Lorenzo Rottoli: “Amo Federer e sogno il circuito Atp”

di - 27 Agosto 2016

Lorenzo Rottoli

di Monica Grassi

Lorenzo Rottoli, classe 2002, è uno dei giovani più interessanti del panorama tennistico italiano. Solitamente schivo e restio alle interviste, Lorenzo si è concesso (insieme a papà Fabrizio) ai “microfoni” di Spaziotennis.com allo Sport Club di Lomazzo per raccontarci il suo tennis, tra obiettivi e sogni. Rottoli colpisce notevolmente come giocatore: dritto velocissimo e movenze tipiche del tennis moderno, sta vivendo a livello caratteriale il classico passaggio, per nulla semplice, da bimbo a ragazzo non ancora uomo. La famiglia Rottoli, dettaglio più che rilevante, è unita e coinvolta al cento per cento nel percorso intrapreso da Lorenzo.

Ciao Lorenzo, raccontami quando hai iniziato a giocare a tennis e perché? E quante ore ti alleni al giorno?
“Ho iniziato a giocare a 5 anni, perché mio papà è un maestro. Mi ha trasmesso la passione e a me piace praticarlo, mi diverte moltissimo”.

Quante ore ti alleni al giorno ?
“All’incirca due ore e mezzo al giorno tra tennis e atletica, il tutto ripetuto per cinque volte alla settimana”.

In questi ultime mesi hai ottenuto grandi successi, e vissuto grandi emozioni. Cosa ti è rimasto più impresso di queste indimenticabili esperienze, tra Europeo e Mondiale a squadre e campionato Europeo individuale?
“Sono state emozioni molto intense, perché abbiamo vinto il campionato europeo per la terza volta di fila, ma allo stesso tempo molto diverse fra loro. Mi sono sentito parte della squadra, ho vinto in finale il match decisivo contro il numero 1 ceco Dalibor Svirzina, il più forte under 14 d’ Europa. E’ stato un match di altissimo livello emotivo e tennistico, sicuramente la partita più bella dell’anno. Negli altri match ho contribuito a portare dei punti importanti alla squadra sia in singolo che in doppio. Dei mondiali a squadre invece sono abbastanza soddisfatto del quinto posto, ma penso che si potesse fare meglio, anche perché io non ero in grande forma, purtroppo, pur avendo vinto 4 match su 5 non ho giocato il mio miglior tennis come agli Europei. Rimane comunque un altro splendido ricordo”.

I tuoi obbiettivi quali sono?
“Vorrei fare bene ai campionati italiani portando a casa un titolo. Dopo due semifinali in singolo e due finali in doppio mi piacerebbe proprio. Inoltre vorrei provare a prendere dei punti Itf under 18 per iniziare la prossima stagione nel miglior modo possibile”.

Qual è il giocatore professionista a cui ti ispiri?
“Il mio idolo è Roger Federer perché è molto tranquillo e mi piace la sua tecnica”.

Nel mondo del tennis hai degli amici veri? E quali sono I tuoi hobbies fuori dal campo?
“Si certo ho tanti amici, dai miei compagni di nazionale Lorenzo Musetti e Fausto Tabacco, ma anche altri come Flavio Cobolli, Biagio Grammaticopolo e tanti stranieri con cui mantengo dei rapporti anche se a distanza. Quando non mi alleno mi piace uscire con gli amici e stare in compagnia”.

I tuoi prossimi impegni?
“Adesso dovrò fare le quali al Challenger di Como dove, quando avevo 5 anni, passavo tutta la settimana a fare il raccattapalle; sarà una grandissima emozione poter fare parte del gruppo dei giocatori questa volta, poi i campionati italiani e qualche Itf”.

Lasciamo andare Lorenzo che impaziente vuole entrare in campo a scambiare qualche palla con un amico del club e mi siedo con papà Fabrizio, che con molta disponibilità risponde alle mie curiosità. Innanzitutto a Fabrizio e allo staff che segue Lorenzo vanno i doverosi complimenti per il lavoro svolto fino a qui.

Ciao Fabrizio come gestisci il rapporto papà/coach con Lorenzo?
“Non è sicuramente semplice. Si devono scindere le due figure. Fino a ora è andato tutto bene e Lorenzo vuole essere seguito da me e dal mio staff, ha bisogno di persone di cui fidarsi al massimo; lui parla poco, è molto riservato e ha bisogno di maturare le cose da solo, e quando ne è convinto da tutto se stesso. Ha i suoi punti di riferimento importanti e solo loro riescono a farlo rendere al massimo, se non c’è questa empatia, diventa pigro e non lavora come deve. Io credo che fare confusione è la cosa peggiore che si possa fare con dei ragazzi di questa età”.

