Andy, addio fantasmi!

di - 11 Settembre 2012

di Sergio Pastena

E’ un altro Andy Murray, ora si può dire.

Il problema non è tanto la vittoria negli Us Open, visto che la combattuta finale di Wimbledon e il trionfo olimpico sembravano aver aperto allo scozzese la consapevolezza di poter compiere certe imprese. Il problema è come è maturato il successo di Flushing Meadows: circostanze drammatiche, circostanze che sembravano destinate a far riemergere fantasmi di vecchia data, circostanze in grado di abbattere un mulo.

Abbastanza scontato fare notare che non c’era Nadal. Prevedibile dire che questo era un Federer “scarico”, al punto da non arrivare neanche in semifinale. Realistico dire che Djokovic non è quello del 2011. Ma anche considerando tutto questo e le condizioni favorevoli, è stata un’impresa. Partiamo dal fatto che il tabellone di Murray era meno morbido di quel che si potesse pensare: da Feliciano Lopez (che l’ha fatto soffrire di brutto) a Raonic, fino ai set rimontati a Cilic e ad un lanciatissimo Berdcyh, la sua strada verso la finale è stata certamente meno morbida rispetto a quella di Djokovic, che a parte un Del Potro a mezzo servizio non ha poi trovato molto.

La finale, perciò, era incerta, per via di un torneo nel quale lo scozzese sembrava accusare qualche sintomo di fatica dopo la tirata estiva e il serbo sembrava invece essere in ottime condizioni, capace di perdere solo un set nel quale, a batterlo, era stato il vento più di David Ferrer.

E infatti non è stata facile. Il primo set è stato un gioco al massacro, coi due a lottare per un’ora e mezzo punto su punto, fino ad un tie-break nel quale Murray è riuscito ad avere la meglio 12-10. Un tie sudatissimo al quale ha fatto seguito un secondo set altrettanto combattuto: sul 5-5 i due si erano tolti quattro volte a testa il servizio e col serbo 0-15 c’erano spifferi di “Ora lo breakka e Murray si squaglia”. Niente da fare: servizio tenuto e break, 7-6 7-5.

Qui va in scena il dramma. Già, perché Djokovic non ha alcuna voglia di mettersi a fare la vittima sacrificale nel terzo set e lo fa capire da subito, cominciando a martellare l’avversario. E’ un amen e i due si ritrovano due set pari, con Murray che negli ultimi due ha fatto solo cinque games e le quote dei bookmakers che si spostano dalla parte del serbo. E’ un amen, ma non per Andy, che nel quinto parte forte e prende due break di vantaggio. Poi ne cede uno, mentre la gente continua a sussurrare “Se perde questa finisce in manicomio”. Non oggi, non questa partita. Murray chiude 6-2 ed alza il suo primo trofeo Slam.

E in panchina un signore cecoslovacco, naturalizzato americano, ripensa a quando fece lui centro per la prima volta dopo quattro finali perse. Anno Domini 1984, Roland Garros, dall’altra parte della rete John McEnroe. Al quinto set, of course.

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9 commenti

  1. bernie

    Mac era 2 set a 0 e un break avanti nel 3°, giocando il miglior tennis d’attacco su terra mai visto fino allora. Dominava Ivan il triste che era alla 5°finale Slam, 4 perse.
    La stagione era quella trionfale del 2004 dove Mac espresse il meglio di se stesso con la nuova Dunlop nera in fibra.
    L’errore di John, per sua stessa ammissione, fu quello di pensare a cosa avrebbe detto nello spogliatoio a Ivan dopo la vittoria, qualcosa tipo “sarà per la prossima Ivan…”.
    In un amen perse il terzo e il quarto set, lucidità e al quinto perse la partita.
    Ai tempi odiavo Lendl e tifavo Mc Enroe, ma ieri sera ho ammirato la freddezza di Ivan all’angolo, impassibile fino alla fine. Ha applaudito sono al quinto quando Andy ha tenuto il servizio con 3 prime e un ace per issarsi 4a2. Se avesse perso quel servizio, se fossero emersi i fantasmi, avrebbe probabilmente perso.

  2. cataflic

    È sempre stato un metro indietro ai 3 top che lo hanno sempre beffato negli ultimi anni, ma dal punto di vista tecnico è sempre stato a livello e forse anche qualcosa di più, prova ne è che ben raramente ha perso da altri negli slam.
    Se si irrobustisce davvero l’ego rischia di vincerne un bel po’ di slams!

  3. Luca

    Ma come fa Federer già ad essere di nuovo scarico? Spero che si ricarichi alla svelta perché ha la bellezza di 3000 punti da difendere nel finale di stagione.
    Ben per lui che abbia vinto Murray e non Djokovic.

  4. Agatone

    Comunque partite che durano quasi 5 ore non si possono più vedere. Un conto è se fosse un’eccezione ma qui ormai i set durano più di un’ora quasi sempre. Ieri il primo un’ora e mezza. È un tennis troppo difensivo quello vincente. Io, da spettatore, mi annoio. Preferisco vedere i match femminili. Sono l’unico così perplesso della china verso cui tende il tennis maschile?

  5. Questo succede perchè nel tennis, a contrario di quanto successe nella pallavolo con il rally point system, si fanno delle correzioni senza senso. A Wimbledon Pete e Goran risolvevano le loro questioni a suon di aces e non si vedeva più tennis? Soluzione: rallentiamo le superfici…erba più lenta, cemento più lento, la terra la coloriamo di blu e altre cazzate del genere. Risultato: non esistono quasi più le diversità fra una superficie e l’altra! Ma agire sugli attrezzi o sul punteggio no?

  6. Luca

    Finalmente Murray ce l’ha fatta a vincere uno slam. Non penso però che sarà mai all’altezza di diventare n. 1 al mondo fintanto che ci saranno Federer, Nadal e Djokovic (che ha la stessa età di Murray).

  7. cataflic

    Luca io penso invece che il buon Murray avrà il suo momento per stare in vetta.
    Perchè Federonzolo è un Dio ma è vecchio, Nadal è un mostro ma è logoro e Djoko gli è superiore solo mentalmente, anzi lo è stato fino a ieri, da domani palla al centro.

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