Arianna Capogrosso: “Se rifarei la scelta di Palazzolo? Certo”

di - 13 Novembre 2014

Arianna Capogrosso

Un impatto non semplice, quello di Arianna Capogrosso a Palazzolo, in provincia di Brescia. Lasciare casa e famiglia per inseguire una strada che avvicina al professionismo è una decisione coraggiosa da prendere a 15 anni. Ma Arianna ha la determinazione di chi conosce il suo obiettivo, il suo traguardo, e sa cosa è meglio fare per raggiungerlo. “Una sera le ho chiesto: lo rifaresti?”, ci racconta papà Andrea, Maestro nazionale al La Ferratella Sporting Club. “E lei mi ha risposto: assolutamente sì”. Selezionata per il centro tecnico periferico bresciano insieme a Monica Cappelletti, Benedetta Ivaldi, Giulia La Rocca, Giorgia Pigato e Francesca Rumi, si allena con Luca Ronzoni, il primo coach di Simone Bolelli, neo tecnico federale e responsabile del centro. “All’inizio Arianna ha avuto qualche difficoltà – aggiunge Andrea – perché Ronzoni è intervenuto dal punto di vista tecnico sulla gestualità, e lei non era abituata a questo tipo di approccio”. Il periodo di ambientamento, comunque, è stato tutto sommato breve per la promessa del tennis laziale. “L’ho trovata meglio del previsto – commenta Andrea, che questa settimana è a Palazzolo insieme allo storico maestro di Arianna, Domenico Liguori, coinvolto come tutti i maestri dei 24 ragazzi e ragazze selezionati per i centri tecnici periferici nel percorso dei giovani tennisti.

 Nelle ultime settimane, Arianna e le altre cinque ragazze hanno lavorato molto sulla parte atletica, sulla resistenza, la forza, l’esplosività sui campi in sintetico dell’impianto. Arianna, che è cresciuta molto in altezza nell’ultimo anno, ha avuto qualche piccolo problema fisico, un’infiammazione alla zona lombare dovuto proprio alla crescita rapida, ma è tornata ad allenarsi questa settimana, in concomitanza con la presenza al centro di Tathiana Garbin, che seguirà le ragazze per qualche giorno. A fine novembre, poi, Arianna parteciperà a un torneo open a Correggio, schiena permettendo. Ancora da definire, invece, la programmazione per i primi mesi del 2015, che si dividerà tra l’attività individuale nei tornei under 18 Itf, circuito in cui ha già debuttato quest’anno con una incoraggiante semifinale in Kenya, e la serie A2 tra le fila de La Ferratella. Il club romano tenterà la promozione in A1 anche grazie all’innesto di Lisa Sabino, svizzera cresciuta in Italia che ora vive a Roma (a ridosso della posizione n.300 Wta nel 2008). Con Lisa, Arianna e Emily Stellato, altro elemento fondamentale durante la scorsa estate, salire in A1 diventa un sogno bello e possibile.

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102 commenti

  1. stefano grazia

    mmm… corsi e ricorsi storici, deja vus, sliding doors, altre giocatrici che si sono trovate nella stessa situazione e han scelto strade diverse, altre che son rimaste … ma qualunque sia l’esito, alla fine vale solo l’Antico Postulato: Non esiste un Allenamento (o un Centro d’Allenamento o anche un Allenatore) giusto per Tutti, esiste solo Allenamento (o un Centro d’Allenamento o anche un Allenatore) giusto per TE.
    Oppure, e forse ancor piu’ vero: Esiste un TE (nel senso di Giocatore) giusto per ogni Allenamento (o un Centro d’Allenamento o anche un Allenatore) :):):)

  2. cataflic

    Me racmand…..occhio con ste zone lombari che di vittime italiane ce ne sono già troppe eh?!

  3. bogar67

    Naturale che adesso che la Capogrosso
    dopo un mese sia contenta ma erano contente anche tutte oe ragazze e i loro genitori che quasi gratis un paio di anni fa sono andate a Tirrenia e adesso sono tornate al punto di partenza. Chiedete a loro se sono rimaste contente. In realtá unica ad aver sfruttato il fattore federale è stata jasmine Paolini questo a scanso
    di equivoci. Secondo me se hai da diventare giocatrice ci diventi cmq anche se ti allena l”idraulico o il falegname sotto casa.

  4. cataflic

    bogar67
    se hai da diventare giocatrice…… lo scopri solo quando lo sei diventata!
    tantissime che “avevano”….non lo scopriranno mai!

  5. nicoxia

    Bogar,è stanchezza o l’inizio della resa?
    Non puoi diventare fatalista dopo tutti i discorsi e il percorso che stai facendo.
    Ti capisco perchè secondo me ti mancano pezzi importanti per un percorso ottimale,ma tu devi fare semplicemente il tuo meglio cercando il modo per completare,sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri,e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà.Copiato e condiviso da un pensiero di Einstein.

  6. nicoxia

    Pippo,il problema non è chi ma cosa fa.
    Conoscere per poter valutare ed eventualmente sfruttare come esperienza,sia negativa che positiva,sarebbe un buon esempio da dare da parte di chi dovrebbe dare un sistema da condividere,come mi sembra la federazione voglia fare.

  7. nicoxia

    Poi,mi sembra che la federazione voglia anche essere partecipe e condividere i percorsi di atlete che eseguono a casa loro,chiamandole ai raduni per monitorarle,è lodevole ma se non hanno un programma specifico di quel che faranno,e sopratutto se non lo mettono a conoscenza a chi la sta seguendo,c’è il rischio di fare danni,perchè se io so cosa faranno calcolerò i carichi e gli scarichi in maniera corretta,altrimenti gli infortuni sono dietro l’angolo e poi non si potrà dire che è sfortuna.

