Francesca da applausi, ma passa la Wozniacki

di - 25 Gennaio 2011

di Sergio Pastena

A volte la storia la fa chi perde. Pensiamo a Chuck Wepner, alias il sanguinolento di Bayonne, puglie che ha ispirato Rocky. Record di 35 vittorie e 14 sconfitte, se vogliamo niente di che, ma non andava mai al tappeto. Si feriva, resisteva, cadeva in piedi. Ecco, oggi Francesca Schiavone ha perso contro la numero uno al mondo Caroline Wozniacki ma alla fine il pubblico era in piedi per lei.

Chi scrive ha l’obbligo di essere realista, e non era immaginabile che Francesca oggi potesse rappresentare un pericolo per la danese dopo aver dovuto affrontare un match come quello con la Kuznetsova (e aver giocato in precedenza già due incontri di tre set). La Schiavone ci ha abituato a grandi imprese, ma qui la questione era di resistenza fisica: può una persona recuperare dopo uno sforzo del genere?

Così quando la Wozniacki, nel primo set, è arrivata a palla break, l’impressione è che sarebbe stato l’inizio di un massacro. Immaginate che sorpresa nel vedere la leonessa non solo annullare tre break point alla danese, ma poi addirittura toglierle il servizio e andare a servire per il set. “Would you believe it?”, il commento degli attoniti telecronisti americani. Francesca va 15-40, lotta, recupera la parità, annulla ancora una palla break per un totale di sei, quindi prima dissotterra una volèe e poi scende di nuovo a rete a prendersi il set, alla sua maniera. 6-3. Troppo bello per essere vero.

Ancora, nel secondo set la Schiavone fa il break al terzo gioco e si porta sul 3-1. Quando sul 30-15 la Wozniacki viene incenerita da un passante di Francesca viene da stropicciarsi gli occhi e si pregusta l’impresa epica: fino a quel momento 20 vincenti per la nostra tennista, 2 per la prima del ranking. La danese, però, tiene il servizio e a quel punto c’è il primo passaggio a vuoto della Schiavone, che perde la battuta a zero. La Wozniacki torna a crederci, si ricorda di essere la prima favorita e di avere una grandissima occasione per vincere il suo primo Slam e, a quel punto, ai salvataggi alla Ferrer a cui ci ha ormai abituato unisce anche qualche vincente: un gran lob e un paio di passanti, tutti di ottima fattura, che spingono la bella Caroline sul 6-3 e prolungano il match.

Ecco, è qui che siamo costretti a stupirci, nonostante ci fossimo ripromessi di non farlo più. Francesca ha corso tantissimo e quando cede il servizio in apertura di terzo set ti aspetti un rapido 6-0, al massimo 6-1. No, la Schiavone non ci sta: ottiene subito il breakback a zero ma perde di nuovo la battuta per via di un paio di errori e di una gran risposta dell’avversaria. La Wozniacki, sul 2-1, va a servire ed è costretta di nuovo ai vantaggi: annulla una palla break e tiene il servizio mentre i telecronisti si chiedono da dove vada a prendere tutta questa energia la nostra tennista. Quando Francesca sparacchia fuori un diritto e si trova 15-30 per l’ennesima volta si pensa che la fine sia vicina, e invece no: altra reazione e 2-3. La Wozniacki tiene un servizio senza patemi d’animo e, sul 4-2, va a prendersi il secondo break con un salvataggio dei suoi, letteralmente allucinante. A quel punto si porta velocemente sul 5-2 40-15 e ha due match point sul servizio. Finita? Neanche per idea. Prima la Schiavone piazza un rovescio vincente e poi, in un punto da ricordare, si traveste da Wozniacki e, dopo due salvataggi allucinanti, infila un passante che fa esplodere la Rod Laver Arena. Ancora una palla match e Francesca scende a rete, senza paura, piazzando un drop shot che costringe il pubblico a spellarsi di nuovo le mani. A quel punto la Francesca si procura prima una palla break, poi un’altra sulla quale scende a rete e chiude il game: 3-5 e lo stadio scatta in piedi mentre lo sguardo della Wozniacki è della serie “Ma quando riuscirò a scrollarmela di dosso?”. Ci riuscirai nel game successivo, Caroline, dopo esserti procurata la quarta palla match con un passante da antologia e dopo un challenge giocato sui centimetri.

