Itf Firenze: Ecco gli Ottavi…

di - 2 Giugno 2011


(Benedetta Davato – Foto Nizegorodcew)

di Renato Lugarini (inviato a Firenze)

L’ironia, insieme alla bellezza, salverà il mondo. Ne sono profondamente convinto. L’autoironia ancor di più. Ebbene, se definendomi “Rain man” lunedì ero rimasto stupito dal fatto di aver potuto seguire un intero giorno di competizioni sotto il sole, oggi posso ben dire che.. le eccezioni sono fatte per rimanere tali. In effetti le previsioni non erano ottime, ma sono partito da Siena col cielo aperto ed è bastato arrivare al semaforo delle Cascine perchè si scatenasse il diluvio universale. Fortunatamente un po’ di match erano iniziati prima del mio arrivo, giusto in tempo per sancire il passaggio ai quarti di Carolina Pillot, che ha aprofittato del ritiro di Francesca Palmigiano dopo aver vinto il primo set 62, di Mihaela Buzarnescu, che ha spedito fuori dal torneo in bicicletta la baby Giulia Mastellone, e di Anastasia Grymalska, che ha rifilato un periodico 62 alla serba Dunja Stamenkovic. Match interrotti e quindi bisogna ingannare l’attesa in qualche modo. Gelato, caffè e una sbirciatina sui campi dei comuni mortali, che incuranti delle pozzanghere danno vita a interessanti incontri amatoriali. Mentre immortalo il mitico babbo Korzeniak, che si concede una strameritata pennica, la mia attenzione viene attratta da una bella signora che sta palleggiando con alcuni ragazzini vestita praticamente in borghese. L’aspetto mi è familiare. Solo dopo aver collegato la sua figura alle targhe dei maestri esposte nel circolo, però, riconosco che si tratta di Marzia Grossi, una delle migliori tenniste italiane degli anni ’90 (top 100 di cui ricordo un terzo turno a Roland Garros). Le ostilità riprendono verso le 15, con la prosecuzione del match tra la francese Lechemia (o Lecemia o Lechemià, l’arbitro le prova un po’ tutte) e Ksenia Milevskaia. La bielorussa conquista il primo gioco portandosi sul 4 pari, ma è un fuoco di paglia. Seguono 8 giochi consecutivi per la francese che lasciano spazio a una partita ben più interessante: il derby tra Valentine Confalonieri e Benedetta Davato. Si tratta di due ragazze accomunate da un talento ancora inespresso, nonostante vivano situazioni differenti. Valentine è una giovane promessa ancora attesa al salto di qualità, dotata di gran fisico, tennis aggressivo e dritto che spacca. Benedetta è ormai una “routiner” di lusso del circuito itf, dotata di un braccio e di un rovescio che probabilmente meriterebbero più di un best ranking da 534 del mondo.

Benedetta Davato b. Valentine Confalonieri 63 26 63
Il genio e la sregolatezza delle due ragazze si manifesta nell’andamento del match, che a tratti si rivela spettacolare strappando gli applausi del pubblico fiorentino. Valentine parte forte vincendo i primi tre giochi. Da quel momento in poi è Davato show, con Benedetta che sale in cattedra e la Confalonieri, completamente in bambola, che subisce un pesante parziale di 6 giochi a 0. Nel secondo set Valentine reagisce, ritrova il servizio, la misura del dritto e pareggia i conti. Nel terzo parziale l’equilibrio regna fino al tre pari. Il fatidico settimo game è, anche in questo caso, quello della verità. Se lo aggiudica Benedetta, insieme alla partita.

Intanto, sui campi adiacenti, Alice Balducci ha sconfitto Paola Cigui in due set (63 76) e il match tra Federica Quercia e la seconda testa di serie, Zuzana Zlochova, sta procedendo a colpi di pallonetti che fanno rimpiangere Lea Pericoli e Silvana Lazzarino. Ma è un altro l’incontro che, a mio avviso, merita un interesse particolare: quello tra la sorprendente Alice Savoretti, autrice al primo turno dell’eliminazione della terza testa di serie Barbieri, e la polacca Anna Korzeniak, giocatrice solida ed esperta, ex 182 del mondo e, in un recente passato, mattatrice degli itf nostrani. Un banco di prova significativo per la nostra tennista.


(Papà Korzeniak – Foto Lugarini)

Alice Savoretti b. Anna Korzeniak 16 64 75
L’inizio è tutto in salita per Alice. L’italiana sembra scarica mentre la Korzeniak gioca in modo perfetto, d’altronde non è certo tipo da far sconti. Il primo set va via veloce: 61 per la polacca. La Savoretti, però, non si perde d’animo. Riesce a resettare l’avvio poco incisivo e da quel momento ha inizio un nuovo match; un match in cui, finalmente, riesce a mettere in pratica la tattica che ha chiara sin dal principio e che coach Albarella le ripete a più riprese: alzare la palla, liftare i colpi e caricarli di top spin, per poi entrare nel campo e attaccare. E’ questo l’unico modo per scardinare il gioco solidissimo della Korzeniak e Alice riesce a metterlo in pratica. Lei, che si è sempre ritenuta giocatrice da veloce, si trova a sorridere al termine di uno scambio maratona, dicendo ad alta voce: “ma chi me lo doveva dire che mi sarei ritrovata a dover remare sulla terra?”. Eppure le riesce talmente bene da far
uscire dal campo una Korzeniak in lacrime al termine del secondo set. Nella terza partita Alice non molla e riprende a macinare tennis e chilometri, sbagliando ancora meno della parca polacca. Sul 53 Savoretti, quando il match sembra in dirittura d’arrivo, la Korzeniak alza ulteriormente il suo livello di gioco e recupera il break di svantaggio. A quel punto, visto il divario d’esperienza e la stanchezza di Alice, che fatica ormai a spingere i colpi con le gambe, la partita sembra segnata. Invece, proprio nel momento più difficile, è l’italiana a mostrare di avere una marcia in più, oltre a una grinta realmente fuori dal comune. La Savoretti, infatti, strappa di nuovo il servizio alla Korzenik, mantenendo con autorità il proprio turno di battuta e chiudendo al primo match point utile.

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