La rimonta impossibile

di - 8 Luglio 2012

di Sergio Pastena

Dal numero 4, staccatissimo dal primo e con tanti punti da difendere, alla vetta del ranking. Tutto in meno di otto mesi. Ripercorriamo la rimonta che nessuno si aspettava, quella che ha riportato Roger Federer al numero uno della classifica Atp.



17.10.2011 – Federer al numero 4

Al tennista svizzero scadono i 600 punti della semifinale di Shanghai 2010 e, per la prima volta dal 2003, è giù dal podio del ranking. Fino a quel momento il suo 2011 è stato mediocre: ha vinto solo a Doha ad inizio anno e l’unico spunto degno di nota è stata la finale del Roland Garros, ottenuta infliggendo la prima sconfitta stagionale a Djokovic. Subito dopo, però, è arrivato lo stop nei quarti di Wimbledon contro Tsonga e una semifinale agli Us Open gettata via contro RoboNole. Come se non bastasse lo svizzero si trova a dover difendere in meno di due mesi ben 2.610 punti, oltre un terzo del suo bottino in classifica.

Anche i suoi fan più accaniti sembrano rassegnati al fatto che Federer non tornerà più in vetta e sperano in un suo colpo di coda in uno Slam: una rimonta sembra impensabile, con 2.500 punti di distacco da Nadal e oltre 6.000 da Djokovic. Qualcuno teme un crollo definitivo.

Distanza dal primo posto: 6.080 punti


14.11.2011 – Il punto più basso

A distanza di un mese la reazione di Roger è cominciata: lo svizzero ha difeso con successo il titolo di Basilea e, soprattutto, si è aggiudicato il Masters Series di Parigi guadagnando punti preziosi rispetto alla semifinale del 2010. Segnali di vita, ma che lasciano il tempo che trovano: nel torneo di casa Federer non ha affrontato nemmeno un Top Ten, mentre a Parigi Nadal era assente e Djokovic e Murray sono usciti nei quarti. Le vittorie su Berdych e Tsonga lasciano sperare in un finale di stagione all’altezza della sua fama, ma il 14 novembre escono i 1.500 punti delle Atp Finals e la classifica di King Roger precipita.

Alla vigilia dell’ultimo atto della stagione ha meno della metà dei punti di Djokovic e oltre 700 lunghezze di distacco da Andy Murray: l’unico dato che lascia ben sperare è una forma all’apparenza ritrovata, ma manca un banco di prova con i più forti.

Distanza dal primo posto: 6.805 punti


28.11.2011 – Ritorno al terzo posto

I fans di Roger tirano un sospiro di sollievo: lo svizzero ha vinto nuovamente le Barclays Atp World Tour Finals lasciando per strada solamente tre set, uno Mardy Fish e due a Jo-Wilfried Tsonga (uno nel girone e uno in finale). Federer si è tolto anche lo sfizio di rifilare un 6-3 6-0 a Rafael Nadal. Le opinioni sono contrastanti: c’è chi parla di uno svizzero in versione deluxe, completamente ritrovato, e chi fa notare che alla fine della stagione i giocatori più fisici arrivano puntualmente spompati e solo a gennaio si potrà dire come stanno le cose. Probabilmente avevano ragione entrambi.

A livello di classifica, comunque, nessuno pensa ancora alla rimonta: Federer ha superato in tromba Andy Murray e accorciato le distanza sia da Nadal che da Djokovic, che però conserva un vantaggio enorme su tutti gli inseguitori nonostante il finale di stagione in calando.

Distanza dal primo posto: 5.505 punti


16.01.2012 – Australian Open: cambia poco

L’inizio di 2012 di Federer sembra dare ragione agli scettici: King Roger non brilla a Doha, dove cede un set a Seppi prima di ritirarsi in semifinale contro Tsonga, ma riesce a confermare la semifinale del 2011 agli Australian Open. Anche qui, però, al primo scoglio serio si arena, sprecando una posizione di vantaggio contro Rafael Nadal e finendo col cedere in quattro set. Per il resto lo svizzero batte chi deve battere, giocando un gran match nei quarti contro Del Potro. Novak Djokovic conferma la vittoria dell’anno precedente al termine di una finale tiratissima.

In classifica cambia poco: l’unico ad avvantaggiarsi dello Slam australiano è Nadal, che nel 2011 si era fermato nei quarti contro Ferrer ed aggiunge oltre 800 punti al suo bottino. La distanza dalla vetta di Federer resta invariata, ma si allontana anche il secondo posto.