Dopo questa stagione ricca di successi, come intendi programmare i prossimi mesi per Lorenzo?
“Avrà la fortuna di usufruire di una wild card per il Challenger di Como, poi andremo a fare i campionati italiani e dopo ci sono due Itf a Palermo e in Albania. Speriamo di riuscire a entrare nelle qualificazioni o tabellone in uno dei due per provare a fare dei punti Itf prima della fine dell’anno”.

Che tipo di giocatore è Lorenzo ?
“Lorenzo è un giocatore a tutto campo con delle caratteristiche offensive. Sicuramente il suo colpo migliore è il diritto, con il quale porta a casa la maggior parte dei punti. Servizio e diritto sono le sue armi. Negli ultimi anni è migliorato molto anche a rete, come evidenziano gli ottimi risultati ottenuti in doppio”.

Su quale aspetto lavorerai di più e quale è la dote che cercherai di esaltare ancora meglio?
“Sicuramente dobbiamo lavorare sull’aspetto mentale. L‘atteggiamento in campo spesso non è dei migliori, sembra giochi contro due avversari, il primo è se stesso e in secondo piano l’ avversario in campo.  Su questo dobbiamo lavorare molto e siamo pronti a farlo. La dote migliore è sicuramente il modo di colpire la palla, che gli permette di fare molto male agli avversari”.

© riproduzione riservata

51 commenti

  1. William

    Fortuna di partecipare alle qualifiche del Challenger di Como????? Che utilità può avere per un 2002?

  2. cataflic

    William
    …nessuna dal punto di vista pratico, ma dal punto dii vista motivazionale per me frequentare il tennis vero da un’idea più chiara per cosa si sta lavorando.
    E’ un vecchio adagio anche del blog …in teoria frequentare tornei open permetterebbe al 99% dei ragazzi/e di giocare a livello adeguato, ma un conto è andare a passerano marmorito e mischiarsi col 3.2 di casa, il maestro del circolo di fianco, l’ex 2.1 ancora arrazzato a 45 anni e simili, un conto andare a fare gli US Open junior o a Tarbes e roba simile.

  3. william

    @ cataflic

    E poi tornare a casa avendo capito che con quel tennis non si ha ancora niente a che fare. E’ giusto alzare l’asticella e andare oltre i propri limiti ma con misura. Per capirsi, un saltatore in alto (visto che si parla di asticella) con un record personale di 1,80 prova l’1,85 perché i 2 metri non li salterà mai.

  4. cataflic

    William
    non è tennis….è una gita turistica, come quella di un ragazzino appassionato di montagna che fa una escursione al campo base di un 8000….guardi in alto con stupore e meraviglia e ti vien la voglia di arrvare su quel cucuzzolo….

  5. Nicoxia

    wiliam tutto dipende da che punto di vista si fanno le esperienze il tuo prende in considerazione il risultato immediato che è l errore che tutti dicono non si deve fare ma che poi in pratica è quello che fanno tutti poi c è quello della consapevolezza acquisizione di conoscenze ed esperienze nuove per programmare con lungimiranza il percorso fare questo tipo di esperienza non vuol dire saltare passaggi che naturalmente sarebbe sbagliato ma verificare o aumentare il proprio bagaglio tutto sanno che dagli open ai diecimila così come ogni passaggio successivo cambia il comportamento dei giocatori così come chi fa le cose meglio ottiene più risultati sapere cosa fare nel dettaglio non è scontato se si è consapevoli di questo e di hanno le conoscenze si può affrontare un open come si affronterebbe un diecimila e ti garantisco che in pochissimi vedo fare questo poi certo sarebbe meglio fare direttamente un diecimila ma dipende da molti fattori la scelta bisogna saper contestualizzare bene il percorso perché anche nel fare un diecimila bisognerebbe fare cose che difficilmente si vedono fare anche se aumenta la percentuale di chi le fa bisogna prendere l esempio del 3 per cento che le fa invece molti fanno turismo tennistico ci sarebbe molto altro da dire

  6. Diego

    Per chi ha ambizioni pro (e quindi grandi qualita’ tecniche fisiche e mentali) gli Open non deve neanche guardarli.
    Poi ovviamente se fai fatica a superare un turno o due in un Open non puoi avere ambizioni pro a meno che di tennis non capisci niente.