  8. bogar67

    Bogar,è stanchezza o l’inizio della resa?

    credo entrambe, di solito avviene dopo una sconfitta in un torneo 🙂 quando ti accorgi che malgrado il percorso sia quello giusto, come genitore stia dando al figlio o la figlia le sue opportunità e poi in campo s perde e magari di brutto da chi magari non si allena bene, si allena la metà di ore, si allena magari anche in 5 in campo, forse ti rendi conto che ha ragione Nikolik, il talento prima di tutto 🙁 per cui Nicoxia vedremo cmq a 14 anni, non ho la sfera di Cristallo speriamo in un’altra Pennetta 🙂

  9. nicoxia

    Bogar,probabilmente non sei così convinto che il percorso sia quello giusto e per me a ragione,altrimenti la tua reazione sarebbe diversa,conoscere anche i tempi e molte altre cose che lo completano,è fondamentale per non creare pressioni e aspettative non corrette.

  10. nicoxia

    Bogar,esistono più percorsi per raggiungere uno stesso obbiettivo,quello che secondo me sbaglia la federazione è nell’accomunare in un percorso comune chi arriva da percorsi diversi,ci si deve arrivare con consapevolezza rispettando i tempi personali.
    La personalizzazione è fondamentale.
    Molti si inseriscono in un percorso non avendo preparato il propio fisico a sopportarlo,con naturali conseguenze di infortuni o abbandoni,ci vogliono anni di preparazione fisica e mentale per affrontare certi percorsi,mio figlio inizierà il suo percorso full time l’anno prossimo a maturità scientifica ottenuta,non si può pretendere da lui ora certi tipi di risultati,ma se ad ogni sconfitta non ci fosse la consapevolezza di essere in un certo tipo di percorso avrebbe già smesso da molto.
    Questo non gli ha impedito di avere le sue progressioni anche se limitate rispetto ad altri tipi di percorso,ora già batte avversari che due anni fa ci perdeva facilmente,l’anno scorso era 3.3 quest’anno è diventato 2.8 e l’anno prossimo sarà 2.5 so che siamo molto indietro rispetto ad altri percorsi,ma noi speriamo di iniziare a vincere quando conterà veramente.

  11. bogar67

    nicoxia
    il percorso è quello giusto, manca la materia prima 🙂 per cui presto finisce questo calvario per il genitore meglio è! Nel percorso è indispensabile la disciplina e non sono il tipo che mena e da schiaffoni per il tennis per cui aspetto che capisca da sola ma mi sono stufato.
    Vedi la federazione ha messo giustamente dei paletti per chi come la Capogrosso va in questi centri, il rispetto dei maestri e dei compagni, mia figlia oggi se fosse li e Luca Ronzoni gli direbbe come fare il servizio risponderebbe, sono io che servo e batto come mi pare!! Senza disciplina non si fa strada!!

  12. Madoka

    Mah, da quello che mi risulta ( in questo specifico caso ) hanno fatto solo bene a mandarla via da Roma, perchè li sarebbe probabilmente persa per almeno due/tre motivi…poi non l’ho mai vista giocare, anche se me ne parlano benissimo di sta ragazza ( mi è stata paragonata ad una Azarenka con il diritto )…vedremo se diventerà qualcuno o sarà l’ennesima promessa Italiana non mantenuta…

  13. nicoxia

    Bogar,ti faccio una domanda,l’obbiettivo è lo stesso,ma uno che ha pochi soldi può fare lo stesso
    percorso di chi ne ha molti?
    Chi studia in una scuola statale può fare lo stesso percorso di chi studia on line?
    Chi vive in Sardegna può fare lo stesso percorso di chi vive in Lombardia?
    Partendo dal presupposto,di sapere tutto dal punto di vista tecnico tattico fisico mentale e prevenzione,ci sono molti altri aspetti,per rendere il percorso giusto,il primo è l’umiltà e la consapevolezza di dover continuamente ricercare e migliorarsi,perchè quello che ti sembra giusto oggi domani ti sembrerà obsoleto.

  14. Francescocoachgemelli

    Il percorso dura minimo 10 anni e senza la certezza del risultato finale , devono essere fatti senza avere paura , se poi abbiamo dei dubbi è meglio smettere subito.
    Sulla disciplina è fondamentale , bisogna però sapere che abbiamo tutto il tempo per riportare il treno sui binari , questo è il vantaggio di essere allenatori genitori

  15. Francescocoachgemelli

    Il talento è solo una leggenda metropolitana quello che conta nel tennis è il percorso , sono tanti i fattori che si devono sommare , se qualcuno non è al top si può compensare con un altro

  16. rikys

    Ma no dai! Il talento non e’ una leggenda metropolitana, e’ l’ingrrediente fondamentale per la riuscita del piatto. Se non partiamo da questo presupposto possiamo buttare dalla finestra i milioni di post che sono stati scritti in questi anni. Poi possiamo discutere di cosa o che tipo di talento un giocatore possiede( tecnico, fisico, mentale ecc…) ma senza quello non vai da nessuna parte in nessuno sport.

  17. Francescocoachgemelli

    Io volevo dire che il tennis è uno sport dove i fattori da allenare sono tanti , se poi intendi per talento la capacità di decontrazione , l’atteggiamento positivistico in campo la capacltà di concentrazione allora concordo

  18. Francescocoachgemelli

    Ferrer , da giovane , era convinto che con il suo fisico e tipo di gioco non sarebbe mai arrivato nei primi 100 poi con il duro lavoro…..

  19. Francescocoachgemelli

    Il figlio di Nicoxia da braccio di pietra è arrivato , per adesso, ad un livello 2

  20. Alessandro Nizegorodcew

    @francescocoachgemelli
    Ti posso chiedere, per i futuri commenti, di raggrupparli in un numero minore di commenti? Altrimenti mi colonizzi la sezione “ultimi commenti” in home page Ahahahahaah

  21. rikys

    Federico Di Carlo,

    Dipende tutto da cosa e da come si considera talento. io credo che incida per almeno almeno un 50% del risultato finale.

