Tathiana Garbin: “Ci sono molte ragazze che possono arrivare in alto”

di - 16 Giugno 2015

Garbin Padova

di Michele Galoppini (@MikGaloppini)
video editing e foto di Giulio Gasparin (@GiulioGasparin)

È stata una calda giornata ricca di interessanti match quella che si stava vivendo all’ITF di Padova. In campo anche delle giovani speranze azzurre e come sempre capita da un po’ di tempo a questa parte c’era anche Tathiana Garbin sugli spalti, a sorvegliare e consigliare le sue pupille. L’ex top25 azzurra, con la sua tranquilla ma rassicurante presenza, segue molte delle migliori azzurre del panorama internazionale che stanno pian piano facendosi strada nel mondo dell’ITF che conta. Il suo ruolo è quello di responsabile del progetto “Over 18” della Federazione, mirato a dare sostegno tennistico e non a quelle giocatrici che, superato il difficile e ultra competitivo mondo dei tornei Junior, sono pronte a confrontarsi ed a crescere in quel che è l’ancor più difficile mondo “Pro”. È stata lei stessa a raccontarci più nel dettaglio il suo ruolo ed il progetto che sta già dando ottimi risultati (basti pensare alle ottime vittorie di tante ragazze e praticamente al best ranking attualmente raggiunto da molte), nell’intervista video per SpazioTennis che trovate qui di seguito.

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41 commenti

  1. bogar67

    Quando in un progetto del genere viene accolta gente che ha la piscina in casa e ha vissuto la sua gioventù anzichè come i Giorgi a costruirsi un sogno facendosi il mazzo ma tra una settimana bianca e una al mare in Sardegna intervallato da giornate di shopping a Milano o week end a Montecarlo ho seri dubbi che il progetto stesso dia frutti che da tifoso mi aspetterei.

  2. cataflic

    bogar67
    a chi ti riferisci? (la mia è solo curiosità, non conosco davvero le famiglie delle nostre ragazze)

    con la curiosità di vedere se qualche campionato italiano under mi capitava a portata di ruota stamattina ho dato una scorsa ai tabelloni degli u16F storici presenti su fit…..sconfortante! metà dei nomi neanche un divanista “quasi esperto” come me se li ricorda(l’unico vero esperto, si sa, è Nik)
    Tatiana segna il cambio!!

  3. Jho

    Bogart..sono anni che segui questo forum nel quale si è piu volte disquisito e dimostrato che condizione imprescindible per “provare a provarci” è avere un tot di denaro da buttare nella causa e adesso ti stupisci se chi ce l’ha viene coinvolto in un progetto…. sei strano tu 🙂

    Con simpatia

  4. rikys

    Bogar……..secondo il tuo ragionamento allora bisognerebbe accogliere a Tirrenia solo chi non ha le possibilità economiche anche se scarso che puzza? A Tirrenia intanto uno va se convocato e accetta di andare, poi se il ragazzo/a ha anche disponibilità economiche importanti ed è forte non vedo quale sia il problema anzi per lui è solo un vantaggio e non da poco.

  5. Alessandro Nizegorodcew

    @bogar67
    Così passi per quello che critica a prescindere te lo dico. Critichi veramente su una base enorme di aria fritta. Boh… A me sembra che più cerchiamo di “istruire” su questo blog e più la gente parla per dogmi. Il tennis è talmente vario che… vabbè non continuo, lo sapete tutti

  6. Alessandro Nizegorodcew

    @bogar67
    Quindi per Fognini, per dirne uno, non meritava di essere aiutato e supportato in qualsiasi modo? O semplicemente siccome era un fenomeno bisognava seguirlo? E faccio questo nome a prescindere dagli aiuti o meno che ha ricevuto eh, è un esempio di giovane fortissimo ma non povero…

  7. bogar67

    @tutti
    Come trova un rettilineo si produce in allunghi con bello stile da ottocentista, si riposa un attimo e riparte. E mentre gli altri chiacchieravano, giocavano a calcio-tennis o si riposavano era l’unica, da sola, nella palestra a vetri a fare stretching.

    Io dico che un lavoro del genere, difficile ma non impossibile che lo faccia chi è stato abituato nella vita ad avere la mamma che gli portava la borsa durante i torne, che gli prenotava il 4 stelle per fare il tennis europe, che la faceva viaggiare in prima classe, etc etc

    Le motivazioni sono alla base di tutto, chi sta bene, sicuramente non ha quelle di vincere i tornei per fare soldi ma non è detto che non abbia altre motivazioni come le poteva avere Fognini.

