Spazio (all’altro) Tennis: Malesia

di - 3 Febbraio 2014

di Giacomo Bertolini

SPAZIO(ALL’ALTRO)TENNIS: MALESIA

Non solo superpotenze, incassi faraonici, tornei sfavillanti e popolarità alle stelle. Il tennis che ti porta in alto, si sa, parte dal basso e allora ecco la nuova rubrica di Spazio Tennis che, con un occhio ai paesi outsider del circuito, si propone di svelare quei numerosi scenari sommersi ma fortemente radicati nei “sobborghi” del tennis. Altre realtà, altre difficoltà, altri eroi… altro tennis!.

E’ un veterano classe 1979 originario di Johor, Malesia, il nuovo protagonista della rubrica Spazio (all’altro) Tennis che, in questa puntata “asiatica”, punta a far luce su uno dei movimenti tennistici che maggiormente si sta espandendo negli ultimi anni. Ecco Yew Ming Si (nella foto a sinistra con Bernard Tomic).

“Ciao a tutti, mi chiamo Yew Ming Si e vengo dalla Malaysia. Ho iniziato a giocare a circa 4 anni seguendo i miei genitori nei vari campi; tutto è iniziato da lì anche se all’inizio non era nulla di serio e impegnativo. Col passare degli anni sono arrivato a vincere il torneo nazionale Under 18 di singolo e doppio e in seguito sono riuscito a issarmi sino alla posizione numero 798 Atp in singolare e 645 in doppio. Tantissime persone mi hanno aiutato in questo lungo percorso e io sono sempre stato determinato a seguirle!”

Yew Ming Si tra passato, presente e futuro: “Attualmente sto assistendo il mio capo allenatore con la Federazione Tennis, con la quale generalmente le relazioni sono buone. Credo che il movimento tennistico in Malesia si stia sviluppando alla grande, visto anche il crescente interesse del pubblico verso questo sport. Abbiamo da poco creato l’Atp di Kuala Lumpur che ci offre grande visibilità e il governo ci aiuta finanziariamente contribuendo a sviluppare potenziali giocatori. Tutto questo è reso possibile dall’intervento del nostro Presidente Tan Sri Abdul Razak Latiff, determinato a costruire giocatori di alto livello. Inoltre siamo anche legati a competenze straniere per allargare ancora di più i nostri orizzonti, come Tennis Australia e corsi di coaching Itf”.

Una vita, quella nel mondo tennis, che a volte sembra compromessa da notevoli ostacoli ma che allo stesso tempo, come ci confida Yew, si può aprire e sorprenderti con piacevoli novità: “Io penso che ci siano molte cose da imparare ogni giorno, anche se a volte bisogna tenere duro e superare anche le fasi più noiose che la vita in questo sport ti fa affrontare. Una volta ho incontrato una persona e lui mi ha presentato la possibilità di trasferirmi in un college americano continuando a giocare a tennis; ebbene ho finito per volare negli Stati Uniti a dimostrazione di come a volte un semplice incontro e una nuova amicizia possano cambiare la vita per sempre!

Riflessioni che Yew sente di allargare anche in ottica Coppa Davis: “Ogni paese ha le sue sfide e può capitare che un giocatore possa trovarsi in condizioni imperfette e con disponibilità limitate. Non è possibile scegliere la famiglia in cui nascere e a volte, certi ostacoli, possono rivelarsi dolorosi da superare in un percorso sportivo. Tuttavia credo che a maggior ragione in queste circostanze la chiave sia fare la cosa giusta migliorando passo per passo con pazienza. Solo con pazienza e impegno si riuscirà a trovare la strada per cui il tennis ci ha chiamati: forse un professionista o magari un allenatore o un dirigente. Di sicuro se uno vuole ambire a giocare per la propria nazione deve avere ben chiari questi valori, dal momento che disputare la Coppa Davis significa aver raggiunto un livello eccellente. Giocare in Coppa Davis per me è superare sé stessi, raggiungere un livello maggiore rispetto alla normalità, tenendo sempre ben presente che sei tu il rappresentante davanti a tutto il mondo!”

In conclusione un augurio che l’esperto tennista malese si sente di rivolgere un pò a tutti: “Auguro a tutti i miei amici nel mondo del tennis tutto il meglio per questo 2014, ricordate di mantenere la testa alta specialmente in questi momenti difficili… io credo che potremo farcela!”

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