  22. Giorgio il mitico

    x Rikys

    penso che il talento incida per un 15 % come dice FDC, però quel 15% fa la differenza a parità di tutti gli altri fattori.

    x Bogar67

    fai domanda di trasferimento per la Lombardia, dammi ascolto subito, a tua figlia serve un allenatore, un tecnico vero, poi tu puoi sempre integrare il lavoro del tecnico questo è ovvio, chiedi al tuo amico lombardo dove la può portare, anche il tuo amico se ne ha voglia può allenarla, esiste un tecnico formidabile ed il tuo ispiratore lo conosce bene.

    Quando i figli crescono è normale che vogliano cominciare a fare tutto di testa propria ed in quel momento si deve affiancare al ragazzo-a un tecnico bravo sul serio che incanali la NATURALE esuberanza caratteriale verso un sano e forte agonismo.

    Ascoltami , fai domanda di trasferimento ! (subito)

  23. Rikys,
    Djoko, secondo me, ha più talento atletico di Nadal e Federer.
    Nadal, secondo me, ha più talento mentale di Djoko e Federer
    Federer, secondo me, ha più talento tennistico di Nadal e Djoko.
    Agli alti livelli, chi più chi meno, una delle varie forme di talento ce lo hanno tutti. Quello che fa la differenza è come un atleta lavora sulle proprie potenzialità, come sviluppa il proprio talento, come lo disciplina e soprattutto come lo fa diventare un vantaggio competitivo. Questo 85% è solo questione di lavoro.

  24. stefano grazia

    La percentuale Talento/Duro Lavoro puo’ anche essere corretta ma e’ fuorviante. Come ho sempre sostenuto e sostengo,”Per vincere un Gran Premio devi avere un Cavallo possibilmente Purosangue. Se hai un mulo che si fa il culo e un purosangue che non fa un cazzo, il Gran Premio lo vincera’ comunque il Purosangue.Ma anche se hai un cavallo e basta, contro di lui il Mulo non ha scampo. Il Duro Lavoro e’ fondamentale per fare la differenza fra quelli gia’ scremati dal talento ma anche se tutta la mia simpatia va ai muli, se devi guadagnarti la vita con uno sport, meglio essere purosangue pigro che mulo.”

  25. Maurizio

    Occorre vedere cosa si intende per purosangue, immagino significhi avere del talento, ma il talento cosa è? Molti lo confondono con l’estro. Il talento a mio avviso è anche la capacità di saper sgobbare del mulo.
    L’ho detto altre volte il gesto tennistico in se stesso, è un gesto semplice, poi occorre eseguirlo in movimento, in situazioni mentali molto complicate, con stanchezza.
    Anche in questo caso poi bisogna distinguere il maschile dal femminile. Nella top cento femminile, ci sono giocatrici come la Nicolescu che gioca il rovescio bimane e poi il dritto solo slice, una cinese della quale non ricordo il nome che gioca con due rovesci bimani, non come la Bartoli, sposta la mano e gioca due rovesci, ci sono giocatrici di otre 43 anni Kimico Date, giocatrici alte 156. Nel maschile non sarebbe pensabile vedere tennisti con queste caratteristiche.

  26. atti

    Secondo me, da un certo punto in poi son tutti cavalli, non esistono muli.

    Solo che alcuni sono cavalli da traino eo da passeggio,
    magari anche belli da vedersi, ma destinati a faticare molto con poca gloria.

    altri sono mustang indomabili, lasciano intravedere potenzialità che rimangono per lo piu’ inespresse..

    e infine ci sono pochi purosangue, quelli che alzano i trofei e scalano rapidamente le classifiche.

    fin che sono puledri è facile confonderli, è facile sognare, è legittimo confonderli, è legittimo sognare.
    è l’accanimento che è sbagliato, o il voler distinguere solo campioni o solo schiappe.

    .

  27. stefano grazia

    E io che ho detto?
    Pero’ faccio mia, nel senso che e’ bellissima e perfino poetica, non la conclusione ma la frase che hai scritto appena prima: “: fin che sono puledri è facile confonderli, è facile sognare, è legittimo confonderli, è legittimo sognare.”

    Ma insisto: il solo pensare che Ferrer non sia un purosangue e’ il problema, l’errore di fondo, la follia … O Nadal, che alcuni hanno continuato a chiamare per anni l’AntiTennis …

  28. Francecocoachgemeli

    Ferrer è basso e secondo le vostre teorie non sarebbe mai diventato un professionista della racchetta
    Il suo allenatore quando non si allenava bene lo chiudeva negli spogliatoi , la madre di Marrey gli faceva raccogliere le palline con la bocca quando sbagliava , questo è il TALENTO

  29. bogar67

    Giorgio il mitico
    Ogni anno che passa hai bisogno di altro. Al momento quello che cerco quotidianamente lo trovo sottocasa seppur mi tocca viaggiare ogni 45/50 giorni.
    Non so se tu hai mai vissuto in Sardegna ma per lasciare lo splendore in cui vivo devo prima capire per restare in argomento se ho un mulo o un purosangue. In poche parola ne deve valere la pena e adesso non posso saperlo.

