cambio di tattica durante il match. A me piace attaccare e chiudere subito i punti, sono consapevole di dover imparare ad avere più pazienza.

Sei molto aggressiva in campo, qualcuno dice anche troppo, soprattutto nell’atteggiamento verso le avversarie.

Non sono d’accordo. Ovviamente c’è sempre grande rispetto per tutte le avversarie, però dentro il rettangolo di gioco è una sfida a due e bisogna dimostrare in tutti i modi di essere più forti. Non c’è il pareggio e solo una vince, quindi io metto tutta me stessa quando scendo in campo e magari sembra che sia troppo aggressiva, ma è il mio atteggiamento naturale. Del resto, soprattutto nel tennis femminile, anche tra le grandi giocatrici, sono tutte un po’ “stronze” quando scendono in campo. Le critiche arriveranno sempre qualsiasi cosa possa fare, ma io vado avanti per la mia strada sapendo che è probabilmente quella giusta.

Fuori dal campo, però a scuola in particolare, mi dicono che sei molto diligente e corretta.

Cerco di fare il mio meglio. Io frequento un Liceo Linguistico privato a Sanremo, dove vivo, ho le lezioni concentrate nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì. Quando non ho tornei in corso sono a scuola praticamente tutta la giornata in questi giorni della settimana. Quando ho tornei cerco di assistere alle lezioni via internet o comunque studiare da sola. A fine anno ho sempre l’esame conclusivo per validare i miei corsi con le scuole pubbliche. Quest’anno sarà a giugno e quindi per evitare le sovrapposizioni di date è certo che salterò il Roland Garros Junior per motivi scolastici.

Quali sono i tuoi obiettivi fino alla fine dell’anno? Entrare in classifica WTA?

Fino a settembre farò quasi solo tornei Junior per provare a fare bene a Wimbledon e agli Us Open Junior. Poi riprenderemo con i 10000 dollari per ricostruire la classifica WTA. Per ora non voglio crearmi aspettative sui primi tornei pro che andrò a fare. Mi sono già “scottata” troppo due anni fa, meglio fare un passo alla volta.

Però a lunga scadenza i tuoi obiettivi sono ambiziosi vero?

Certamente. A lunga scadenza l’obiettivo minimo è la top 10, penso anche ad arrivare al numero 1 del mondo. Perché non dovrei farlo? Se poi non sarà possibile, ma avrò fatto il massimo per riuscirci sarò contenta uguale.

Chiudiamo con la serie A1. Ti piace giocare nella competizione a squadre, dove sei arrivata in finale lo scorso anno con il Tennis Club Genova 1893?

Mi piace tantissimo. E’ davvero molto divertente. Il nostro è un gruppo veramente fantastico, ci si diverte anche fuori dal campo. E’ una competizione diversa da tutte le altre, ma con molta meno tensione. Sono contenta di poterla disputare.

Liudmila parte oggi per la Francia, dove la prossima settimana disputerà il grado 1 a Beaulieu-sur-Mer, iniziando la sua rincorsa verso Wimbledon e gli Us Open Junior. Per la rincorsa verso il numero 1 WTA ci sarà tempo, ma ci proverà sicuramente.

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