  7. Nicoxia

    Grazie Diego infatti tu che di tennis te ne intendi di professionisti ne avrai aiutati molti a diventarlo illuminaci di qualche nome così potremo farti i complimenti

  8. Diego

    Perche’ per capire di tennis bisogna avere aiutato qualcuno a diventare professionista ?
    Ma cosa stai dicendo ?
    Quello che dico io qualunque appassionato di tennis mediamente competente puo’ confermartelo.
    l’unico sei tu che non capisce o non vuole capirlo.

  9. Cataflic

    Diego
    Se hai 18 anni e perdi al 2o turno di un open…fai bene a studiare, ma se ne hai 14, ti assicuro che anche un 2.8 ti può mettere in buca, a meno che tu non sia già anche tra i primi negli u18, cioè un fenomeno.

  10. Nicoxia

    Cataflic gli open sono strutturati per farti giocare al secondo turno con quelli della tua categoria perdere non è determinante bisogna contestualizzare differente è se sei nella stessa categoria da anni parlare senza conoscere in che punto del percorso è l allievo generalizzando come fa Diego è secondo me sbagliato

  11. Nicoxia

    Diego hai ragione infatti tutti nei bar capiscono di calcio e si permettono di criticare sentenziando come fai tu sei in buona compagnia di chi è in grado solo di criticare senza mai aver provato

  12. Nicoxia

    Diego tutti possono e sono in grado di dire cose giuste se hanno imparato è dedicato molto del loro tempo la grande differenza non è cosa ma come chi sa come ottiene i risultati gli altri chiacchierano nel bar sentendosi più importanti di chi sa meno cosa si deve dire collaborare con quel quel uno per cento di chi sa cosa è come con umiltà è fondamentale poi circondarsi di chi fa le cose giuste altrettanto è vero che è difficile trovarle negli open ma non impossibile perché ripeto dipende in che punto del percorso si è è come ci si comporta il pari livello di gioco lo si trova anche lì è cosa si fa per superare i tuoi pari livello che è importante il turno dopo ne avrai uno di superiore livello certo che se li vinci tutti dopo non avranno più importanza ma se lo pretendi da un ragazzo di 14 anni o di chi avendo iniziato più tardi e nello stesso punto di percorso per me non sai ne cosa ne come dirlo

  13. gomma

    Quante chiacchiere,!,
    Una cosa e’ certa.
    Diego un po’ estremizza ma nn è molto distante dalla realtà.
    Nel senso che a 16 anni negli open devi arrivare in fondo se vuoi avere ambizioni di tennis pro.
    In termini pratici devi valere un 23 per intenderci.
    Rottoli e soprattutto musetti secondo me valgono già la classifica 24.
    Fognini a 15 anni asfaltava i 21!!!!
    Poi vi sono sempre le eccezioni!!!
    Sonego a 16/17 anni era 2.6/2.5 ma tra i vari italiani giovani ovvero fascia 93/96 e’ quello che ha più possibilita di fare carriera pri

  14. Nicoxia

    Vedi gomma le eccezioni non sono da attribuire alla fortuna ma a un certo tipo di percorso voi analizzate matematicamente anche a ragione ma senza contestualizzare e sopratutto senza conoscere il percorso dell allievo che è differente da soggetto a soggetto

  15. cataflic

    nicoxia
    per forza quando si scrive si generalizza, il discorso open ha chiaramente un senso nel momento i cui a livello di tabellone ci si confronta con tennisti di valore simile.
    Per fare un esempio, la ragazzina 14enne di cui ti chiedevo e che si allena in usa evidentemente ha un livello, anche se priva di classifica per cui, giocare 4/5 turni con 4.3 et similia è solo una perdita di tempo ed energie e meglio sarebbe confrontarsi in un u14 o u16 dove hanno una impostazione un po’ più professionale.

