Diario di bordo di un giorno a Barletta

di - 14 Aprile 2016

2 - Rugerio Dutra da Silva

di Daniele Sforza

Per un appassionato di tennis pugliese il Challenger di Barletta, giocato nel Circolo Tennis Barletta “Hugo Simmen”, fino al 2012 era sempre stato un punto di riferimento. Un torneo da cui erano e sono passati, vincendo, campioni e ottimi giocatori, come Nadal, Almagro, Gasquet e Bedene se vogliamo citarne alcuni. Così il ritorno del torneo, con l’organizzazione del direttore Enzo Ormas, in questo 2016 è stata un gran sorpresa e il pubblico non si è fatto trovare impreparato. Già dal sabato delle qualificazioni tribune piene o quasi e anche oggi tutto confermato con tante partite interessanti. Il martedì per qualsiasi torneo è la giornata più completa, con tanti primi turni e doppi che occupano tutti i campi senza lasciare alcuna pausa. Impossibile quindi mancare e, per questo motivo, con calma mi avvio, insieme ai soliti compagni di viaggio, verso Barletta. Il primo obiettivo di giornata, almeno per il sottoscritto, è quello di tifare il più possibile l’indiano Ramanathan, seguito da sempre con piacere. Il match purtroppo scorre via facilmente per Reister che sembra essere tornato ad ottimi livelli, 6-0 6-3 con poco da dire, troppo bravo il tedesco. Nonostante la delusione, sia mia che sua, decido di avvicinare l’indiano per una foto, accettata molto volentieri. Nel frattempo Gastao Elias ha praticamente archiviato la pratica primo turno e decidiamo di seguire le fasi finali del secondo set. 6-1 6-0 anche qui senza storia con una prestazione maiuscola di Elias (in foto con noi 3), un altro livello rispetto al tedesco Torebko che non riesce a contrastare la maggiore varietà ed esperienza nel circuito del portoghese.

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Le prime due partite sono così terminate e invece, sul centrale, Carballes Baena e Ignatik hanno appena terminato il primo set (6-3 per il bielorusso), questo per farvi capire di che partita si tratta. Sono troppi i match da seguire così è un continuo via vai per i campi. Sono curioso di seguire Djere, impegnato in un primo turno non semplice contro lo spagnolo Lopez-Perez. Le mie sensazioni pre-match sono confermate, Djere non sa letteralmente cosa fare e non riesce a trovare un modo per contrastare la tattica di Lopez Perez e le sue continue variazioni. Escluso il game iniziale di servizio, lo spagnolo non ha alcun problema e, invece, ha davvero tante occasioni per togliere il servizio al suo avversario. Finisce 6-3 6-3 e Enrique Lopez Perez non può che essere contento del match giocato. Ecco le sue parole.

Sul match: “Io arrivavo dalle qualificazioni ed ero più rodato su questa terra, diciamo che ho giocato tatticamente molto bene e sono molto contento per il livello di gioco espresso.”
Sul 2015: “Lo scorso anno sono stato infortunato per 8 mesi alla caviglia quindi è stato un momento difficile quindi ho lavorato tanto con il mio allenatore e ora sto bene.”
Sul viaggio in Cina in questo inizio 2016: “La Cina è sempre difficile, soprattutto per il cibo, ma ho rimediato portando tanto prosciutto (risata).”
Obiettivi stagionali: “Vorrei finire entro i top 250 in modo da giocare le qualificazioni degli Us Open, giocando così come oggi però sarei già contento.”
Sul torneo: “Credo che i campi centrali siano veramente belli, quindi con le semi e le finali ci sarà davvero una bella atmosfera.”

Anche sul campo 1 la partita è vinta dalla persona più tattica e più solida, Rogerio Dutra Da Silva si è infatti imposto con il punteggio di 6-4 6-2 sul kazako Andrey Golubev in un match che sarebbe potuto anche finire diversamente se non fosse stato per i diversi passaggi a vuoto del giocatore russo, fuori dal campo in alcuni game. Migliorato il risultato della settimana scorsa a Napoli, in cui il brasiliano, sempre nel primo turno, si era imposto per 6-1 6-0 proprio sul kazako.