  8. bogar67

    Ringrazio Big Lebowski per aver indicato la ragazza scelta dalla Federazione in un suo progetto tanto per farvi capire che la critica non era verso la FIT!

  9. Michele Galoppini

    @Bogar

    le motivazioni non devono essere necessariamente economiche. Uno può voler giocare a tennis e trovare la motivazioni in tante altri fattori. Vittoria, soddisfazione personale, riuscire a raggiungere i propri obiettivi, dimostrare di avere delle palle quadre e così via.

    Ognuno può avere la propria opinione e questa è santa verità, ma trovo che in un’intervista in cui tutto ciò di cui si parla è positivo (non fintamente positivo eh), ben spiegato e raccontato e motivato, in cui l’oggetto è un progetto che possa aiutare le azzurre a farcela (e gli aiuti non sono necessariamente economici, c’è molto di più in ballo!), i vari commenti negativi “tanto per dare aria alla bocca” siano un po’ fuori luogo. Due settimane fa ho parlato con Georgia Brescia, che deve fermarsi a lavorare per un periodo di tempo mettendo quasi da parte il tennis: non conosco quali siano le motivazioni di tale scelta, ma mi sembrano ovvie; se non ci fosse la Federazione e gente come Tathiana Garbin che mettono in gioco la loro totale professionalità, chissà dove finirebbero le nostre ragazze

  10. bogar67

    Michele Galoppini
    infatti sono stato travisato, e ho cercato di spiegare facendo l’esempio di Fognini che uno può avere altre motivazioni che non siano economiche.
    Ho scritto ” ho seri dubbi che il progetto stesso dia frutti” non ho scritto che non darà frutti.

  11. Alessandro Nizegorodcew

    @bogar67
    Non ti pare che criticare un progetto dopo pochi mesi senza alcuna base dia pochi frutti? Aspettiamo un po’ almeno no. O comunque critica ciò che si conosce… non la scelta di una giocatrice, boh… Vorrei inoltre ricordarti che la maggior parte dei tennisti professionisti è di famiglia benestante, come avranno fatto ad arrivare senza motivazioni???

  12. Il discorso sulle motivazioni è molto importante. Peccato che nella maggior parte dei casi venga affrontato quando i ragazzi per un motivo o l’altro non arrivano o lasciano…….. Le motivazioni vanno verificate assai presto nel percorso tennistico di un/a tennista perchè, in fondo, a prescindere che uno/a diventi giocatore o meno, ne va di mezzo in primis la realizzazione della persona. Ma ovviamente, come sovente mi accade, sto parlando di un futuro che sa ancora tanto di fantascienza!!!!!!!

  13. Giorgio il mitico

    x Bogar67

    stavolta l’iniziativa federale è giustissima a prescindere dalle dichiarazioni dei redditi dei nuclei familiari, i ragazzi forti divenuti maggiorenni sono comunque patrimonio del tennis italiano e meritano qualche anno di “vicinanza” federale altrimenti soldi o non soldi, le possibilità di smarrirsi nel mondo dei professionisti aumentano a dismisura e si deve pur pensare ai ricambi per i pro italiani attuali.

    Quello che conta è che questa “vicinanza” non si trasformi in una forma di assistenzialismo perpetuo o peggio di favoritismi, ecco perchè una simile operazione deve essere gestita da personaggi del tennis “ricchi di prestigio, esperienza, buon senso e dalla schiena dritta” e la Garbin mi pare lo sia.

  14. bogar67

    Giorgio il mitico e Alessandro Nizegorodcew
    ribadisco, io non stavo criticando l’iniziativa, dico che spesso si da la colpa alla Federazione però la colpa è di come si arriva ad entrare in questi centri.
    Quali sono le motivazioni, che tipo di percorso si è fatto prima. come si è stati educati dai genitori, in poche parole se è stata acquisita la cultura del sacrificio, perchè è chiaro che tu puoi mettere Infantino, Garbin o Piatti a dirigere la baracca ma se gli avventori non hanno voglia di far nulla perchè nessuno gli ha insegnato che dietro ogni successo ci sta il mazzo da farsi non ottieni nulla.
    Il discorso è generale anche perchè non conosco neanche chi sono le ragazze che fanno parte del progetto avendo letto solo articolo e non seguito l’intervista!!