  16. Nicoxia

    Cataflic la ragazzina era una situazione anomala la normalità prevede aggiornamento ogni sei mesi in un ragazzo in crescita ogni anno scala classifiche Nicolas per esempio dopo due turni in open ha affrontato Petrone e in un altro bega come livello tennistico per verificare il lavoro per adesso a lui basta e avanza è chiaro che deve essere un passaggio se fra due anni sarà ancora lì a fare open sarà altrettanto chiaro quali saranno i suoi obbiettivi non c è solo là top Ten o top cento ognuno ha i propri di obbiettivi

  17. Nicoxia

    Quello che non capisce Diego e che la crescita deve essere graduale e senza fretta per non tralasciare tasselli importanti lui ne fa un fatto anagrafico io lo misuro in tempo di lavoro non si può pretendere risultati dall età ma dal livello di gioco che deve essere una conseguenza del buon lavoro la scuola la inizi dalla prima elementare a cinque anni ma non è che se tu inizi a dieci per vari motivi ti fanno partire dalla quinta e partendo dalla prima non si possono pretendere le conoscenze di quinta so rimane indietro?è ovvio ma come si fa ad escludere che il ragazzo non possa arrivare a laurearsi cinque anni più tardi e inserirsi in base al proprio potenziale

  18. Nicoxia

    Cataflic Nicola ha fatto il suo primo torne dopo tre mesi che aveva preso la racchetta in mano a dieci anni al secondo turno ha giocato contro baldi che era già il numero uno indiscusso del 96 ha continuato nella sat nei due anni successivi per poi iniziare un percorso personalizzato per il completamento hai famosi dieci anni necessari ne mancano due poi farà le sue scelte nel frattempo si è diplomato con maturità liceo scientifico e sta facendo l università secondo Diego io dovrei scoraggiarlo nel seguire il suo sogno solo perché non ha raggiunto ad una certa età alcuni risultati io invece lo sostengo e gli faccio vivere la sua vita incoraggiandolo a non mollare mai qualsiasi cosa deciderà di fare che di persone come Diego capaci di criticare senza aver mai dimostrato niente è pieno il mondo

  19. Nikolik

    Tutti i genitori amano molto i tornei open!
    Sono scene che ho visto mille volte.
    Ovviamente gli open si giocano in circoli vicini a casa, il campo di partecipazione é essenzialmente regionale e tutti si conoscono, sia i genitori dei partecipanti che i partecipanti medesimi.
    Siccome é anche facile vincere anche se sei scarso, perché il campo di partecipazione, di solito, é quello che é, i genitori prendono sedici piccioni con una fava: in primo luogo, vincendo, riescono a perpetuare all’infinito il sogno, del tutto irreale, di avere il figlio campione, della serie: hai visto che ha vinto il torneo, é forte…ma va bene anche la semifinale per continuare ad illudersi.
    Inoltre, vinci contro persone che conosci da una vita ed é logico che sono le vittorie migliori nella mentalità genitoriale, perché non c’è cosa più bella, per un genitore, che vedere il genitore battuto, che conosci da una vita, schiumare di rabbia.
    Inoltre, se vinci, 300 euro e un prosciutto e un buono sconto del 30% alla decathlon te li danno, cosa che i genitori non disdegnano, oltre al fatto di avere risparmiato perché il torneo si gioca vicino, per perpetuare l’ennesimo irreale sogno che si possa diventare campioni senza viaggiare e senza spendere.
    A dire il vero gli open dispensano altri vantaggi ai genitori, che li preferiscono sopra ogni cosa, ma direi che basta così: non vorrei esagerare, da esperto di tennis quale sono, nel profondere verità.
    Come diceva il mio vecchio professore di teoria generale del processo, ricordati sempre che la giustizia non regge troppe verità insieme .

  20. Nicoxia

    Nikolik hai ragione infatti tu fai parte di quelli che conoscono solo la realtà da te descritta che avendo tu ragione otterranno quello per cui stanno lavorando poi ci sono altre realtà a te esperto di quel poco che pensi di sapere sconosciute e ti rimane solo là soddisfazioni di criticare

  21. cataflic

    Nikolik
    in Italia sembra proprio così….pare che i tornei siano talmente demotivanti e frequentati da “migliori tra i peggiori” che chiunque ci si invischia non ne esce più.
    L’atmosfera di un open è più simile a quella di un torneo di 4a, mentre un internazionale u14/16/18 è tutt’altra cosa.
    Negli States invece il mondo universitario sembra più stimolante e capace di mantenere la possibilità per un talento anche over di “compiersi” ed arrivare a livello pro, ma evidentemente il sistema raggruppa tutti tennisti con età coeve e non presenta il rischio di essere sbriciolati dai becchettini e dalla tigna di un 40enne.