Dicevo del match di Carballes, terminato in contemporanea a quello di Dutra tanto che perdo di vista lo spagnolo, vincitore per 3-6 6-4 6-1 dopo aver letteralmente sfiancato il povero bielorusso. Nessuna pausa perché è già tempo di uno dei match più interessanti della giornata: la sfida tra qualificati Kuzmanov-Sonego.

Ci appostiamo dietro Umberto Rianna e l’allenatore di Sonego per seguire la partita. Comincia ad arrivare la fame e, se avrete letto qualche diario di bordo precedente, potrete immaginare che comincia il giro dei taralli tra il pubblico. La partita è davvero molto bella e combattuta, Lorenzo sembra un po’ contratto dopo le fatiche delle qualificazioni ma il suo avversario non riesce quasi mai a sfondarlo da fondo campo anzi, spesso deve arrivare a rete a chiudere il punto con dei tocchi pregevoli. Alla fine è un break a decidere il primo parziale che termina con un 6-4 per l’italiano. Guardo il livescore e mi accorgo che sul campo 2 Dino Marcan, vecchio amico, è in difficoltà sotto per 6-4 3-1 e decido si spostarmi su quel campo per seguire la partita. Arrivo nel momento migliore perché la coppia croata/olandese segna un parziale di 4 giochi a 0 e arriva 40-15 e servizio per la conquista del set. La coppia tedesca è però brava in quel frangente con un lob e altre due buone giocate a ottenere il break, peccato poi che non arrivi la conferma del servizio sul 5-4, visto che Marcan e Veertoort brekkano e conquistano il set. Il supertiebreak è quasi senza storia e, sfortunatamente, il duo croato/olandese commette alcune ingenuità e Satchko/Kretchmer chiudono per 10-5. Saluto Dino a torno sul campo 1 dove invece Sonego ha perso il secondo set per 6-2. Il terzo set è quello decisivo e si preannuncia una lotta su ogni punto al limite delle proprie possibilità. Lorenzo ottiene il break e si ritrova 2-1 con il servizio. Qui c’è uno dei momenti chiave, sullo 0-40 l’italiano è bravissimo a giocare punto dopo punto e in qualche modo riesce a salvarsi e a tenere il servizio. Altro momento chiave è sul 4-1 quando dopo aver ottenuto un ulteriore break, si disputa un game della durata di 20 minuti tra palle game e palle break non convertite, un vero e proprio dramma da cui Sonego esce ancora una volta vittorioso. Il finale a questo punto è scontato, Kuzmanov sulle gambe e 6-2 rifilato dall’italiano che approda al secondo turno.

Felicissimo e dopo tantissime foto, Lorenzo ci racconta qualcosa.

Sul match, rematch della scorsa settimana: “Oggi magari non mi sentivo bene come gli altri giorni a livello fisico però ho dato tutto e sono riuscito a vincere. è una gran vittoria perché settimana scorsa ho fatto fatica contro di lui, giocavo troppo uguale e invece oggi ho variato tanto e sono riuscito a trovare le soluzioni. Mi è andata bene nel terzo set, quando ho vinto tutti i punti importanti e sono riuscito a chiudere.”
Sulla trasferta in Cina di qualche settimana fa: “E’ stata una bellissima esperienza, mi è piaciuto tanto, bisogna solo abituarsi al cibo però per il resto è davvero un posto fantastico.”

