Diario di bordo dal Lemon Bowl (4)

di - 6 Gennaio 2015

Carlotta Mencaglia

di Luca Fiorino

Oggi è uno di quei giorni in cui per alzarsi dal letto all’orario prestabilito non è necessario disporre di nessuna sveglia. Perché? Semplice, sono in trepidazione in vista delle semifinali del Lemon Bowl 2015 e dentro di me l’emozione è così tanta che anche il sonno scarseggia. Aleggia in me un sentimento misto tra curiosità di sapere chi alzerà al cielo la coppa colma di limoni, e di profonda tristezza, conscio che la giornata di domani sancirà definitivamente la conclusione di questa fantastica avventura. L’orario delle partite è fissato per le 10:30. Una colazione rapida (evito di dirvi cosa ho mangiato per non impressionarvi) e mi avvio verso i campi del New Penta 2000 a bordo della mia vettura, questa volta senza nessun intoppo lungo la via. Ho scattato una foto sul mio smartphone con gli orari di gioco in modo che non mi perda nessuno dei match in programma. Mi sbagliavo, per quanto ci si può organizzare le cose non andranno mai nel verso giusto. Arrivo al circolo, la giornata è soleggiata ma ahinoi piuttosto freddina. Mi dirigo verso il campo numero 6 ad osservare l’incontro tra Federico Bondioli e Lorenzo Sciahbasi (Spiderman per gli amici), il primo a cominciare fra i tre match programmati ad inizio mattinata. Partenza contratta, un po’ di tensione per entrambi fino a quando l’under 10 ravennate non sale in cattedra aggiudicandosi il primo set per 6-3 con un parziale di 3 game consecutivi. Ricevo un messaggio del Nize: “Vai a vedere anche un po’ di femminile, basta maschi!”. Ubbidisco, anche perché Ale aveva perfettamente ragione.

Decido dunque di gustarmi un po’ di Lisa Pigato contro Sofia Pizzoni e di dare un’occhiata una volta conclusosi il set al robot ceco Linda Fruhvirtova. La tennista con residenza a Sanremo sembra decisamente in palla e non pare soffrire la sua avversaria. Dopo il 6-3 in suo favore nel primo set, chiedo dunque il risultato della ceca in modo che mi potessi appropinquare nei pressi del campo da gioco per ammirarla. Niente da fare, Linda aveva già chiuso 6-0 6-1 ai danni della malcapitata Maria Pia Vivenzio. A questo punto credo di non bestemmiare dicendo che sia la favorita numero uno del torneo under 10 femminile. Il tennis della Pizzoni sale di livello e Pigato sembra deconcentrarsi game dopo game risultando sempre più fallosa.

Si va al terzo set, vorrei tanto seguire anche il tennista a mio avviso più talentuoso del torneo, Luca Nardi, ma vengo a sapere che il suo match è in dirittura d’arrivo (6-1 6-3 per il tennista del circolo di Pesaro) e decido di restare. Pizzoni sale sino a 4-2 nel terzo set e, quando sembra che il match abbia preso una precisa direzione, ecco che da vera campionessa la giovane tesserata Junior Tennis Milano recupera e si aggiudica l’incontro 7-5 al terzo. Un match duro ma che Pigato è riuscito a ribaltare con estrema convinzione dei propri mezzi: “Ho iniziato a giocare all’età di 3 anni e verso i 9 ho cominciato i primi tornei under 10. Perché il tennis? Mio padre nonché anche il mio maestro (Ugo Pigato) è stato un giocatore pro, ed è soprattutto per lui che amo questo sport. Oggi me la sono vista brutta, ma sono rimasta concentrata fino alla fine ed ho vinto grazie anche alle palle corte. Tennisti preferiti? Novak Djokovic tra gli uomini e Maria Sharapova e Eugenie Bouchard tra le donne”.

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A seguire vi sarà la partita fra Linda Alessi e Alice Amendola. A differenza del match di ieri la tennista proveniente da Foligno è molto più in palla e sin da subito si capisce quale sarà l’esito finale dell’incontro. Un gran bel rovescio, mobile negli spostamenti e con un fisico già ben definito. Trionfo per 6-2 6-2 e finale è più che meritata. Sul campo 1 sta giocando un ragazzone che dovrebbe avere 13 anni ma a cui chiederei ugualmente la carta d’identità per sincerarmene (si scherza). Contro di lui un tennista vecchio stile (più che altro nell’abbigliamento che non nel gioco), Mario Organista. Il John Isner italiano, Marco Matteoli, vince per 6-3 6-4 e io non posso fare a meno di intervistarlo per capire meglio alcune cose: “Tutto vero, ho tredici anni e gioco al Villa Phampili dove c’è anche Max Giusti. Ho iniziato da 3 anni dopo che ho visto giocare mio fratello. La mia altezza? Sono 1.85 m e mio padre è 1.92, spero di diventare più alto di lui”.