  15. Alessandro Nizegorodcew

    @bogar67
    E allora sentiti l’intervista che è MOLTO interessante e ben fatta

  16. Giorgio il mitico

    x Bogar67

    stavolta mi sbalordisci e ti spiego volentieri perchè : secondo te un atleta di 18 anni appena compiuti che è già 2 di fascia alta ha ottenuto quella classifica allenandosi alla carlona, senza duri sacrifici e senza adottare uno stile di vita basato sul rispetto degli orari, gli allenamenti continui, una dieta prudente e via di seguito ?

    Poi giustamente parli di eventuali favoritismi, però ammetterai che se chi dirige questo progetto è un’ex atleta di chiara fama ne risulta molto difficile il condizionamento da parte di esterni.

    Spesso ho criticato ma stavolta trovo giusta e razionale questa iniziativa.

  17. bogar67

    Giorgio il mitico
    Ma quando mai ho scritto di favoritismi, poi siamo ben chiaro sullo stile di vita per avere la classifica alta, a livello femminile se hai soldini per girare e la struttura per farti fare la preparazione durate l’inverno anche alla carlona come e scrivi tu seconda categoria alta o nei 500/600 ci arrivi!
    Pensa quest’anno ci è arrivata la Trevisan che non si allenava da tre anni!
    Ci sono bimbe che a 12 anni sono 2.8!! Tennis femminile meno difficile di quello maschile!

  18. nicoxia

    Secondo me la Garbin è una parte importante di un percorso programmato di personalizzazione,ma è una parte, riuscire a creare quell’empatia indispensabile con l’allievo, per trasmettere input fondamentali è necessario, ma bisogna conoscere quelli corretti per ogni singolo allievo, sotto ogni punto di vista, tecnico, fisico, mentale e di prevenzione,a mio parere seguire dei programmi senza prestare un attenzione particolare alla personalizzazione di ogni aspetto non porta alla valorizzazione e alla riuscita dello scopo che dovrebbe essere la crescita graduale in prospettiva rispettando i tempi di ogni singolo allievo.
    Analizzando in pratica al torneo Avvenire la Cappelleti ha fatto una bella figura ma la Pigato la Capogrosso la Rumi le quali hanno iniziato il lavoro insieme a lei come mai non hanno avuto la stessa crescita e si sono infortunate,non voglio attribuire responsabilità a nessuno e sicuramente sarà stata solo sfortuna ma io alla sfortuna non ci credo ,credo solo alle percentuali possibili di infortuni e crescita, che si possono alzare o abbassare se c’è una personalizzazione correttà sotto tutti gli aspetti.

  19. Alessandro Nizegorodcew

    @nicoxia
    Non ho bene il discorso degli infortuni e delle tempistiche degli stessi. La Capogrosso si è fatta male a Palazzolo, su questo son sicuro ad esempio

    @Bogar67
    La Trevisan è tornata subito lì perché è un fenomeno, se ricomincia “una qualsiasi” non ci arriva in 3 mesi a quel ranking. E comunque come vedi per fare ulteriore salto sta facendo fatica, perché deve riabituarsi a una certa intensità di allenamento e a una certa attitudine ai momenti salienti dei match. Che sia più difficile salire nel maschile è vero.

  20. nicoxia

    Alessandro,a palazzolo seguono le direttive della federazione,è solo il mio punto di vista con delle mie valutazioni,io continuo a fare il mio percorso con liceo scientifico statale molto duro,e so bene che la crescita dal punto di vista tennistico sarà più dilazionata nel tempo,questo è il nostro percorso non in linea con la visione della federazione,ognuno ha la sua visione.

  21. nicoxia

    Alessandro,noi siamo consapevoli di essere indietro,anche se qualche complimento da qualcuno che l’ha vista giocare al torneo avvenire o nel filmato dell ufficio stampa su you tube al day due,lo abbiamo ricevuto.

  22. Alessandro Nizegorodcew

    @Nicoxia
    Si si io non capivo cosa c’entrasse la Garbin, tutto lì 😉

  23. Molti tennisti/e seguiti in qualche modo dalla federazione in passato, hanno avuto nel tempo problemi a causa di cambi frequenti nella persona di riferimento che cambiava di anno in anno. Cambi di valutazione, cambi di programma, cambi di vedute, cambi di approccio, con il risultato finale di disorientare i tennisti.
    A prescindee dall’azione sicuramente meritoria della federazione nel voler in qualche modo supportare il movimento dei giocatori che aspirano ad entrare nel gotha, per dare una valutazione complessiva al progetto sarebbe bene scendere anche nel dettaglio di come il progetto verrà eseguito.

  24. Michele Galoppini

    @nicoxia

    in riferimento a: “bisogna conoscere quelli corretti per ogni singolo allievo, sotto ogni punto di vista, tecnico, fisico, mentale e di prevenzione,a mio parere seguire dei programmi senza prestare un attenzione particolare alla personalizzazione di ogni aspetto non porta alla valorizzazione e alla riuscita dello scopo che dovrebbe essere la crescita graduale in prospettiva rispettando i tempi di ogni singolo allievo.”

    è esattamente quello che ha detto la Garbin e fa la Garbin. Ogni atleta è diversa e bisogna sapere come lavorare con ogni singolo atleta 🙂

  25. Bernie

    Bogar67 dice
    “Tennis femminile meno difficile di quello maschile!”

    Grande verità………e io sono neutrale, avendo un maschio e una femmina.
    Aggiungerei “molto”.

  26. Nicoxia

    Michele esatto su quali basi e su quali competenze ed esperienze passate e future puo secondo te la garbin fare mentale fisico prevenzione e di quale formazione si avvale per insegnarle

  27. Nicoxia

    Esempio personale con alexia si allena una ragazza sempre convocata e con contributo alla convocaZione abbiamo chiesto cosa avrebbero fatto nello specifico per poter a casa programmare correttamente i carichi e gli scarichi non avendo avuto risposta insieme al preparatore abbiamo deciso di non mandarla per evitare possibili infortunii

  28. atti

    Non facciamone pero’ un mito di questi ex giocatori al servizio dei ragazzini…
    potrei raccontare vari episodi sia pro e sia anche contro…tutti visti in prima persona.

    Diciamo che sono tentativi federali di dare supporto a un percorso che già di per se è durissimo, dunque ben venga il loro apporto diretto eo indiretto, la loro esperienza puo’ essere importante, per quei ragazzi osservati che posso accedere a tali aiuti.
    Del resto supporti che non sono mica obbligatori, si tratta pur sempre di scelte.

    Eppero’ stiamo anche attenti, parlo come genitori, perché l’interesse generale spesso cozza con l’interesse del singolo, e il tennis rimane uno sport fortemente individuale, uno sport dove l’ego del singolo viaggia molto lontano dall’ego degli altri, e per entrarci in sintonia ci vuole molto tempo, costanza, empatia, se no diventano solo episodi ad effetto placebo.

    Sono sostanzialmente d’accordo con Nicoxia, dalla scuola al percorso fatto senza guardare al ranking.
    Rimango convinto che il rischio non valga la candela, e che non c’è solo il tennis, seppur lo sport rimane il miglior compagno di viaggio per un adolescente.
    Mentre non entrerei nel merito dei nomi fra chi ha fatto bene eo male, il percorso è lungo… anche perché dietro a ogni percorso ci sono tanti aspetti che possono rallentarlo, frenarlo eo peggio, concluderlo, fattori che spesso sono extra-tennis.

    Non ultimo, non dimentichiamoci che fare il tennista-turista è chic, e va benissimo farlo, ma per vincere e tentare/sperare di arrivare in alto, ci vuole fondamentalmente una caparbietà e un istinto innato, non ci sono mental eo ex giocatori che possano insegnartelo.
    Aspetti che si vedono dalla maggiore età, eo cmq non prima dei 16-17 anni.

  29. bogar67

    Nicoxia post 18
    È proprio quello che intendevo. La ragazza trentina mi risulta che avesse pochi mezzi per poter far tornei ed è arrivata a Palazzolo motivatissima. Gli è stata data oppurtunitá e grazie a una preparazione atletica fatta bene anche prima adesso sta raccogliendo i suoi meritati frutti. Le altre che citi sono passate, basta vedere gli articoli sul blog, da un torneo all’altro, da un eta all’altro. Si è dato precedenza ai risultati immediati e potrebbero non essere abituati ai nuovi carichi di lavoro perchè
    alla Vavassori imput o meno della fit la parte atletica è sempre stata fatta bene.

  30. Nicoxia

    Bogar secondo me sei lontano dal poter valutare se una cosa e fatta bene o no come lo sono io la differenza e che io essendone consapevole mi faccio aiutare da chi penso abbia le competenze giuste specificatamente per ogni settore da professionisti che io reputo di alto livello e che di risultati di insegnamento nel loro campo ne hanno ottenuti

  31. biglebowski

    mentre mangio un panino sulla scrivania dell’ufficio con il pc acceso sto vedendo una ragazzina indemoniata che se la sta giocando (5-5 al terzo) contro ivanovic.
    ieri sera ne ho visto un’altra che ha battuto petkovic.
    quello che le accomuna e che “all’angolo” anziché manager, allenatori, ex-tennisti, mental coach, nutrizionisti, coiffeur e consigliori vari ci sono i loro papà, antonios larcher de brito e dmitri siniakov………..a proposito di percorsi personalizzati e altro.

