Potito scopre il “veloce”


(Potito Starace – Foto Nizegorodcew)
di Valentina Clemente (intervista realizzata in esclusiva per il portale Tennis.it)
Parigi (Francia) – Entrare nei top 50 è stato solo il primo passo e  nel 2011 Potito Starace vuole provare ad allungare il passo. Puntando su una partenza migliore, il numero 1 d’Italia vorrebbe scalare ulteriormente il ranking mettendo a frutto l’esperienza guadagnata quest’anno tra tornei Atp e Davis. In esclusiva per Tennis.it, il campano ha fatto un’analisi dell’anno appena terminato e dichiarato gli obiettivi per la prossima stagione.
Qual è il tuo bilancio personale per il 2010?
Globalmente posso dire che è stata una buona annata, si cerca sempre di fare meglio ma posso dire che sono soddisfatto dei miei risultati. Ho chiuso l’anno tra i primi 50 del mondo, quindi non posso lamentarmi.
Qual è il tuo piano per il prossimo anno? Come pensi di ripartire gli sforzi?
Il prossimo anno seguirò bene o male lo stesso percorso, sicuramente dovrò impegnarmi per partire meglio rispetto all’ultimo, perché non sono riuscito a fare buone cose nei primi due-tre mesi e se riuscissi a partire bene magari potrei salire ancora in classifica. Non sarà facile perché ho tornei duri davanti a me, ma la speranza c’è.
Sei migliorato sul veloce, qual è la tua analisi in merito?
A parte Bercy, dove il campo era davvero troppo veloce ed ho avuto la sfortuna di incontrare un avversario contro cui mi è difficile giocare (Llodra, ndr), per il resto ho fatto delle buone prestazioni, ho giocato bene in Davis, ho passato un turno a Mosca, i quarti a Valencia. Risultati che sono il segnale di un miglioramento, anzi che testimoniamo il passaggio di alcune difficoltà che incontravo prima. Penso che sono migliorato nella risposta e poi riesco a giocare meglio in campo, riesco a difendermi meglio. Sulla terra puoi scivolare, sul veloce devi sapere tenere i piedi dentro al campo.
Secondo te, tra i fondamentali, su cosa devi ancora migliorare e quali sono le difficoltà che hai nel lavoro quotidiano?
Non direi lavorare, più che altro mettere a punto i particolari, ma se proprio devo focalizzarmi sicuramente il rovescio. Già ora rispetto a prima va molto meglio, ma posso sicuramente aggiustare la mira. Anche nel servizio sono migliorato, specie nelle ultime due-tre settimane.
Per quanto riguarda la maglia azzurra, come pensi affronterete la prossima edizione di Coppa Davis? Quali sono state le tue sensazioni dopo la sconfitta in Svezia?
In Davis, se posso permettermelo, siamo stati proprio sfortunati. Abbiamo perso una partita pazzesca, siamo stati a due punti dal match per tornare in serie A. Io da parte mia ho dato il massimo, ho portato a casa il singolo, ho giocato cinque ore in doppio ma non è bastato. Siamo rimasti in B e ritenteremo il prossimo anno.
Le ragazze hanno vinto il loro terzo titolo in Fed Cup, qual è secondo te la differenza rispetto ai due gruppi? E,  in qualche modo, cosa potete apprendere da loro?
C’è da apprendere molto dalle ragazze perché hanno sempre fatto ottimi risultati in questa competizione, hanno vinto tre volte e non è mai facile a questi livelli. Purtroppo per quanto riguarda noi, in Davis ci troviamo di fronte a squadre forti e credo che sarà difficile vincere due volte la Coppa, ma almeno entrare nel World Group e fare del nostro meglio, credo sia il minimo.
Tra Finlandia e Slovenia chi vorresti incontrare?
Tra le due squadre non lo so, se dovesse vincere la Finlandia è sicuro che andremo a giocare fuori e preferirei avere un primo turno in casa. Mentre se vince l’altra squadra abbiamo almeno un 50% di possibilità di giocare in Italia.

Quali sono le tue sensazioni quando giochi in doppio? Hai trovato una nuova dimensione?

In doppio mi diverto tanto, poi imparo cose che utilizzo anche nel singolare, come la risposta e il serve and volley. Sali di ranking e ti da soddisfazione. Ho sempre provato, giocato e ora sono contento che stanno arrivando anche i risultati.

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