“Impatta la palla in una maniera impressionante, è sempre messo bene, è alto ma riesce a stare basso. Dicono che il suo gioco sia monocorde e invece bisogna soffermarsi sulla pulizia e sulla velocità di palla, che sono pazzesche”. Così Flavia Pennetta, in un’intervista concessa a “La Gazzetta dello Sport”, sulle prime impressioni avute su Jannik Sinner dopo il match esibizione al Giorgio Armani Tennis Classic.
La vincitrice dello US Open del 2015 commenterà anche quest’anno l’intero evento come talent per Sky Sport e non ha espresso dubbi riguardo alla condizione attuale del numero 1 del mondo. “Ho visto che debutta con Kecmanovic, un giocatore che può sempre dare fastidio, ma il livello di Jannik è molto superiore rispetto a tutti gli altri — ha affermato —. Io credo che, da una parte, sia stato molto dispiaciuto di uscire presto dal Roland Garros, ma dall’altra, se deve guardare la parte positiva, è che è riuscito un attimino a staccare la spina, recuperare e rilassarsi dopo due mesi e mezzo di un tour de force assurdo. Certo, forse col senno di poi avrebbero potuto gestire diversamente alcune cose, però dagli errori uno apprende con il tempo”.
Gli italiani in tabellone
Attenzione rivolta anche a tutti gli altri italiani presenti nel tabellone principale. Su tutti, riflettori puntati su Flavio Cobolli, reduce dalla finale al Roland Garros 2026 e ricolmo di fiducia: “Giocare una finale Slam ti dà uno sprint, una consapevolezza e una carica davvero importanti. Adesso, però, deve essere molto bravo nella gestione: in campo, fuori dal campo e sul fronte calendario. Deve cambiare mentalità ed entrare in quella dei top player, che magari giocano un po’ meno, si dividono meglio le settimane e puntano ai grandi tornei, a fare punti dove contano davvero. Da una parte c’è entusiasmo, consapevolezza e fiducia perché sta andando fortissimo; dall’altra c’è una pressione diversa da gestire. Adesso la gente si aspetta che Flavio faccia risultato. Ed è lì la parte più difficile: analizzare sé stessi, essere consapevoli di chi si è, farsi scivolare le cose addosso e mantenere lucidità”.
E da non sottovalutare mai c’è anche Matteo Berrettini, erbivoro per eccellenza, sempre ispiratissimo sul verde di Londra. L’azzurro debutterà contro Stan Wawrinka, al suo ultimo ballo nei Championships: “Se Matteo fosse una testa di serie non lo vorrei beccare mai. Credo che Wawrinka sia uno di quei giocatori che in determinate occasioni riescono a tirare fuori il meglio. Sono quei campioni che sono alla fine della carriera e che, in una situazione particolare, dove sono particolarmente motivati, magari ti fanno la partita della vita. Ti alzano il livello. Un po’ quello che è successo a Fabio l’anno scorso contro Alcaraz”.
Nel femminile si aspetta Jas
Nel femminile, invece, c’è curiosità per Jasmine Paolini, che ha di certo passato periodi più floridi. Alti e bassi del tutto normali secondo Pennetta, convinta che Jas sarà capace di riprendersi al più presto: “A volte bisogna toccare il fondo per risalire la china. Penso che questo torneo possa essere la fiamma per riaccendersi. Non dimentichiamo che Jasmine ha macinato in singolare e doppio per due anni… È una fatica immane”.
Il ritorno di Serena
Come non menzionare, poi, il ritorno sul prato di casa per Serena Williams. Una scelta avventata, rischiosa di mettere in cattiva luce il WTA tour, ma quanto più entusiasmante possibile. “Se Serena dovesse andare avanti, ritengo che non sarebbe una grande immagine per il tennis femminile: significherebbe che una campionessa, per quanto la più grande, può competere e vincere a 45 anni — ha affermato in chiosa —. Però, allo stesso tempo, la Wta ha bisogno di un ritorno del genere perché le giocatrici che ci sono oggi non vendono quello che vendeva lei. Io, comunque, mi porto i popcorn in studio a Sky e me la guardo”.