Youzhny e Monaco: fine del digiuno

di - 6 Febbraio 2012

di Sergio Pastena

Alla fine, molto banalmente, in due tornei su tre han vinto i favoriti: questa settimana, però, ha visto molte sorprese in campo ed è mancato solo l’acuto finale.

Partiamo da Montpellier, l’unico torneo dove davvero tutto è andato secondo le previsioni: Tomas Berdych ha battuto Monfils, l’unico capace di far tremare il ceco, rubandogli l’unico set del torneo e andando 30-0 sul suo servizio nel terzo. Passata la tempesta, Tomas ha chiuso in scioltezza confermando il suo ottimo stato di forma. Bene altri due francesi: Mahut, giustiziere di Florian Mayer, e Guillaume Rufin, capace di portare al terzo set Gilles Simon. L’unico italiano in tabellone era Flavio Cipolla, un po’ stanco ma coraggioso a venire in Francia nella settimana in cui gli scadevano i punti del Challenger di Burnie. Flavio ha battuto Gicquel in rimonta, ma poi ha dovuto inchinarsi a Simon: comunque un inizio di 2012 molto positivo per lui.

Anche nella prima tappa della “Gira”, quella cilena di Vina del Mar, ha prevalso il numero uno del seeeding. Juan Monaco, dopo un 2007 devastante, è sempre rimasto su buoni livelli raccogliendo però molto poco: ben sette finali perse per un’emorragia che rischiava di non fermarsi più. Stavolta, però, in finale si è trovato l’argentino Berlocq, uno che ha trovato la sua strada a 29 anni, contro ogni previsione. E’ stato un match combattuto, ma Monaco nel terzo set ha preso il largo e ha portato a casa il suo quarto titolo della carriera. Notevole, comunque, il salto di qualità di Berlocq, mentre si è rivisto Federico Delbonis, arrivato ai quarti collezionando gli scalpi di Massu (facile) e Bellucci (meno facile). Male gli italiani: Lorenzi e Volandri hanno lottato, ma hanno finito col cedere al terzo set contro Gil e Souza. Ultima nota proprio per il brasiliano: ha sbattuto fuori Fernando Gonzalez e ha fatto soffrire un tipino ostico come Chela.

Chiudiamo con Zagabria e con un altro digiuno terminato, quello di Mikhail Youzhny. Il russo non ha avuto quel che si dice un tabellone facile, almeno per essere un torneo 250: subito Stakhovsky, terzo turno contro Karlovic con relativa maratona. La sfortuna iniziale, però, ha condotto il russo a una semifinale contro Berrer (che aveva eliminato Ljubicic) e, soprattutto, a una finale contro il sorprendente slovacco Lucas Lacko, capace di fare secchi in fila il nostro Starace, Bogomolov, Haase e Baghdatis prima di fermarsi sul più bello. Andreas Seppi ha battuto Brands ma contro Melzer ha perso nettamente, mentre Matteo Viola si è fermato subito contro il polacco Kubot. Bravo comunque l’azzurro a superare nuovamente (dopo Melbourne) le qualificazioni.

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