  30. Monkey71

    @Bogar
    se posso darti un suggerimento derivante da quanto sto sperimentando in questo momento con mia figlia,l’allenamento one to one,seppur certamente utile dal punto di vista tecnico,è troppo pesante per una bambina di 10 anni se fatto in maniera troppo prolungata ed in quantità eccessiva…
    Io quest’anno mi sono dannato l’anima per preparare un programma per Claudia che preveda una sola volta a settimana un allenamento individuale (e tra l’altro non con me ma con un altro maestro che faccio venire appositamente) per il resto con me si fa allenamento in due o tre.
    Anche per la preparazione atletica,anzichè aumentare le due volte a settimana che faceva lo scorso anno,ho preferito lasciarle così ma l’ho iscritta ad un corso di arti marziali dove va con grande entusiasmo tre volte a settimana (lei vorrebbe quattro) ottenendo il doppio risultato di avere una maggiore preparazione atletica ed una disciplina sportiva che le toglie pressione mentale dal tennis…
    Io personalmente stò riscontrando grossi benefici in termini di applicazione e impegno negli allenamenti e anche in termini di miglioramenti tecnici.
    Poi,come gia ampiamente ribadito più volte da molti,il percorso giusto per tutti non esiste,si può solo andare per tentativi senza avere certezze…

  31. challenger

    Monkey,

    anche io stavo pensando di far fare a mio figlio di 11 anni anche una disciplina di arti marziali.
    Posso chiederti quanti anni ha tua figlia ed in particolare che tipo di arte marziale sta facendo? Ho letto un po’ su internet ma ce ne sono diverse. Stavo pensando all’aikido. Lui oltre ad un lavoro di aumento della concentrazione dovrebbe integrare la preparazione atletica. Grazie se mi dai qualche informazione in più.

  32. bogar67

    Monkey71
    Mia figlia si allena one to one da quando aveva 4 anni. Come hai potuto notare è una bimba estroversa in grado di socializzare con tutte. Tuttavia in parte al fine della prestazione ho provato ad affiancarle delle ragazze di un certo spessore tecnico con cui condividere l’allenamento specie quello atletico e ne ho avuto giovamento sui tempi che in un clima di competizione si sono abbassati notevolmente. Poi come scrivi tu il percorso giusto per tutti non esiste.

    In questo caso.magari la Vavassori va bene alla La Rocca piuttosto che alla Capogrosso.

  33. Monkey71

    @Challenger
    Mia figlia ha compiuto 10 anni il mese scorso,la disciplina è il Kung Fu e nello specifico il Choy Li Fut,lei è entusiasta e fanno un mare di Stratching,fanno combattimento e anche armi…volevo qualcosa che la distraesse e le allentasse la pressione tennistica che vedevo eccessiva ma allo stesso tempo volevo qualcosa che comunque fosse affine e per vie traverse potesse portare benefici anche nel tennis e sono molto soddisfatto di come sta andando,forse ancor più per l’aspetto mentale che per quello fisico dove comunque noto grandi progressi…
    @Bogart
    conosco bene te e tua figlia e non stavo assolutamente giudicando le persone,non mi permetterei mai,volevo solo dire che magari proprio perchè si allena one to one da quando aveva 4 anni questo potrebbe,in alcuni casi,essere motivo di eccessivo e precoce logorio mentale portando minori risultati rispetto a quanto sarebbe lecito attendersi da questo tipo di allenamento e quindi prospettarti la possibilità di cercarle un compagno/a con cui condividere gli allenamenti ed osservare in un medio termine se ne trae più o meno giovamento…ripeto che non ritengo di avere certezze assolute e di affermare che io sto facendo meglio di altri,cerco solamente di condividere l’esperienza che stò portando avanti comparandola con quelle di altri per cercare di trarre il meglio da tutto…

  34. bogar67

    Monkey71
    Tutto sotto controllo. 🙂 Irene quest’anno si allena ogni giorno con uno compagno/a diverso/a abbiamo fatto allenamenti in due con bimbe e donne 2.4, 3.1. 3.4 4.2 e 4.5 maschi 3.2 4.2.4.4 tuttavia per i risultati bisognerà aspettare oltre i 14 anni, al momento il pensiero va in prevalenza a violetta, compleanni, recite di natale etc

  35. pasanen84

    @francesco

    Non e’ vero! Non e’ vero e non e’ vero..non sono diventati processionisti per quello. Si lancia un messaggio sbagliato cosi’ e lo sai anche tu..la campana buona e’ quella di atti e del doc..

  36. Pasanen,
    Una Ferrari con un quarto di serbatoio di carburante arriverà sempre seconda in un gran premio contro una Lancia Delta con il serbatoio pieno.
    Certo la Ferrari, se uno la sa guidare, raggiungerà punte di velocità più alte, realizzerà il giro più veloce, ma alla fine il gran premio lo vince la Lancia Delta (se sa gestire l’autonomia di serbatoio e non ha la freddezza e la lucidità di fare la propria corsa invece di seguire la Ferrari e sbiellare il motore). Non realizzerà forse il giro veloce e non avrà punte di rendimento alte come quelle della Ferrari ma alla fine quello che conta è che tagli il traguardo davanti alla Ferrari .
    Il tennis di alti livelli richiede 20 anni di sacrifici personali, lavoro, costanza ed abnegazione. Una Ferrari che voglia essere, non può permettersi di avere un quarto di serbatoio e gestire le proprie risorse in modo scellerato. Come la Lancia Delta deve avere l’umiltà di avere il serbatoio pieno e gestire il consumo di carburante in modo che alla fine le sue caratteristiche di prestazione siano un vantaggio competitivo rispetto a quelle della Lancia Delta.

  37. nicoxia

    Federico,perfetto,meglio di questa metafora come risposta alla metafora del purosangue e il mulo non si poteva dare.

  38. rikys

    Io continuo a non essere d’accordo….. il talento per me rimane la dote fondamentale di qualsiasi agonista, poi possiamo discutere del significato della parola talento. E non ho detto che questo sia il requisito unico per fare un campione, ovvio che ci vuole anche altro anzi molto altro, soprattutto in uno sport individuale come è il tennis. Sono d’accordo sia con il doc che con atti, e in piu aggiungo…….. uno dei più bravi maestri che mi sia mai capitato di conoscere mi disse ” sai come faccio a vedere se un ragazzino/a è portato/a a giocare a tennis? Lo guardo correre magari mentre gioca a calcio!”

  39. cataflic

    Qualcuno ha fatto studi sui giochi da consolle/pc? La velocità di risposta organizzata e la “tattica” che richiedono può essere un indicatore di “talento” nei bambini…ovviamente a prescindere dalla predisposizione fisica?

