Quinzi: “Sono giovane ma darò il massimo”

di - 4 Maggio 2012

17 Edizione del Challenger “Roma Garden Open” (Comunicato Stampa)

Il Direttore Pancho Di Matteo ha concesso la Wild Card nel main draw del Challenger “Roma Garden Open” al giovane sedicenne Gianluigi Quinzi nato il 1 febbraio 1996 1301 ATP.

Pancho Di Matteo ha dato il benvenuto a Gianluigi Quinzi ed al suo Coach Edoardo Medica. “Ringrazio il Presidente per l’opportunità che mi ha dato, visto che con il mio ranking non potevo entrare a giocare questo importante e famoso torneo” – dice Quinzi – “e spero che andrà bene, ho il livello giusto per competere alla pari con tutti, sono ancora giovane ma darò il massimo per ripagare della fiducia.

“Hai dato una bella risposta” – Pancho Di Matteo – io non ti conosco ma parlano bene di te in special modo Corrado Barazzutti e Sergio Palmieri il Direttore degli Open d’Italia, sei tra i primi giocatori under 18 del mondo ed hai i numeri per crescere, non so dove arriverai ma porteremo fortuna anche a te. Filippo Volandri non vinceva più gli abbiamo dato una wild card ed è tornato giocare tra primi trenta del mondo, è successo con Ferrero, Ferrer, Bolelli e spero che anche tu qui al Garden possa iniziare una splendida e lunga carriera, visto che sei così giovane.”

“Ringrazio Pancho Di Matteo” – dice il coach Edoardo Medica – “per aver dato questa opportunità a Gianluigi che giocherà qui al Garden il suo primo Challenger. Vuole ben figurare ed è contento di essere qui, penso che il suo gioco divertirà tutti.”

Gianluigi ci parla della sua carriera: “a otto anni sono andato da Bollettieri ed ho avuto una borsa di studio, mi alzavo alle quattro del mattino, tre ore di gioco poi andavo a scuola e di nuovo nel pomeriggio sui campi, ora è tutto cambiato inizio alle nove del mattino e mi alleno ogni giorno sei, sette ore fra tennis ed atletica. La testa è il novanta per cento senza testa non si vince, subito dopo viene la tattica. Da junior è ammessa qualche pausa di concentrazione, ora non più, tra i professionisti è proprio dura. Dalle sconfitte imparo molto e lavoro con il mio coach sugli errori, subito, il giorno dopo. Ho un grande affiatamento ed un bel rapporto con lui e voglio continuare.

“Per la sua altezza è abbastanza veloce, è un giocatore aggressivo e si muove benissimo lo vedrete in campo” – dice il coach Edoardo Medica

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