    nicoxia
    Bega, Petrone, ma potrebbero essere anche Della Tommasina, Leonardi o simili sono tutti giocatori che sanno giocare benissimo a tennis ma con limiti ben precisi…probabilmente paragonabili a molti top 50 u18, come livello. Per me il problema non sono loro ma il fatto che sono professionisti a metà, cioè metà vivono il territorio e metà fanno attività internazionale e rischiano di proporre un modello più “facile” per cui bisogna avere moltissima determinazione per perseguire l’obiettivo e condire il percorso con momenti “alti” per non farla scemare e non è certo facile….forse più difficile che fare la figura dei mezzi babbei alla normale di Pisa, perchè intanto sei alla normale eh..!??!

  22. Diego

    Nicoxia
    Io non devo dimostrare un bel niente, questo e’ un blog di tennis e chiunque puo’ dire come la pensa.
    Un ragazzo di 10 anni che inizia la prima elementare al massimo a 12 o 13 anni deve avere finito la quinta elementare altrimenti non e’ molto sveglio.Lo stesso vale per il tennis se inizi a 10 anni in 4 o 5 anni devi recuperare il gap con chi ha iniziato a 7 anni altrimenti non hai quelle capacita’ tecniche fisiche e mentali per andare avanti, figuriamoci pro
    Su Bega e Petrone che tu hai menzionato ha risposto Cataflic.e condivido tutto quello che ha scritto.

  23. Bernie

    La scorsa settimana Ionel, ottimo giocatore rumeno di anni 14 come Lorenzo, Musetti e Mattia per intenderci, ha vinto un G5 ITF U18 in Moldavia. Musetti ha fatto faville a Maribor.

    I migliori U14 europei, fra cui Rottoli e Musetti, giocano (non sempre ma comunque spesso) a livello 2.5-2.4 per fare un paragone con le nostre classifiche e nel giro di un mese o due salgono ancora perchè è solo questione di fisico e consistenza.

    Ovvio che il livello dipenda anche dal fisico a disposizione. Il gioco che il ragazzo ha lo vedi. Se ha un gioco “valido” con il fisico crescerà di conseguenza.

    Questo è il livello che può darti qualche speranza di riuscire in questa giungla senza pietà che è il tennis moderno. Tutto il resto sono speranze e chiacchiere. A volte accadono anche (mezzi) miracoli tipo Vanni ed Estrella Burgos ma sono eccezioni più rare di un quadrifoglio al polo nord.

    IMHO (in my honest opinion).

    Non voglio offendere nessuno nè tantomeno giudicare o criticare. Solo esprimere il mio pensiero. Poi ognuno è libero di perseguire obiettivi e programmi. Time will tell.

  24. Bernie

    Per intenderci noi con Ionel ci siamo allenati una settimana a Trnava in Slovacchia per un G2 U14. Il ragazzo ha un diritto esplosivo e la palla gli esce facile. E’ anche simpaticissimo e scanzonato e ciò non guasta, tanto che può anche perdere partite nelle quali è nettamente favorito per eccesso di supponenza. Se non giri non fai questo tipo di esperienze, non cresci a livello dei migliori, molto più difficile crederci.
    Sempre IMHO.

  25. Safin68

    IMHO : Bernie uso la tua frase perché voglio rimanere assolutamente neutrale nei confronti di chi come me non la penserà 😁 Musetti a Maribor ha giocato le prime due partite contro due 99 alti 190cm. 90 kg che ovviamente avevano dalla propria un gran bel servizio ed è stata dura spuntarla al terzo ma, l’olandese del 2000 Jong alto forse 10 cm. meno di Musetti e decisamente più magro, è sicuramente quello che giocava meglio a tennis …. La morale vuole essere che essere già formati fisicamente non sempre aiuta a vincere penso piuttosto che basilare debba essere la maturità mentale riuscire a rimanere concentrati quando si va sotto ( Musetti perdeva con Ivanov 6/7 e palle del 1/4 nel secondo) 🤔

  26. Bernie

    Ciao Franz..

    ho parlato di Ionel per non parlare troppo dei nostri. Lorenzo (Musetti) ha fatto benissimo a Maribor come sappiamo.

    Il fisico aiuta assai in questa fase, a volte rende cavallino da corsa chi sarebbe ciucio e viceversa rende cavallino da corsa chi potrebbe essere purosangue. La testa e la maturità mentale imprescindibile sempre.