  40. bogar67

    Secondo me tutto si può allenare!! Poi normale un minimo di predisposizione devi averlo.
    Ricordo la differenza tra la mia bimba e un altro 2004 sardo ben sei anni fa.
    In particolare ero rimasto colpito dalla manualità di questo bimbo poi vincitore del lemonbowl under10, con la racchetta, già a quattro anni faceva quello che voleva e mi dicevo guardandolo giocare, la mia bimba non ha questo talento, non ha manualità, non sarà mai come lui.
    Vi posso assicurare che allenandola con gli esercizi giusti da un anno e mezzo a questa parte non la penso più come sei anni fa!!
    In pratica partendo da una base di predisposizione fisica il giocatore o la giocatrice con il lavoro si può costruire, quello che non puoi costruire artificialmente in tutto è il carattere. Puoi escogitare dei sistemi ad esempio per la concentrazione ma alla fine la voglia e la passione per poterci provare rimane cmq qualcosa di personale, che appartiene al ragazzo e a mio avviso non è costruibile più di tanto.

  41. cataflic

    bogar67
    sul carattere la penso come FDC, ma vado ancora oltre…fino al doc o a bogar67 stesso…..si può cambiare eccome ma richiede un intero sistema educativo che circondi costantemente il bambino e che ne stimoli certe dinamiche a discapito di altre…in pratica è impossibile perchè dovrebbero cambiare anche gli attori non protagonisti, non basta una “pillola di saggezza” ogni tanto.

  42. x Rikys,
    “sai come faccio a vedere se un ragazzino/a è portato/a a giocare a tennis? Lo guardo correre magari mentre gioca a calcio!”

    Quel bambino corre così naturalmente o qualche genitore, allenatore, preparatore atletico etc gli ha insegnato/corretto/allenato a farlo in quel modo?

  43. Pier

    FDC
    magari il ragazzino corre perchè per lui il calcio è un gioco ed il tennis una disciplina.Alle volte credo che tra le forme di talento vi sia anche quella ,che taluni ragazzini hanno, di ignorare completamente noi genitori,di sbattersene dei nostri consigli,dei nostri incitamenti,dei “forza” a pieni polmoni,degli sguardi di finta rilassatezza quando invece moriamo dentro durante ogni scambio.Lasciamoli in pace; cerchiamo dei compagni d’allenamento quando magari manco li vogliono per non avere anche lì un rivale.Ascoltiamoli,non crediamo sempre di sapere cosa pensano.

  44. atti

    Possiamo usare anche l’esempio della Ferrari e della mitica lancia delta, tanto l’equazione non cambia….
    Nei cento entrano solo Ferrari…o Porsche o Lamboghini…
    Per una Ferrari con mezzo serbatoio ce ne sono tante altre col serbatoio pieno.
    Diciamo che fa comodo sperare che la delta possa battere la Ferrari…
    Ma le delta .. purtroppo normalmente non battono mai le Ferrari.
    Neanche se si dotano di spoiler e gomme da pista….

  45. nicoxia

    Cataflic,sono daccordo con te infatti,è difficile,il bello è propio questo e ti da una possibilità di riuscita in base al merito,c’è un report su tennisbest,con statistiche molto interessanti.

  46. rikys

    Diciamo che l’ultima Ferrari messa in pista forse prende paga da una mitica Delta S4 di qualche decennio fa! A parte gli scherzi concordo ancora una volta con quanto scritto da Atti.

    Federico Di Carlo, il senso di quanto mi diceva il maestro era che uno con talento lo vedi in mezzo a decine e senza nessuna difficoltà.

    Bogar…..certo che si può costruire un giocatore con il duro lavoro ma anche questo è un talento, c’è chi è predisposto a farsi un mazzo tanto e a fare sacrifici e chi ti manda a quel paese appena comincia a far fatica,

  47. nicoxia

    RiKis posso essere daccordo con te e atti,però volevo ricordarvi che le ferrari prima di essere macchine ferrari,sono materiali con del potenziale che solo dopo essere state assemblate con duro lavoro,ingegno e conoscenza,diventano macchine da corsa,lo stesso materiale senza lavoro ingegno e conoscenza……….

  48. atti

    Per quello che posso osservare io nel mio ruolo di genitore e appassionato, troppo spesso si tenta di elaborare motori che non potranno mai usare a pieno regime i cavalli aggiunti, o peggio li elaborano meccanici bravi con le biciclette ma non con i motori.

    Il vizio di fondo è dettato appunto come dice Nicoxia dal fatto che si parte dall’assemblare pezzi e componenti…pertanto tutti giustamente sperano di arrivare a creare prototipi da formula uno.

    Io dico solo che è normale sperare e sognare…è idem il crederci e metterci tutto l’impegno, anzi senza un impegno totale e se non trovi meccanici preparati non vai da nessuna parte…

    E anche uno sponsor…perché il “montaggio” ha i suoi enormi costi e l’esempio della formula uno calza a pennello 🙂

    Ciò detto bisognerebbe migliorare anche la cultura sportiva e il concetto che ogni atleta merita rispetto, spazio e considerazione. Questo blog è lodevole nel suo raccontare e pubblicizzare storie meno note, ma che come leggiamo meritano di esser cmq raccontate .