Distanza dal primo posto: 5.520 punti


27.02.2012 – La semina di febbraio

Dopo gli Australian Open, contro ogni previsione, Federer raddoppia e si presenta ai nastri di partenza a Rotterdam, torneo che non disputava dal 2005. Negli ultimi anni aveva giocato solo Dubai e, in un paio di stagioni, era addirittura rimasto fermo tutto il mese. La scelta dà i suoi frutti e Roger porta a casa entrambi i tornei: in Olanda supera senza difficoltà Juan Martin Del Potro e negli Emirati Arabi, dove nel 2011 aveva ceduto in finale a un Djokovic versione robot, batte di nuovo l’argentino e in finale porta a casa lo scalpo di Andy Murray senza grossi problemi.

I punti guadagnati danno ossigeno alla classifica dello svizzero, che riduce di quasi mille punti il distacco dal duo di testa. Nei Masters 1000 americani sul cemento ha da difendere due semifinali e qualcuno comincia a fare notare che il secondo posto non è un’utopia. Al primo ancora non ci pensa nessuno.

Distanza dal primo posto: 4.600 punti


02-04-2012 – I Masters 1000 americani

Bastava vincere un torneo per ripagare le cambiali del 2011 e quel torneo arriva subito: Federer si presenta ad Indian Wells in ottime condizioni e, dopo aver penato un po’ contro Raonic e Bellucci, ingrana la quinta lasciando le briciole al povero Del Potro e a Rafael Nadal.  In finale, anzichè Djokovic come previsto, trova John Isner che ha compiuto l’impresa contro il serbo ma non riesce a fare il bis: vittoria in due set per lo svizzero, che però si inceppa a Miami e cede sorprendentemente ad Andy Roddick. In Florida Djokovic riesce a confermare il titolo del 2011.

La classifica subisce una scossa, perché Nadal “cambia” due finali con due semifinali lasciando sul terreno quasi 500 punti e Djokovic ne perde altrettanti a causa dello stop ad Indian Wells. Il secondo posto è a meno di mille punti, qualche fan comincia a fantasticare su una possibile rimonta.

Distanza dal primo posto: 3.635 punti


14-05-2012 – Testa a testa con Nadal

Se nessuno crede ancora seriamente alla rimonta di Federer un motivo c’è e si chiama Roland Garros: sulla terra parigina King Roger difende una finale e gli altri tornei sul rosso raramente gli portano grossi exploit. In suo soccorso, però, viene un altro colore: blu, come la terra del torneo di Madrid mal digerita da Djokovic e Nadal, che si fanno eliminare prematuramente da Tipsarevic e Verdasco spianando la strada al tennista svizzero. Federer non si fa pregare e, dopo aver sofferto ancora una volta contro Raonic, in finale riesce a piegare Berdych in rimonta.

Lo shock madrileno porta al sorpasso di Roger, che si trova 325 punti davanti a Nadal. Il maiorchino, però, trionfa a Roma e si riprende subito la seconda posizione. Djokovic perde molto terreno e la vetta è a circa 2.000 punti: i fan sognano, gli addetti ai lavori ritengono la rimonta possibile ma improbabile.

Distanza dal primo posto: 2.095 punti


11-06-2012 – Roland Garros: limitati i danni

Come previsto da molti, al termine dello Slam francese il distacco torna a crescere: Federer becca un tabellone facile ma in semifinale contro Djokovic non riesce a ripetere l’exploit del 2011. In finale il serbo, che rispetto all’anno precedente non riesce più a battere Nadal sulla terra, deve lasciare strada al maiorchino che conferma il titolo. Il risultato finale è che il serbo guadagna punti, Nadal risale mentre lo svizzero frena. A conti fatti, però, King Roger ha ottenuto dalla stagione sulla terra 250 punti in più rispetto all’anno precedente: oro colato.

Federer, infatti, tira giù altri 150 punti ad Halle arrivando in finale e, conti alla mano, ci si rende conto che ha una possibilità impensabile: se capita dal lato di Djokovic e vince a Wimbledon torna matematicamente primo. L’urna gli dà una mano e lo rende padrone del proprio destino.

Distanza dal primo posto: 2.970 punti


08-07-2012 – Salto doppio nella storia

Il resto è storia di questi giorni: Federer comincia Wimbledon sottotono, rischia l’eliminazione contro Benneteau, soffre con Malisse. Intanto Nadal perde clamorosamente da Rosol, aprendo a Murray la strada che porta verso la sua prima finale londinese. Poi, in semifinale, c’è lo show dello svizzero: Djokovic al tappeto al termine di una prestazione brillantissima. Quindi la finale, con King Roger che fa piangere i tifosi inglesi. Il Re si riprende il trono proprio nel giardino di casa sua e abbatte il primato di settimane in vetta al ranking: nove mesi prima non l’avrebbe sperato neanche il più ottimista dei suoi tifosi.

Le prospettive, peraltro, sono buone: Djokovic difende moltissimi punti fino agli Us Open, Nadal ne difende meno ma lo svizzero ha un certo margine di sicurezza. Ipotizzare che Federer resti in vetta fino ad ottobre non è utopia. E adesso ci sono le Olimpiadi…

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