Halep rullo compressore

di - 14 Luglio 2014

Simona Halep e Roberta Vinci

di Giovanni Cola

Non era certo facile l’impresa di fermare la corsa di Simona Halep, davanti al pubblico di casa, sulla terra rossa di Bucarest, in quella che finora si sta rivelando a tutti gli effetti la sua miglior stagione della carriera. Si è dovuta arrendere purtroppo anche la nostra Roberta Vinci (6-1 6-3), che non è mai stata veramente in partita durante la finale ma che ha saputo dare segnali incoraggianti nel corso di tutta la settimana, dopo un inizio 2014 in singolare quasi da incubo. Le stoccate da fondo della rumena hanno piegato la flebile resistenza dell’azzurra che è stata comunque avanti di un break in avvio di secondo set. Si è trattato, in quel frangente, però solamente di un fugace passaggio a vuoto della Halep che non ha mai realmente messo in discussione il controllo della sfida. Per lei si tratta dell’ottavo titolo Wta complessivo. Un trionfo che le consente di porre ulteriore pressione a Maria Sharapova nella corsa per il Masters di fine stagione a Singapore, nella Race di quest’anno infatti è ora a solamente 11 lunghezze in classifica dalla giocatrice siberiana.

Gioia irrefrenabile invece a Bad Gastein per una rediviva Andrea Petkovic al suo secondo sigillo stagionale, quarto totale in carriera. La tedesca ha stoppato ad un passo dal sogno la rincorsa dell’emergente statunitense Shelby Rogers, una tennista da tenere d’occhio per il futuro che potrebbe aver avuto il suo trampolino di lancio proprio in questo appuntamento austriaco. La finale si è conclusa con un doppio 6-3 in favore della “Petko”, la quale ha fatto leva soprattutto su una maggiore carica agonistica, oltre che su una buona dose di esperienza nell’atto conclusivo di un torneo Wta. Proprio a Bad Gastein aveva appunto già sollevato il trofeo nel 2009. Occhio in ogni caso alla Rogers che proveniva dalle qualificazioni, ha estromesso due professioniste sul rosso come Suarez Navarro ed Errani e si candida per fare ancora strada nel ranking.

“Ho pagato un po’ lo sforzo di tanti match tirati giocati consecutivamente – ha ammesso la Rogers a fine match – la vittoria di Andrea comunque è stata meritatissima e non posso far altro che complimentarmi con lei. Qui in Austria mi sono sentita come a casa, io stessa mi sono stupita di quanto lontano sia riuscita ad arrivare. Speriamo che sia solo l’inizio di un lungo percorso”.

© riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *