European Summer Cup: le interviste con il team Italia

di - 31 Luglio 2016

Lucrezia Stefanini

Lucrezia Stefanini – Foto di Vincenzo Delnegro

di Daniele Sforza

Una splendida Italia conquista l’accesso alle fasi finali che si terranno a Lleida a settembre e non lascia per strada nessuno dei 5 match (e rispettivi set) giocati in tutto il torneo. A seguito dei match con il Portogallo le due italiane protagoniste dei singolari, Samsonova e Stefanini, ci hanno raccontato la loro stagione.

Di seguito le parole di Ludmilla Samsonova, impegnata nel primo singolare contro il Portogallo.

Hai esordito quest’oggi contro Mariana Oliveira vincendo 6-0 6-1, che partita è stata?

È stata una partita difficile, era l’esordio, la prima volta che giocavo con la maglia della nazionale però anche grazie al coach (Maria Elena Camerin), sono rimasta più tranquilla e avevo le idee chiare su cosa fare.

Che aiuto può dare una giocatrice come la Camerin?

Un grosso aiuto, ha una grande esperienza sul gioco e mi può dare molti consigli sulla tattica da attuare in campo.

Che emozioni si provano a giocare per la nazionale?

Bellissime, non ci sono parole per descriverle.

Visto che siamo in anno di Olimpiade, sarebbe più importante vincere queste o uno Slam?

Senza dubbi un’Olimpiade, è sempre stato il mio sogno.

Sei soddisfatta per la stagione? Hai giocato tra gli altri tornei in Australia e a Wimbledon…

Ultimamente sto vivendo un periodo difficile da un certo punto di vista perché non ho più il mio team e sono seguita dalla federazione, che ovviamente ringrazio per questo. In Australia è andata bene mentre a Wimbledon mi aspettavo qualcosa di più.

Come ti sei trovata sull’erba?

Secondo me non è la mia superficie preferita però posso giocarci bene.

Obiettivi per la stagione?

Vorrei riuscire a prendere un po’ di ranking Wta, giocando qualche $10.000 e poi vorrei giocare in America bene.

A seguire l’intervista con Lucrezia Stefanini, impegnata nel secondo singolare vinto 6-2 7-5 contro Ines Mesquita.

Un match infinito che stava anche per ribaltarsi quando da 5-2 sei stata ripresa. Come è andata?

Non era una giornata molto positiva per me perché non sentivo molto i colpi, poi ha iniziato a piovigginare, ero un po’ tesa perché era il primo match, insomma una serie di fattori … l’importante è stato portarla a casa.

Che sensazioni si provano a giocare con la maglia azzurra nonostante non sia la prima volta?

Si, avevo giocato lo scorso anno ed è sempre un onore giocare per l’Italia, mi piace tantissimo giocare in squadra e quando si vince è sempre meglio.

Settimana scorsa hai raggiunto la finale nel $10.000 di Schio, pensavi di fare così bene?

No, non mi aspettavo di fare finale. È stata una bella settimana, ho giocato veramente bene e forse è anche per questo che ora sono un po’ stanca.

Ti sei qualificata in tutti e 3 gli Slam, mancano solo gli Us Open, punti a qualificarti anche lì? Che esperienze sono state?

Speriamo! L’obiettivo è giocare in tabellone anche lì. Esperienze bellissime che mi hanno aiutato a crescere, maturare, a vedere come è il tennis Pro e come si comportano i vari giocatori. Spero di tornarci anche da giocatrice vera.

Guardandoti giocare è impossibile non notare il dritto bimane, come è nato? È un colpo che ti piace?

Mi piace. Iniziando a giocare a tennis impugnavo la racchetta troppo bassa con il dritto e mio padre mi ha detto di provare a due mani in modo da staccare la mano in futuro, alla fine non ho più staccato la mano (risata).

Obiettivi per la stagione?

Adesso mi prendo una vacanza e poi inizierò con 2 $10.000 e un $25.000 e poi volerò in America per gli Us Open.

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