Per inciso, alla Wozniacki va dato atto di aver giocato una grandissima seconda parte di match dopo essere stata dominata da Francesca per oltre un’ora: se le sue ben note capacità difensive generano spesso frustrazione, va detto che ha giocato anche dei grandissimi colpi. Il palcoscenico, però, oggi è per Francesca, applaudita a scena aperta: nel terzo set la fatica, umanamente, si è fatta sentire, eppure ha raschiato ancora il fondo del barile e ha continuato a correre. Non sappiamo come sarebbe finita in un’altra occasione, ma non ci serve saperlo: basta la soddisfazione per l’ennesima impresa regalataci da un’autentica campionessa.

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3 commenti

  1. zorromancino

    GRANDE LEONESSA!!!!
    Secondo me è colpa della fascia che aveva oggi. Contro la russa aveva le mollette in testa..e quindi..poteva avere piu’ lucidita’!! Non essendo abituata ad avere la fascia..ha perso quel suo smalto…tattico !!! Ovviamente…scherzo …ma un vero peccato!!Essere stata cosi vicina ad un’altra superimpresa!!! Il rimpianto è che ha dovuto sprecare un po’ d’energie nei primi turni..a dispetto della sua avversaria…che frustata e ferita nell’orgoglio di essre ad un passo dal baratro contro un’atleta che le passa quasi 11 anni di gioventu’…ha ritrovato la grinta ed i colpi…per superare la leonessa..ed ha corso e vinto,nonostante Francesca abbia fatto piu’ vincenti!!! Non vedo l’ora di un bel Roland Garros!!

  2. Sergio Pastena

    Beh, anche mia nonna se gioca contro la Wozniacki fa più vincenti, parliamo pur sempre di Robredinha. 😀

    Però va detto che i pochi vincenti che ha fatto sono stati davvero spettacolari, una bellissima partita.

  3. Roberto Commentucci

    Sentite cosa scrive la stampa straniera, il sito Foxsport.com, una delle migliori testate sportive on-line americane:

    Lo ammetto. Non sapevo molto di Francesca Schiavone dodici mesi fa. Mi ricordo di averla vista giocare una partita agli US Open 2009 quando tutte le prime pagine erano per la sua compagna di Fed Cup, Flavia Pennetta per aver raggiunto la top ten in quell’estate. E mi ricordo di averla vista ad Indian Wells lo scorso marzo quando ha giocato contro Aravane Rezai e di essermi detto quanto mi piaceva il rovescio ad una mano di “Fran” ma poi me ne sono dimenticato. E sono rimasto come molte persone che si sono accorte alla fine della sua presenza nella corsa stellare al titolo dei French Open, un traguardo che molti fan di tennis hanno sostenuto grazie al suo atteggiamento “Niente è impossibile”. Vi ricordate quando arrivò in semifinale e tutti dissero “è un ottimo risultato per lei” quindi tutti si aspettavano che uscisse contro Elena Dementieva? E poi tutti si aspettavano che Sam Stosur superasse di forza Schiavone in finale ma invece abbiamo avuto il piacere di vedere una giocatrice approfittare dell’occasione per un posto nella storia. E l’ha assaporata.
    All’inizio della stagione 2011, sono sicuro che qualcuno si sia domandato se sarebbe stato l’ultimo anno della Schiavone sul tour. Avrebbe potuto aver qualche bella vittoria, godersi l’attenzione come campionessa uscente al Roland Garros e quindi avviarsi verso il viale del tramonto con il suo trofeo dello Slam in una mano e il pugno alzato nell’altra. Bene, basandoci sulla sua performance questa settimana a Melbourne, non sembra che abbiamo sentito l’ultimo ruggito della Leonessa. Infatti, a 30 anni potrebbe appena aver iniziato. Dopo aver vinto la sua partita, ormai un classico, contro Svetlana Kuznetsova appena sotto le cinque ore domenica, Schiavone ha scioccato molti, compresa Caroline Wozniacki, con un’altra dimostrazione di bravura di tecnica e tattica prendendo il primo set alla giocatrice numero 1 al mondo e andando avanti 3-1 nel secondo prima che la realtà, in questo caso il suo corpo stanco, vincesse la battaglia contro il suo cuore formato Australia e rallentasse l’italiana a sufficienza per permettere alla Wozniacki di rientrare nel match che la danese alla fine ha vinto, con un medical time out contestato e tutto il resto, 3-6, 6-3, 6-3.
    Anche se ha perso, lo sforzo di Schiavone prodotto sul campo ha ispirato tutti a guardarla, incluso Patrick McEnroe, precedente allenatore di Fed Cup e analista di ESPN che probabilmente ha sintetizzato al meglio quando ha scritto su Twitter: “Siamo onesti, Schiavone ha riportato questo torneo….e il tennis femminile in vita”.
    Wozniacki potrà aver vinto la partita ed essersi assicurata la prima posizione in classifica per il momento, ma chiunque vinca gli Australian Open sarà comunque il secondo giocatore di cui si parlerà maggiormente fino al prossimo torneo dopo Schiavone, anche tra gli uomini. E con la sua nuova classifica di numero 4, chi può dire che Schiavone non possa ripetersi al Roland Garros? O addirittura combattere per la testa della classifica se si troverà avanti nei tornei nel corso della stagione, sostenuta da un nuovo gruppo di fan che ha conquistato quest’anno in Australia?
    Schiavone ha riportato il tennis in vita, secondo McEnroe? Prima dell’inizio degli Australian Open, molti articoli in pratica disprezzavano la WTA, assegnandole uno status di “tier 3” rispetto all’età dorata di Roger Federer e Rafael Nadal insieme al gioco continuo di Novak Djokovic e Andy Murray (dell’ATP). Aggiungeteci che per molti uno Slam senza Serena Williams non si può considerare legittimo e si capisce molti pensino che alla WTA sia mancato qualcosa o qualcuno che creasse interesse al di fuori dei soliti grandi nomi. Qualcuno come Federer o Nadal che grazie ai loro numerosi traguardi trascendono l’ambito prettamente sportivo.
    Per qualche ragione, quando guardo Schiavone giocare, e poi guardo la gente che la guarda giocare, mi ricordo in qualche modo di Jimmy Connors. Ora so che “Jimbo” non era il beniamino di tutti, ma la sua corsa fino alle semifinali degli US Open nel 1991 a 39 anni ha ispirato molte persone. Non solo per la sua età. Era perché lui stava lì fuori a combattere su ogni punto e rendeva tutti partecipi di quello che provava sul campo. C’è questo video famoso di Connors che, dopo aver forzato il tie break del quinto set contro Aaron Krickstein, boccheggiando, si siede nella fioriera, e guardando dentro una telecamera vicino, dice ”Ecco perché sono qui. Questo è quello per cui hanno pagato” mentre il pubblico intorno a lui urlava impazzito.
    E quel qualcosa è quello per cui i fan avevano pagato, anche se non avevano un biglietto per la Rod Laver Arena, questa settimana. Volevano vedere e sostenere un giocatore che non solo gli desse tutto sul campo ma che condividesse con loro, come ha detto Schiavone, “l’emozione” di essere insieme a loro sul campo, vivendo e morendo con loro su ogni punto. Qualcuno dice che anche Rafael Nadal lo faccia, nel suo modo personale, ma nel tennis femminile avere qualcuno con cui i fan possano vivere e morire, potrebbe essere quello che è mancato per così tanto tempo.
    Quando ha terminato il suo match contro la Kuznetsova, a Schiavone è stato chiesto, giustamente, come si sentiva e se pensasse di avere ancora qualcosa per il suo match contro la Wozniacki. Schiavone ha detto, “Se me lo chiedete ora, direi di no. Ma, sì, sono giovane, posso correre. Posso fare tutto. Sì, per martedì sarò, non so come, ma starò bene. Perché no?”
    Perché no infatti? Sappiamo ora che mettere in dubbio gli sforzi di Schiavone su un campo, anche quando non ci si aspetta niente, è inutile. Perché, come dovremmo sapere ormai, “Niente è impossibile”. Come Schiavone, il 2011 è giovane, e può ancora fornire qualche sorpresa per la veterana italiana. E per tutti i suoi numerosi fan, incluso me, tutto quello che possiamo dire è continua a correre Francesca.
    Perché noi correremo con te.

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