    Un paio di anni ancora e saremmo più livellati anche con questi bestioni dell’est che crescono a carne ormonizzata.

    Complimenti ancora!

  27. gomma

    Bernie dici esattamente ciò che ho detto io,!!!!!
    Ripeto: a fatti e non a chiacchere rottoli e musetti esprimono già a 14 e qualche mese un livello di gioco che si attesta tra la classifica italiana 24 25. Adesso ovvero settembre 2016.
    Sul discorso open o nn open ma voi credete che quelli che arrivano nei quarti di un 10 mila vincano con un 21 22???!!!!ahahahahah
    Allora la classifica italiana conta eccome.chiaro che esperienze all’estero a livello junior contano eccome e probabilmente si vive un’atmosfera più professionale ma se poi a livello provinciale o regionale nn domini contro un 26 forse è meglio confrontarsi a livello..
    Poi nn e’detto che chi a 14 esprime già un livello da24 23 poi diventi sicuramente primi 50.
    Esempi: beh in primisi quinzi o ramazzotti che sta facendo fatica.
    Ma se come ho già detto a15 anni asfalti i 21 o a 16 batti waske le tue probabilità di arrivare forse si alzano o no?!!!!!
    Altro parametro?beh musetti sulla prima serve già oltre i 180 km orari.nn significa nulla???!!!nn credo!!!

  28. Leo

    @diego tu sei papà di una femmina 2002 o sbaglio ? Cmq Musetti esprime un tennis già da professionista e non me ne voglia @bernie ma non c’entra nulla con Mattia. Rottoli e Musetti sono i due più preparati direi, poi ce ne sono dietro altri che stanno crescendo, ma solo Musetti come 2002 si è già confrontato e messo in gioco in ITF under 18 ciò vuol dire che il livello c’è e uguale vale per le donne. Una sola si è messa in gioco se non sbaglio

  29. Bernie

    Infatti quello che ho detto io. Il mio riferimento a Mattia era unicamente per l’età comune ai giocatori nominati. Poi non ho mai parlato di lui ma degli altri a titolo di paragone per quello che si diceva sopra sui livelli.

  30. Diego

    Leo
    Mia figlia e’ una 1990 e comunque sono quasi dieci anni che ha smesso di giocare a parte qualche volta con gli amici.
    Quello che io affermavo era che i tornei open, a parte giocarne qualcuno fino ai 16 anni, non sono consigliabili a chi ha ambizioni e i numeri per provare a diventare pro.
    Questi ultimi post mi sembra che avvalorino il mio pensiero.
    Spero di non avere fatto arrabbiare Nicoxia che non ha piu’ scritto dopo il mio ultimo post.

  31. Nicoxia

    Diego non mi arrabbio mi arrendo scegli tu il motivo che ti fa più comodo della mia resa io continuo a lavorare senza arrendermi

  32. Nicoxia

    Per me l eccezione non è frutto del caso ma di un percorso diverso dalla normalità non a conoscenza di tutti non tutti si possono permettere certi percorsi e c e chi si arrende dando colpa alla sfortuna è che cerca un percorso diverso cercando di diventare l eccezione

  33. Nicoxia

    Io non credo nel talento tennistico ma in una predisposizione atletica con varie percentuali di potenzialita che solo il buon è gran lavoro può trasformare in risultati

  34. Nicoxia

    I risultati sono fondamentali se frutto è conseguenza del buon lavoro fatto con lungimiranza se non si è in grado di contestualizzarli sotto questo aspetto e li si valuta solo anagraficamente per me non si è in grado di valutare il potenziale dell allievo

  35. Bernie

    Io ti rispetto Nico Alexia perchè nessuno ha il Vangelo o la Bibbia o altro in mano ma secondo me sbagli quando dici che non esiste il talento. Il talento è multiforme, non è solo braccio o polso (ma pure quello è), può essere anche usare al meglio braccio cervello polso quando serve davvero o nei momenti topici (non tutti riescono) sta nel vincere 25 tie break su 30 giocati in 3 anni o cose simili, sta nel mentale, sta nella voglia di vincere, nel non considerare la sconfitta ecc. ecc. ma esiste. E non può essere altrimenti perchè se no non si capirebbero certe differenze. Il mio ragionamento comunque era per fornire al forum dei parametri comprensibili in termini di classifica italiana sui valori riscontrabili nei circuiti internazionali. Che poi gente che ti gioca da 2.6 la trovi anche negli under 14 grade 3 a volte, altro che…….Di ragazzi bravi ma davvero è pieno il mondo….