  49. Un motore, che sia di una Topolino, di una Lancia o di una Ferrari, sempre un motore è; le sospensioni, che siano di una Fiat, di una Lamborghini o di una Rolls sempre sospensioni sono. Ma così come è la filosofia automobilistica, (basata sulla ricerca e sulla visione), la posizione di mercato che differenzia l’uso e la performance delle parti meccaniche, allo stesso modo i giocatori che fanno agonismo hanno tutti talento motorio, sono tutti dei campioni potenziali. Accomunati dal talento motorio, non è la genetica o il talento naturale a fare la differenza, ma piuttosto da come SI (nel senso di centralità dell’atleta: la mentalità, la motivazione, gli obiettivi con cui gli atleti si pongono loro stessi di fronte al tennis) educano e dall’ambiente nel quale trovano stimoli e risorse.
    Passando ad un livello di gioco più basso (perche le sospensioni di una bicicletta sono diverse da quelle di una macchina), colgo l’occasione per ricordare a molti maestri nei circoli che quei ragazzi che tanto vituperano perchè sgraziati in mezzo al campo o che hanno problemi a colpire una pallina, sono gli stessi che hanno talento per la matematica, per le arti, per la musica, per le lingue etc ed anche se non diventeranno dei campioni di tennis, diventeranno brillanti dottori, avvocati, insegnanti, musicisti etc.A questi maestri consiglio di pensare bene prima di dar fiato alla bocca.

  50. nicoxia

    Federico aggiungerei,che se si mettessero in discussione,invece di dare la colpa al allievo potrebbero trovare un modo per educere quindi tirare fuori non mettere dentro come fanno tutti.

  51. Pier

    Nicoxia
    Considerazione perfetta.Mettersi in discussione(ed aggiornarsi)lo fanno ormai solo quelli che hanno la passione e la voglia di sacrificare qualche ora d’insegnamento per guardare e capire cosa si fa fuori dal loro circolo.Pochi poi sono quelli che ascoltano le sensazioni dell’allievo preferendo imporre dei dogmi ma non tutti sono uguali e possono farli propri.Il servizio di Mac o Roddick,il dritto di Delpo (casi estremi ovviamente)sono spontanei,non vanno di certo insegnati ma per alcuni tecnici sarebbero stati da impedire senza se e senza ma.

  52. Giorgio il mitico

    x Bogar 67

    la Sardegna è splendida, però ricorda che coloro che stanno nel gruppo di testa ci danno dentro a tutta forza, e tutto ciò che lasci indietro oggi aumenterà il gap in modo lento ma implacabile fra tua figlia e le coetanee più forti, POI però , fra qualche anno , quando tua figlia le beccherà dalle forti e magari darà in escandescenze, ricorda la colpa non sarà di tua figlia che, da come me la descrivi, darà il PROPRIO massimo in quel momento per vincere.

    Non sono uno psicologo però penso che spesso quando un ragazzino- a da in escandescenze sia perchè vuole far vedere ai genitori ed all’allenatore che ci tiene al tennis e che ce la mette tutta fino al punto di essere pure un poco maleducato !

  53. bogar67

    Giorgio il mitico
    non capisco perchè aumenterà il gap, se lavori bene, lavori di qualità, stai lontano dai circoli un giocatore riesci a crearlo anche a Palma di Majorca 🙂

    Poi per rimanere in argomento dell’articolo se tra le migliori consideriamo la 2000 isolana La Rocca che come la Capogrosso adesso è alla Vavassori, mi è capitata di vederla allenare a Palermo e ci sta molto lavoro di gente competente che cmq con umiltà andava anche da Sartori.
    In parole povere il lavoro è stato molto ma molto personalizzato, sicuramente in questi anni non ha fatto solo Sat per cui non è di certo rimasta indietro!!!

  54. nicoxia

    In Lombardia conosci scuole o accademie che hanno e formano giovani tenniste di alto livello?
    Prova a fare una ricerca e dimmi chi è che ha più tenniste under 16 in un unico circolo o accademia con classifica migliore.
    Per me è sempre la personalizzazione che fa la differenza.
    Se vuoi ti semplifico la ricerca a Garbagnate si stanno allenando 4 1999 che avranno classifica l’anno prossimo 2.6 2.6 3.1 3.2 un circolo che non è degno neanche di poter prendere rimborsi dalla federazione pur essendo stato vice campione Italiano under 12 femminile vedi tu come siamo messi in lombardia come organizzazione giovanile.

  55. nicoxia

    Bogar,purtroppo il buon lavoro che si può fare personalizzando in fase giovane,poi necessita di un proseguo oneroso e specifico con competenze di alto livello,chi non può permetterselo deve accontentarsi di accedere a strutture economicamente vantaggiose ma che a tutt’oggi non ha mai prodotto niente speriamo per il futuro.

  56. Cataflic

    visto che storicamente sono ben pochi non dovrebbe essere complicato trovare i nomi….

    Fognini* 15 27-1-2014
    Seppi* 18 28-1-2013
    Camporese 18 10-2-1992
    Gaudenzi 18 27-2-1995
    Furlan 19 15-4-1996
    Volandri* 25 23-7-2007
    Canè 26 14-8-1989
    Caratti 26 22-7-1991
    Starace* 27 15-10-2007
    Bolelli* 36 23-2-2009
    Pozzi 40 29-1-2001
    Pescosolido 42 2-3-1992
    Sanguinetti
    Lorenzi* 49 4-3-2013
    Bracciali* 49 8-5-2006
    Colombo 60 17-11-1986
    Nargiso 67 10-10-1988
    Di Mauro* 68 26-2-2007
    Cipolla* 70 23-4-2012
    Pistolesi 71 17-8-1987
    Tieleman 76 26-4-1999
    Narducci 77 23-5-1988
    Luzzi 92 11-2-2002
    Martelli 96 8-9-1997
    Galvani 99 2-4-2007
    Santopadre 100 3-5-1999

  57. nicoxia

    Però la Lombardia è per il secondo anno consecutivo campione Italiano nella coppa Belardinelli.

  58. bogar67

    Nicoxia

    Io per adesso come genitore ho la coscienza a posto, mia figlia meglio di quello che ha non può avere ne qui ne in Lombardia. Poi se è una Lancia Delta anzichè una Ferrari nessun maestro o competente può dirlo adesso. La predisposizione quanto meno ci sta!!
    Per il dopo vedi è tutta una questione di opportunità che per una serie di eventi fortuiti ti possono capitare. La fortuna nel fare le scelte giuste incide al 70% sulla carriera di un giocatore ma di suo ci vuole almeno il 30% se non di più!!

