Miami: Chi fermerà Nole?

di - 23 Marzo 2011

di Sergio Pastena

Di costa in costa, di cemento in cemento, si arriva a Miami, ultima tappa della prima parte di stagione sul duro. Dopo questo torneo ci saranno due mesi sulla terra e uno sull’erba e per rivedere un torneo sul duro bisognerà aspettare metà luglio. Ovviamente, come ad Indian Wells, ci saranno tutti i big a caccia dei mille punti e del ricchissimo primo premio (come ad Indian Wells, al vincitore andranno 611.000 dollari). Ripercorriamo il tabellone dall’alto verso il basso vedendo i potenziali accoppiamenti per i quarti di finale.

Nadal (1/8): non trova un altro sorteggio benedetto tipo Indian Wells, ma nel complesso non si può lamentare. Il vincente tra Chardy e Nishikori sarà certo un avversario più tosto di De Voest, così come chi uscirà dal confronto tra Chela e il vincente di Lopez/Berankis sarà più difficile da battere di Sweeting, ma se tra i “cani sciolti” c’è anche un certo Del Potro non beccarlo al primo turno già è qualcosa. L’ultimo ostavolo verso i quarti, presumibilmente, dovrebbe essere uno tra Dolgopolov e Tsonga, quindi potrebbe essere sfida con Berdych (ma è tutto da vedere).

Berdych (2/8): la partenza, tutto sommato, dovrebbe essere soft. Gli toccherà presumibilmente Mannarino, tennista talentuoso ma meno potente, che sul duro farà fatica a restare in partita. Quindi ci sarà Gulbis (a meno che il lettone non riesca a perdere persino con uno tra Sock e Berlocq), mentre l’incontro degli ottavi è un’incognita. Il ranking dice uno tra Almagro e Montanes, la logica porta a pensare che potrebbe inserirsi il vincente della sfida di primo turno tra Florian Mayer e Karlovic. Se passerà tutti gli scogli il ceco potrà provare l’ebbrezza di farsi trucidare da Nadal.

Federer (3/8): lo svizzero scivola al terzo posto e subito il sorteggio gli regala una possibile semifinale con Nadal (al momento, comunque, sempre meglio che pescare di nuovo Djokovic). Sulla sua strada il vincente di Fognini-Stepanek, poi uno tra Stakhovsky e Monaco (preferenza per l’ucraino, quindi ci dovrebbe essere uno tra Baghdatis e Youzhny. Ai quarti di finale? In teoria dovrebbe avere Roddick, ma chi scrive non ci scommetterebbe su, visto che l’americano è capitato in una zona di tabellone molto ingolfata, nella quale sarà grande lotta per stabilire chi arriverà ai quarti.

Roddick (4/8): povero A-Rod, neanche il sorteggio lo aiuta. Capita dalla parte di Federer e per lui non è una buona notizia: indipendentemente dallo stato di forma lo svizzero è la sua nemesi. Sulla sua strada dovrebbe trovare Berrer o Cuevas (e fin qui…) poi uno tra Simon e Harrison (le cose si complicano) e quindi un avversario tra Melzer e Cilic, con outsider Petzschner, Tipsarevic o Haase (rischio eliminazione elevato). Se consideriamo che l’americano è campione in carica ed anche un quarto di finale comporterebbe l’uscita dalla Top Ten, le prospettive non sono buone.

Ferrer (5/8): no, proprio i sorteggi non ne vogliono sapere di girare per il verso giusto per il buon David. Anche a Miami si becca un bel fuoco di sbarramento, stavolta dal terzo turno in poi. Dopo aver incontrato un qualificato dovrebbe subito trovarsi Raonic (uno che tutti vorrebbero evitare in questo momento), quindi se gli va bene beccherà uno tra Llodra e Malisse, ma realisticamente l’avversario degli ottavi dovrebbe essere Wawrinka, altro osso durissimo ora come ora. Infine uno tra Soderling e Del Potro, tanto per gradire. Una sangria per dimenticare.

Soderling (6/8): non sappiamo imprecare in svedese, ma lui sì e lo avrà fatto sicuramente all’atto del sorteggio. Prima Golubev, che di recente ha battuto Berdych, quindi lo spauracchio Del Potro, mina vagante del tabellone finita proprio nella sua zona. La cosa paradossale è che per il gigante di Tibro le cose si fanno più semplici andando avanti: negli ottavi dovrebbe beccare uno tra Fish e Gasquet, che per quanto in forma partirebbe sfavorito, quindi un Ferrer in condizioni tutt’altro che esaltanti. Lo svedese difende una semifinale, non è roba da poco, quindi superare i primi scogli è per lui tassativo.

Murray (7/8): l’urna è girata dalla sua parte, se vogliamo dirla tutta. Vero, avrà eventualmente Djokovic nei quarti (ma in un Masters Series, ci si perdoni il francesismo, è difficile pescare Fra’ Cazzo da Velletri) però il cammino fino a quel punto sembra essere abbastanza agevole (sembra, meglio ribadirlo). Prima Hanescu, poi Isner, quindi presumibilmente uno tra Davydenko e Verdasco. Nessun nome che fa paura, gente che può lottare ma non è in condizioni strepitose. Certo, giocando come contro Young il buon Andy può farsi battere anche da Phau, quindi “Pay attention please”.

Djokovic (8/8): last but not least il cannibale di Belgrado, che a sua volta non si può certo lamentare del sorteggio. Istomin, mal che vada poi Bellucci, quindi uno tra Troicki, che dopo l’ultimo confronto diretto è entrato in psicanalisi, e Querrey, ormai abbonato a steccare la terza. Tutto per arrivare a incrociare la racchetta con Murray, ormai battuto nella gara per il terzo incomodo, e quindi trovare probabilmente uno tra Soderling e Del Potro. In finale, se ci arriverà (probabile) potrebbe trovare uno dei due protagonisti del duopolio che sta cercando di rompere. Chi è indifferente, ad Indian Wells non ha fatto sconti a nessuno.

Gli italiani: ci siamo anche noi, pure se a volte la presenza non si sente molto. Tra i nostri il sorteggio migliore è toccato a Seppi, che troverà sulla sua strada il volleatore Zverev per poi eventualmente incontrare Dolgopolov. Meno bene è andata a Starace, che in apertura avrà un Devvarman in ottima forma e poi troverà Raonic. Ancora peggiore la situazione per Fognini, che dopo Stepanek troverà eventualmente Federer. Nelle qualificazioni fuori subito Cipolla, ad onor del vero sfortunatissimo a beccare un Olivier Rochus reduce dal successo di Le Gosier, mentre Bolelli è arrivato al secondo turno ma ha ceduto al terzo set a Bogomolov jr. Ottima prestazione di Lorenzi, capace di qualificarsi battendo nel turno decisivo Munoz-De La Nava: per lui al primo turno ci sarà Ivan Ljubicic, probabilmente un osso troppo duro, ma già la qualificazione è un grande traguardo che speriamo gli consenta di uscire da un periodo di risultati abbastanza modesti.

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