  36. nicoxia

    Bernie ho parlato di talento tennistico,i risultati sono una sommatoria come hai evidenziato tu,di più fattori,io parlo di predisposizione atletica,che da sola non basta ci vogliono altre componenti ma è solo col la predisposizione al lavoro e sacrificio che queste predisposizioni porteranno a risultati ,non condivido il pensiero che con quel talento sarebbe arrivato comunque con chiunque qualsiasi cosa avrebbe fatto.

  37. cataflic

    Ho visto qualche match degli u14 e l’impressione generale è che il livello fosse complessivamente leggermente più alto degli anni scorsi.
    Al netto del solito fattore crescita, che a quest’età fa la gran parte del risultato, ho visto Musetti giocare un tennis già di altro livello e non mi stupisco che cominci a far danno anche tra gli u18, Rottoli anche lui ben carrozzato e 2/3 che si vede hanno uno sviluppo fisico più indietro ma altrettanto bravi.
    Sono anche riuscito ad assistitere ad un match di Mattia col mitico Bernie di cui ammiro la sportività e la traquillità.
    Tra le ragazze ho visto la Pigato che ha già un bel tennis(speriamo si alzi un pochino) e la Paoletti che è un fuscello, ancora una bimbetta, però ha un tempo eccezionale…

  38. bogar67

    Diego
    Mia figlia era a Milano assoluti under 12 io ero in Sardegna. Ho pagato il professionista e per non mettere pressione me ne sono rimasto a casa. Il torneo ha visto finaliste come anno scorso due bravissime bambine palermitane allenare dal maestro Alessandro Chimirri. Sono soddisfatto del torneo della mia bimba. Tutto stava procedendo bene, stava mostrando un bel tennis vario anziché le solite farfalline. Purtroppo è bastato un episodio quando stava per concludere la gara degli ottavi in porto e ha completamente smesso di giocare mostrando tutti i suoi 11 anni. Ci rifaremo il prossimo anno.

  39. Diego

    Bogart
    Pensavo fossi a Milano.
    La parte mentale e caratteriale e’ molto importante.
    Ho notato che in tutte le categorie giovanili maschili e femminili le teste di serie sono state rispettate quasi sempre.
    Se non sbaglio almeno in questo la Fit non sbaglia.

  40. Bernie

    Per le teste di serie la 1 e la 2 sono abbastanza facili, poi il resto è (a volte) opinabile e può cambiare di molto il risultato finale. Affrontare la 1 nei quarti o invece essere nei quarti meno nobili ti fornisce una chance in più, ovviamente, per quello che può contare…… Detto ciò saluto Cataflic che ho avuto tanto piacere di conoscere e lo ringrazio per i complimenti. Sportività ci sono cresciuto, tranquillità con 2 figli che giocano meglio abbracciarla in fretta e non è mai abbastanza….un abbraccio.

  41. bogar67

    Diego
    Anno scorso non ci avevano preso stessa annata. Non sempre ci prendono perché non tutti svolgono lo stesso percorso sia a livello di torneo che di sistema di allenamento nei circoli delle varie regioni. La Fit non può sapere tutto su ogni singolo atleta, se agosto sta a mare o si stia allenando. In generale se prendo la mia regione eravamo tutti sia maschi che femmine poco considerati in partenza tanto si sa che qui la programmazione e la qualità che danno i circoli ai propri atleti è da terzo mondo. Invece degli otto presenti chi ha lavorato a parte ha ben figurato. Per il discorso caratteriale e mentale bisogna capire se ci si può lavorare e intervenire. In genere dove non puoi proprio intervenire è quando ti ritrovi uno o una senza carattere ma su una esuberante o eccessiva secondo me è solo questione di tempo.

  42. francescocoachgemelli

    Ciao a tutti
    Giusto per dirvi che i gemelli continuano il loro percorso e Marco ha vinto un under 10 all’Eschilo di Roma
    Quello che conta nel tennis è il voler vincere a tutti i costi dopo aver perso il primo set della finale 6-1 ha deciso che non voleva perdere e ha iniziato a soffrire nel campo combattendo punto su punto ed è uscito vincitore ma distrutto fisicamente
    Per arrivare in questo sport servono principalmente gli attributi e quelli non si possono insegnare il resto viene dopo

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