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Intanto fonti di terza mano mi rivelano che la sorpresa di ieri, Matteo Gigante, abbia perso 6-1 6-0 contro Giulio Zeppieri. Effettivamente mi aspettavo maggiore lotta ma la diversa struttura fisica e l’anno di differenza credo abbia pesato a favore dell’atleta di Latina. La giornata è fredda, è necessario fare un po’ di movimento o di andare a mangiare qualcosina per assumere calorie e resistere alle intemperie. La decisione è abbastanza semplice: si va a mangiare. Io, Nize e Roberto Commentucci siamo seduti allo stesso tavolo, ed è un piacere mangiare con loro e parlare di tennis a 360 gradi. Ci rifocilliamo abbastanza in fretta per non perderci neanche un game. Penso dentro di me, strano che oggi nessuno dei big non abbia ancora tradito i favori del pronostico. Come non detto. Carlotta Mencaglia è scatenata, tira vincenti a dismisura e Matilde Paoletti, a causa di un gioco a mio avviso troppo remissivo, non può fare altro che incassare la sconfitta (6-1 7-5).

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Buon match per la figlia di Marco Mencaglia anche se sinceramente credevo che la giocatrice del Perugia Tc potesse opporre maggiore resistenza: “Ho iniziato a giocare grazie ai miei genitori all’età di 6 anni. Oggi ci credevo tanto, nel secondo set ho lottato dopo che avevo giocato un ottimo primo parziale. Colpo preferito? Il dritto a chiudere, un po’ come quello del mio giocatore preferito, Rafael Nadal. L’incontro di domani? Conosco bene Lisa Pigato, ci ho già giocato un paio di volte, parlerò con mio padre per capire con quale tattica affrontarla”. Attendo impaziente il match di Federica Sacco contro Matilde Mariani. Anche qui credevo in un po’ più di partita ma gli ultimi giochi del match hanno ripagato tutte le mie aspettative. Catenate su catenate da parte di entrambe le giocatrici, un incontro davvero godibile anche se la giocatrice napoletana si mostra molto più solida della rivale: “Oggi ho giocato molto bene ma ad un game dalla vittoria (6-0 5-0 il parziale del match poi finito per 6-3) mi sono un po’ rilassata, lei è salita di livello ma poi sono riuscita ugualmente a chiudere. La finale di domani? Giocherò senza troppe pressioni addosso, so di essere un anno più piccola ma questo non vuol dire che darò per persa la finale, anzi credo che sarà equilibrata. Tennista preferito? Facile, Roger Federer…”.

Un messaggio su Whatsapp da parte di Ale: “Corri al campo 6, ti stai perdendo una partita fantastica”. Stavano giocando il tie break del terzo set Benedetta Sensi e Anna Paradisi in un match a detta di tanti, descritto come uno dei più, se non il più bello di questa edizione del Lemon Bowl 2015, rapportato anche alla categoria (under 10 femminile). Vittoria per la tennista delle Magnolie ed incredibile immagine post gara: entrambe in lacrime mentre si avvicinano alla rete per la consueta stretta di mano, una scena di una genuinità unica.

Il programma è giunto quasi al termine, Alessandro mi incarica di raccogliere le immagini più belle dei vincitori della giornata e di caricarle sulla pennetta. Scelgo quelle che ritengo essere le migliori con l’aiuto dei fotografi (per inciso io di fotografia ne capisco quanto Platinette di diete dimagranti) e mi dirigo verso il bungalow dell’ufficio stampa. In tutto questo scopro che il ragazzo dal cappellino rosa shocking è in finale. A chi mi riferisco? Al grande Pennington, ragazzo inglese a dir poco adorabile sia nell’atteggiamento che nel gioco espresso che se la vedrà contro Nardi domani nella finale under 12.

La malinconia mi assale, domani sarà l’ultimo giorno qui al Lemon Bowl. Non è giusto però pensarci ora, è tempo di tornare a casa e gustarmi una buona cena, tornare a vedere l’anticipo di Serie A (seppur giochi la Lazio) e scrivere questo pezzo. Domani è il grande giorno, l’albo d’oro di questa edizione del Lemon Bowl 2015 sarà ricco di nuovi (e vecchi) nomi da aggiungere alla storia di questo torneo. Una bella tisana e subito a dormire, devo essere ben riposato perché domani ci sarà solo che da divertirsi…

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