Eravamo già sofferenti nel terzo set di Sonego così ci alziamo per prendere un caffè e acqua fresca e ci spostiamo sul campo 5 dove è impegnato Naso contro il cileno Castillo. Ritrovo qui anche un amico di Alessandro, Giuseppe, che mi parla un po’ di quanto successo nel match. Naso manca il primo match point ma al secondo tentativo archivia la pratica con il punteggio di 0-6 6-4 6-2, felicità doppia visto che è la prima vittoria davanti al suo piccolo figlio. Sul centrale non è possibile entrare perché Donati è sul punteggio di 4-3 e palla break al terzo set contro l’ungherese e testa matta Fucsovics. Sono i crampi poi a bloccare l’italiano nel momento decisivo del match, perso per 6-4. Un vero peccato per l’italiano che ha anche avuto un match point nel tiebreak del secondo set. Come potete immaginare non mi fermo mai e, approfittando di una parte di ombra, mi piazzo lì per seguire uno dei talenti del circuito, Elias Ymer impegnato contro il giapponese Hiroki Moriya. Sinceramente non è una partita esaltante o spettacolare, lo svedese sembra averne di più mentre il giapponese sembra non essere adatto a questo tipo di partita con un giocatore del genere. È quasi sempre lui a sbagliare per primo e raramente trova il vincente. Elias si porta subito avanti di un break e 4-1 e visto un Benneteau in difficoltà, decidiamo di entrare nel vicino centrale, in modo da poter dare uno sguardo ad entrambi i match. Julien è lontano parente di quello di un paio di anni fa, prestazione davvero sottotono la sua contro un buon giocatore (credo davvero che possa costruirsi una buona classifica) quale il russo Vatutin. Primo set chiuso 6-2 senza troppi problemi dal russo nonostante un centrale pieno che tifa il francese. Anche nel secondo set le cose non sembrano cambiare, il russo sembra averne di più mentre Benneteau si muove poco e non trova le misure del campo. Ymer nel frattempo ha quasi archiviato la pratica e quindi torniamo da lui per l’intervista con le seguenti dichiarazioni.

Sullo stato di forma: “Ho perso la settimana scorsa nelle qualificazioni di Casablanca e mi sono allenato molto, arrivando ben preparato per questo torneo. Sono molto contento della partita visto che sono stato molto solido per tutto il match, concedendo davvero poco.”
Sul torneo: “Mi piace giocare in italia, ho vinto il mio primo Challenger a Caltanissetta, mi piacciono queste condizioni di gioco. Ho visto che giocatori del calibro di Nadal e altri ottimi tennisti hanno partecipato in passato a questo torneo, è un grande onore per me partecipare ad un torneo con questa storia.”
Sulla sua vicinanza alla top 100: “La top 100 è il mio grande obiettivo dall’inizio della mia carriera, credo ci voglia tempo perché quando si è vicini a questo traguardo aumenta la pressione e diventa più difficile vincere le partite, quello che mi manca è lavorare e vincere match.”
Sulla scelta di Barletta al posto delle qualificazioni a Montecarlo: “Lo scorso anno ho giocato le qualificazioni a Montecarlo passando un turno, quest’anno quando si è chiusa l’entry list non ero sicuro di entrare nelle qualificazioni e ho scelto di partecipare a questo torneo in modo da essere sicuro di giocare.”

Intervista terminata e, osservando prima alcuni spettatori, complice il caldo e il sole, è arrivata la voglia di gelato. Magnum e torniamo sui campi per seguire Vanni sul campo 1. Campo 1 che ha visto, dopo Dutra, Maximo Gonzalez imporsi per 6-0 6-4 su Federico Gaio. Mentre Vatutin si ritrova 4-2 nel secondo set e finisce per perderlo 6-4, Luca sembra contratto e subito va sotto 3-0. Luca spinto dal pubblico prova a rientrare ma alle fine il set sfugge via per 6-4 con un buon Zopp nonostante i campi lenti. Ci spostiamo per il finale di Benneteau che è avanti 5-2 in procinto di concludere la rimonta, tutto falso perché sul 5-3 Vatutin prende in mano la situazione e a suon di vincenti brekka il suo avversario arrivando 5-4. Ci aspettiamo tutti la vittoria di Benneteau non tanto per livello quanto per la legge del centrale che oggi ha visto sempre il vincitore del primo set perdere la partita in rimonta. Purtroppo abbiamo impegni in serata e lasciamo il match con questo risultato, vedremo poi, stupiti, la vittoria di Vatutin.

Finisce così la giornata a Barletta, 8 ore sui campi sono più che sufficienti e appuntamento a giovedì per i secondi turni della parte alta.

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