    Nicoxia
    Ti faccio una domanda, tu che parli sempre di percorsi. Se qualche anno fa Fulvio Fognini faceva le stesse scelte di Enzo Naso e viceversa Enzo Naso faceva le stesse scelte di Fulvio Fognini oggi Gianluca Naso era top 20 e Fabio Fognini oltre i 300?

  59. nicoxia

    Bogar di sicuro tua figlia non può avere di più,ma perchè tu non sei in grado di dargli di più,il tuo compito e dargli il tuo massimo.

  60. bogar67

    Nikolik
    che cosa ci stava a Casablanca? un torneo del 10mila dollari come i 19 che si sono svolti a Santa Margherita di Pula. Se vuoi salire in classifica e tornare tra i 100 la programmazione da fare era questa:

    Sep 08 $50K 1/16 $50,000 Saint Malo, Saint Malo(FRA)
    Sep 15 $25K [Q] $25,000 Telavi, Telavi(GEO)
    Oct 13 $25K [Q] $25,000 Florence, SC, Florence, SC(USA)
    Oct 20 $50K [Q] $50,000 Macon, GA, Macon, GA(USA)
    Oct 27 $50K 1/8 $50,000 Toronto, Toronto(CAN)
    Nov 03 $50K [Q] $50,000 Captiva Island, FL, Captiva Island, FL(USA)

  61. cataflic

    Bogar67
    vabbè…i sogni son desideri, chiusi in fondo al cuor…..
    ma qui non vendiamo sogni, ma solide realtà!

  62. Lucabigon

    Fantastico! Cercare di fare notare il nome della vincitrice del 10.000 di Casablanca fa capire che in pratica, per come è messa ormai, è come se avesse fatto un’impresa…e pensare che una volta si parlava di top100…

  63. Giorgio il mitico

    x Nicoxia e x Cataflic

    all’elenco mancano la ragazze.

    Preciso inoltre che noto un’impostazione sul portare un’atleta promettente nei o nelle prime cento un pochino superficiale, mi spiego meglio.

    Secondo me un giocatore entra nei cento quando si verificano nella sua vita tennistica i seguenti e concomitanti fattori : maestro dell’età da 4-5 anni a 10-12 molto bravo e coscienzioso, NUOVO maestro e PA da 10-12 anni a 15-16 sempre bravissimi, STAFF di tecnici bravissimi dopo.
    Naturalmente i nostri tecnici devono avere un atleta fisicamente SEMPRE in ordine.

    Naturalmente il nostro atleta deve essere uno che decide di dedicare in modo ESCLUSIVO almeno 15 anni della propria vita alla preparazione per un futuro professionistico nel tennis.

    Naturalmente in quei 15 anni , CHECCHE’ SE NE DICA, la scuola rischia di essere molto molto sacrificata, e questo è un grosso rischio se qualcosa va storto.

    A tutto questo si aggiunge il problema economico, fino ai 15-16 anni magari si nota di meno ma dopo emerge in modo devastante per il portafoglio dei genitori NON milionari.

    Devo andare ancora avanti ?
    Dopo divento pure antipatico come mi rimprovera Alessandro Nizegorodcew, ed in parte ha pure ragione , però il problema dei costi penso sia il superproblema di molte promesse che non sbocceranno mai.

  64. Pier

    Giorgio il mitico
    Alla fine la domanda è:ne vale la pena?Certo se il babbo si chiama Gulbis e mal che vada ti trova un posto nonostante i gravi deficit scolastici OK,ma se non è così?Ah beh,magari farà il maestro dice qualcuno:seeee,perchè i circoli sono pieni di giovani maestri!Macchè,qua ci sono ex pro che continuano a spingere il carrello,sole pioggia nebbia,insegnando a quattro negati( nessuna cattiveria ma gli stimoli son pochi)per un misero fisso mensile.Certo hanno visto il mondo ma quando loro stessi ti dicono che questo presente sarà il loro unico futuro possibile con la schiena che non ti regge piú, ti chiedi quanto la loro passione li fara ancora entrare in campo con lo spirito giusto.Se il ragazzino gioca bene meglio guardare con attenzione la possibilità dei college spesso qui citati.Ebbene si,si sogna ancora l’America.

  65. cataflic

    Pier
    no, non ne vale sicuramente la pena…è una cosa da ottenebrati mentali e compulsivi ossessivi con manie narcisistiche….però la storia è stata scritta da sta gente qua!!

  66. bogar67

    Pier ci stava un maestro in questo blog che in passato la pensava come te. Poi la figlia che è una 99 finalista ad un 10000 dollari ha perso da una 2001 dell est e ha cambiato totalmente idea. Adesso dichiara in un’intervista a un importante portale tennistico toscano che la scuola italiana è inconciliabile con l’attivitá tennistica agonistica. Ah ah ah

  67. Giorgio il mitico

    x Bogar 67

    ti ringrazio perchè mi ero dimenticato di ribadire che la scuola italiana rappresenta l’antisport, inteso come pratica AGONISTICA di alto livello, sia nel tennis che negli altri sport, inoltre RIBADISCO che l’inerzia in campo di “politica sportiva” della dirigenza sportiva nostrana mi lascia sbigottito.

  68. Giorgio il mitico

    x Pier e Cataflic

    l’impresa è durissima però si può sempre provare, in quanto al problema dei problemi cioè il costo, sono sicuro che la dirigenza investirà nei giovani talenti ( almeno fino a 20-22 anni) l’utile degli Internazionali d’Italia nonchè del finanziamento pubblico, vedete credo che bisognerebbe mandare in giro per i circoli tecnici di PROVATO valore per supportare i maestri, bisognerebbe mettere in concorrenza partendo dal basso i circoli con l’obbligo di tesserare in 2 circoli gli agonisti dalla 3′ categoria in su, bisognerebbe finanziare i montepremi dei tornei challenger, future che si svolgono in Italia in modo tale che i tennisti di livello medio – alto possano finanziare almeno in parte la propria attivita’.
    Con misure del genere aumenterebbe la probabilità difar emergere giocatori professionisti di valore.

