Furia ceca sull’Italia

di - 19 Aprile 2014

Petra Kvitova

di Giovanni Cola

Quando la giornata è quella giusta contro l’esplosività di Petra Kvitova c’è ben poco da fare. A farne le spese, quest’oggi, è stata Camila Giorgi (6-4 6-2) nella sfida forse più attesa della semifinale di Fed Cup tra Repubblica Ceca e Italia sul veloce dell’Arena di Ostrava. La 24enne di Bilovec, supportata anche dagli incitamenti del caldo pubblico di casa, si è avvalsa soprattutto della spinta del servizio (76% di punti trasformati quando ha messo la prima) per porre le basi di una vittoria che non è mai stata seriamente in discussione. In entrambi i parziali infatti la tennista marchigiana è partita ad handicap perdendo subito il servizio in maniera piuttosto arrendevole. Da lì in avanti il controllo della situazione della Kvitova è stato abbastanza agevole. Ha sempre tenuto i propri turni di battuta senza fare mai troppa fatica. Neppure una sosta forzata di 20 minuti nel primo parziale per un guasto all’impianto elettrico sul 4-3 Repubblica Ceca è servito a Camila per riordinare le idee. Significativo il fatto che le uniche palle break della gara se le sia conquistata soltanto nell’ultimo game quando Petra ha poi perentoriamente reagito siglando il punto del 2-0 per il proprio team. A sprazzi il suo livello di gioco è assomigliato a quello della vittoria di Wimbledon. Ora per l’Italia ribaltare lo svantaggio sarà quasi una “mission impossible”. Servono due vittorie in singolare più una in doppio nella giornata di domani. Sulla carta nulla è precluso ma, vista la condizione delle ceche e la mancanza di fiducia delle nostre rappresentanti più qualificate, è lecito affermare che servirebbe un vero e proprio miracolo.

Un dritto, sia lungolinea che “inside-out”, devastante, una velocità di palla doppia rispetto a quella della nostra Sarita, il pallino sempre e costantemente nelle sue mani. Sono stati questi gli ingredienti che hanno consentito a Lucie Safarova di conquistare il primo punto per la Repubblica Ceca contro la Errani (6-4 6-1). L’azzurra è fin da subito sembrata totalmente in balia della sua avversaria che, a tratti, è stata veramente ingiocabile, con fendenti a tutto braccio lasciati andare da ogni parte del campo. Sarita ha cercato di difendersi strenuamente ma è stata ripetutamente dominata negli scambi da fondo prolungati, incapace di trovare una soluzione tattica che potesse in qualche modo impensierire la padrona di casa. Eccessivamente vulnerabile la nostra portacolori in special modo sulla seconda di servizio che si è rivelata inefficace soprattutto nei momenti chiave del match. Emblematico il doppio fallo sulla palla break che ha portato la Safarova a servire per il primo set sul 5-4. Troppe volte la ceca ha fatto malissimo a Sarita già dalla risposta. Un ko senza appello quello della Errani che purtroppo lascia poco spazio ai rimpianti. La giocatrice emiliana ha dimostrato ancora una volta di non attraversare un buon momento di forma. Attualmente pare proprio carente nella mobilità di gambe e della necessaria lucidità per poter far girare gli incontri a suo favore. Tutte qualità che le hanno consentito nelle scorse stagioni di arrivare al vertice del circuito Wta. Col senno di poi si potrebbe obiettare sulla scelta di mandare in campo proprio Sarita, magari privilegiando una Knapp che sul veloce avrebbe forse potuto esprimersi meglio. A bocce ferme però siamo tutti bravi coach. Le decisioni è giusto che le prenda capitan Barazzutti al momento opportuno, assumendosi, inevitabilmente, le proprie responsabilità.

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