  32. nicoxia

    Biglebowski è quello che da sempre sosteniamo nel blog,i genitori sono gli unici che possono far fare un percorso specializzato andandosi a prendere le competenze dove sono di alto livello.

  33. atti

    …ma anche i genitori posso combinare dei gran casini con la scusa del percorso specializzato…
    Io non generalizzo mai…
    Anzi proprio il tennis mi ha insegnato che ogni percorso fa capo a se, si possono trarre spunti, ma non conclusioni o peggio luoghi comuni.

    E sul discorso dell’ ”indemoniata ragazzina” …
    anche lì non è così semplice da decifrare, culturalmente noi italiani è difficile che si arrivi da junior a certi comportamenti in campo, inutile portarli come esempio…

    I nostri esempi da “clonare” sono le varie Pennetta, Errani e compagnia cantante…
    La Giorgi ad esempio, non è un percorso che si possa definire per uno junior medio italiano…

    Aggiungo che se da una parte ha ragione Bernie nel sottolineare la minor competitività del settore femminile, è anche vero che le femminucce hanno aspetti emotivi molto piu’ fragili da gestire sul lungo periodo, e dunque per certe carriere, anche lì, non è così semplice…
    basti vedere quante ragazzine precoci hanno smesso…mentre raramente maschietti piu’ o meno precoci hanno abbandonato prima dei 30 anni, se non per infortuni…solo un caso ?

  34. biglebowski

    ………certo nico sono assolutamente d’accordo anche se non sempre è possibile, immagino, per cultura, predisposizione, tempo a disposizione e altro.
    ora per evolvere la discussione, da appassionato, quello che mi piacerebbe capire è se queste competenze sono presenti nell’ambito federale e più specificatamente a tirrenia, al di là del supporto economico, logistico e organizzativo.

  35. biglebowski

    @ atti

    il termine indemoniata non si riferiva ai comportamenti in campo, ma al fatto che giocavano piuttosto bene e tiravano forte entrambe, il termine è forse inappropriato ma mette in evidenza una certa determinazione e capacità.

    per quel che conta alla fine LDBrito ha vinto al tiebreak.

  36. atti

    Biglebowski…
    no ma avevo capito che “ indemoniata” era riferito all’aggressività del gioco…
    Fra l’altro la Larcher de Brito è anche stata uno dei cavalli di battaglia (un esempio di percorso…) di un ns. vecchio aficionados e compagno di merende in G&F…quindi la conosciamo molto bene…è portoghese, è del 93, made in Bollettieri, e a 15 anni giocava già i future….eheheheh

    Ad ogni modo quello che voglio dire è che la verità non sta mai solo da una parte, e fra le tante voci, visto che ci sto passando, è sempre meglio sentire pro e contro, proprio perché dietro, fra i giovanissimi c’è sempre qualche genitore convinto che si possa pianificare come costruire una casa…o peggio convinto che la motivazione dei 10-12 anni rimanga tale e quale nel tempo…
    Quindi da “anziani” ci sentiamo in dovere di prendere le distanze, fermo restando che un pizzico di “pazzia” e presunzione servono sempre.

    Tenuto conto che in Italia ci sono anche aspetti ambientali e di cultura sportiva campanilistica che rendono ancor piu’ complesso il mix…
    Magari abbiamo piu’ mezzi economici, piu’ strutture, e ultimamente anche un discreto sostegno da mamma FIT, ma il concetto di sport, agonismo e percorso…da noi sono aspetti molto aleatori e malleabili a seconda delle angolature piu’ convenienti…
    Il tutto condito da una patina di umori del momento…basta che uno vinca e subito quella è la strada giusta…quello sta facendo le cose giuste e bla,bla,bla.

    Si fa insomma, molto presto a generalizzare eo a pensare che 1+1 faccia 2…magari,
    invece il motto è…poche chiacchere, zitti e pedalare. 🙂

  37. cataflic

    nicoxia
    a me pare che Capogrosso, Rumi, Cappelletti e Pigato siano piuttosto variegate come caratteristiche fisiche ed età e mi meraviglierei molto se seguissero programmi stereotipati.

  38. galimba

    Faccio una domanda off topic: Mi sembrava di aver letto che il progetto Over 18 ci fosse anche al maschile seguito da Rianna? Chi sono i ragazzi coinvolti? Grazie

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