  69. nicoxia

    Giorgio il mitico come già ti dissi i soldi non sono un problema per chi li ha o riesce a trovarli,una domanda a cui non sono mai riuscito a dare una risposta i soldi che il comitato lombardo ha a disposizione per aiutare il tennis giovanile dove e come li usa,non conosco nessuno che ne ha potuto usufruire.

  70. francescocoachgemelli

    Diciamo che la scuola può essere tamponata con i licei sportivi , io fortunatamente ne ho uno sotto casa 🙂

  71. francescocoachgemelli

    All’inizio La logistica è fondamentale servizi e circolo vicino casa , poi bisogna pedalare

  72. nicoxia

    Francescocoach,per me la scuola fatta in una certa maniera,con consapevolezza,crea un certo tipo di forma mentis che servirà in un certo tipo di percorso,il tennis rimarrà un po indietro ma la persona ne gioverà,poi se uno frequenta la scuola solo per il pezzo di carta,allora è meglio che non ci vada propio e faccia un altro tipo di percorso.

  73. nicoxia

    Francesco,due genitori di due allievi promettenti del nostro circolo mi hanno chiesto dei consigli su cosa fare per poter provare ad ottenere di più,sono partito per illustrargli un po di percorsi con obbiettivi crescenti al secondo dei possibili ed eravamo solo al medio livello spaventati dall’impegno più che economico di tempo e sacrificio da parte loro e dei loro figli,sono andati dal maestro a dirgli fai del tuo meglio.
    Per rendere conciliabile la scuola con l’impegno agonistico i miei figli hanno come giornata tipo,sveglia ore7 ritorno da scuola ore 13 30 alimentazione orari e quantità determinate dal nutrizionista,14 15 inizio lezione tennis vicino casa 16 30 doccia partenza per viaggio dal preparatore atletico 17 30 inizio 19 30 fine arrivo a casa 20 15 pranzo e studio fino alle 24 secondo me chi è disposto a fare questo per inseguire il propio sogno si formerà nel carattere avrà spirito di sacrificio e una forma mentis adeguata,naturalmente senza nessuna imposizione ma solo per loro libera scelta.

  74. Pier

    Nicoxia
    Se non sono indiscreto che età e classifica hanno i figli?Mi par di capire che facciano 2 h tennis e 2h pa: quanti giorni la settimana?

  75. nicoxia

    Pier,96 maschio e 99 femmina classifica 2.8 2.8 con le nuove 2.5 2.6 sei giorni la settimana quattro ore la settimana dedicate alla prevenzione,e tutti i giorni in campo fanno mentale.

  76. nicoxia

    Pier comunque io non sono un nik anonimo i miei figli si chiamano Carlone Nicolas e Carlone Alexia.

  77. Pier

    Nicoxia
    Grazie.Non seguo da molto il blog e non avevo questo riferimento.In fondo,al di là dei soliti sfoghi contro il sistema(Federazione,maestri,scuola) credo sia utile confrontare i percorsi che fanno i ragazzi per trarne dei dati utili.La mia,4.2 (credo 4.1 l’anno prox) fa poco ,4.5h tennis e 3 h PA alla settimana coi maestri;con lo sparring altre 2 t e 2 di pa .Le forti viaggiano su altri ritmi e con altra qualità ed i risultati arrivano di conseguenza.Però non si può avere tutto quindi tutto sommato ,visti i risultati scolastici,mi accontento.

  78. cataflic

    Mah…se uno decide di provarci seriamente e dedicare tutto al tentativo per me la scuola rimane un collaterale da incastrare e bilanciare con il resto degli sforzi.
    So che a livello educativo è sbagliato perchè tanto nel 99% dei casi il tentativo fallirà con altissima probabilità di esporre il ragazzo/a a impegnativi recuperi per ricolmare il gap, ma l’imbuto è troppo stretto per infilarci dentro anche una pallina d’oro.

  79. nicoxia

    Ho visto ora un video di un ragazzo ballerino che faceva esibizioni davanti al fratellino di un anno che dopo lo imitava divertendosi un sacco,sono sicuro che se continuerà da grande avrà passione per il ballo e si muoverà che tutti diranno che talento,secondo me tutti dentro hanno un potenziale e una predisposizione con predominanza generica specifica e qua mi sono superato con quello che io chiamo ermetismo e Stefano Grazia ignoranza,il contesto fa il resto perchè purtroppo ad un bambino zingaro non gli insegnano a giocare a tennis.

  80. nicoxia

    UN aiutino,predominanza generica che andando nello specifico diventa agli occhi di tutti talento.

  81. cataflic

    nicoxia
    ci sono anche scuole di pensiero che organizzano tutte le fasi dello sviluppo per avere bambini “geniali”.
    Credo che tutte queste tecniche educative portino assolutamente risultati sopramedia (aka talento), ma oggettivamente, chi è così fissato da predisporre un figlio al tennis professionistico quando è ancora dentro il pancione?
    Poi stiamo lì a parlare di passione del bambino?…”è lui che vuole giocare…” seh…!!

  82. nicoxia

    Cataflic,esatto,ognuno deve fare quello che ritiene più giusto,però con la consapevolezza lamentele accuse sono superflue.
    I miei hanno iniziato tardi propio per lasciare un po di tempo per valutare un po meglio le loro inclinazioni,ancora oggi non so cosa faranno da grandi.
    Come ho sempre sostenuto è una questione di scelta di un percorso,oggettivamente tennisticamente si rimane indietro,ma il mio obbiettivo è la loro felicità e se il tennis farà parte della loro vita ora potranno sceglierlo liberamente,liberi di non essere più liberi visto quanto poco tempo ti rimane.

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