E se fossimo ottimisti?

di - 1 Febbraio 2013

di Mattia Capone

La speranza è un sogno fatto da svegli, diceva Aristotele e la nostra speranza, e di tutta l’Italia tennistica, è quella di svegliarci lunedi mattina con un quarto di finale nel World Group.

Per riuscirci dobbiamo battere la Croazia, una nazionale ostica trionfatrice della competizione nel 2005 ma con una squadra totalmente diversa. Le nostre speranze sono quasi tutte riposte in Seppi ed è strano come questo peso ricada esattamente nel suo periodo migliore. Eppure anche da un punto di vista astrale sembrerebbe davvero il nostro momento: non avevamo un giocatore nei primi 20 del mondo dall’inesorabile Gaudenzi, anche lui di nome Andrea, e ultimo eroe di una cavalcata trionfale in Davis, terminata solo all’atto conclusivo con la drammatica sconfitta contro la Svezia nel 1998.

Il sorteggio poi, non sembra davvero quello dei peggiori, e nell’assenza di Karlovic io ci vedo solo cose positive. Ovviamente a questo punto tutti gli scongiuri del caso sono ammessi, ma per una volta vorrei davvero uscire dalla nostalgica figura dell’italiano scaramantico e provare ad essere il più ottimista possibile, cercando di immaginare un cammino come quello di 15 anni fa. I tempi sono sicuramente cambiati e ci sono nazionali davvero irraggiungibili e sapere che, sulla nostra strada, ci sono Spagna e Serbia, non ci fa ben sperare. Ma, come già detto, voglio sognare ad occhi aperti, e allora proviamo a immaginare come potrebbe andare!

Pensiamo ad esempio ad una bella vittoria contro la Croazia al doppio decisivo, con il Palavela in festa, e a seguire una sfida memorabile in terra di Spagna, priva di Nadal, con una vittoria al cardiopalma. E poi chissà una semifinale con la Serbia o con gli U.S.A con un campo stracolmo, con la gente pronta a intonare l’inno ad ogni cambio di campo….beh se davvero vogliamo provare tutte queste emozioni, a partire da domani,dobbiamo aprire gli occhi, svegliarci e trasformare quella speranza in realtà incitando, tifando e facendo sentire tutto il calore possibile al nostro team.

Perché in fondo, sognare può essere bellissimo ma vivere è sicuramente meglio!

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