Raonic esplode, Soderling si conferma

di - 14 Febbraio 2011

di Sergio Pastena

Sembrava la settimana delle conferme, o giù di lì. Soderling che vince di nuovo a Rotterdam, Verdasco che si riprende San Josè e l’unica eccezione di Costa do Sauipe dove il detentore (Ferrero) mancava proprio ma ha comunque vinto Almagro, trionfatore dell’edizione 2008. Sembrava, appunto, fino al 6-6 del primo set e 6-2 per Verdasco nel tie-break decisivo del SAP Open.

L’inerzia del match era uguale a quella di tanti altri: da un lato il favorito, dall’altro la sorpresa nella persona del canadese Milos Raonic. Di solito la sorpresa regge un set e crolla nel secondo. Invece il buon Nando da un lato ha deciso di farsi un pisolino, il canadese dall’altro aveva voglia di stupire e così è successo che quattro set point sono volati via e Raonic si è preso il primo set, replicando poi nel secondo sempre al tie-break. Per inciso, San Josè non era il torneo della settimana, ma il draw non era certo scarso e il giovane tennista di Toronto (primo canadese a vincere un torneo dal 1995) non ha ceduto neanche un set per strada, approfittando solo in semifinale del ritiro di Monfils. Dopo l’exploit degli Australian Open ne arriva subito un altro che gli vale l’ingresso nei 60. Completando il discorso sul torneo americano c’è da segnalare la semifinale di Del Potro, che manda segnali di risveglio, e gli ottimi quarti del giovane Tim Smyczek.

Ma veniamo a Rotterdam, l’Atp 500 della settimana. Come detto ha vinto Robin Soderling, dimostrando una volta di più di aver trovato una costanza e una solidità che fino a due anni fa non gli appartenevano. Eppure lo svedese ha tremato nel secondo turno con Kohlschreiber, salvando un match point nel tie break del terzo set: per il resto, però, percorso netto fino al set perso in finale contro un redivivo Tsonga. Degne di nota le performance dei balcanici: Troicki arriva fino in semifinale e la stessa cosa la fa Ljubicic, che ha un bisogno assoluto di fare punti visto che la metà di quelli che ha li difenderà ad Indian Wells a marzo. Male, anzi malissimo Murray, che spreca una buona occasione per attaccare il quarto posto di Soderling e si fa subito travolgere da Baghdatis (a sua volta eliminato da Ljubicic in un match lottatissimo).

A Costa do Sauipe, come detto, vince Nicolas Almagro negando la prima gioia a un Dolgopolov comunque in crescita. Torneo atipico nel quale, tanto per dire, il tennista di casa Ricardo Mello era arrivato alle semifinali travolgendo nell’ordine Giraldo, Montanes e Andujar (tutta gente in buona forma) per poi farsi imbrigliare dell’ucraino. E’ arrivato ai quarti Potito Starace, bravo a lottare e a vincere contro Cuevas e Leonardo Mayer e dignitoso contro Dolgopolov, che non ha comunque faticato troppo per avere la meglio. Fuori subito Fognini, ancora per mano di Robredo: da segnalare la stretta di mano tra i due dopo la tensione di Santiago. Volandri passa un turno superando Hanescu ma poi cede a Machado in maniera nettissima.

E passiamo a questa settimana. Innanzi tutto si gioca a Memphis, Atp 500 che vede come prima testa di serie Andy Roddick, un altro di quelli che hanno pesanti cambiali in scadenza e la necessità di mettere fieno in cascina per non uscire dai Top 100. Il sorteggio certo non gli ha dato una mano: ha subito Berankis e poi eventualmente Tipsarevic e uno tra Hewitt, Lu e Mannarino. Tutta gente insidiosa. Interessantissimo, dall’altra parte del tabellone, il primo turno tra Verdasco e Raonic, rivincita immediata della finale di San Josè, così come le sfide che oppongono Isner a Del Potro e Querrey a Istomin. Per gli “American Boys” l’urna non è stata certo benevola. Presente anche qualche personaggio in cerca di resurrezione: Karlovic, Blake e Schuettler, per la precisione.

Si gioca anche a di Marsiglia, che teoricamente non è il torneo più prestigioso della settimana (è un Atp 250) ma paradossalmente vanta il miglior tabellone, con gente come Soderling, Berdych, Youzhny, Melzer, Ljubicic, Tsonga, Gulbis e Llodra. Il francese, ultima testa di serie, è numero 23 delle classifiche, lo stesso ruolo in America tocca a Malisse che è al 45. Strano, no? Molte le sfide interessanti: si ritroveranno contro Davydenko e Simon, due “nobili decaduti” ma non troppo, che cercano di tornare in alto, mentre molto godibile si preannuncia il match tra Gulbis e Petzschner, due delle mani fatate del circuito. Dopo la vittoria nel Challenger di Bergamo torna in campo nel circuito maggiore il nostro Seppi, opposto subito a Robin Haase. Ha provato a qualificarsi anche Matteo Trevisan, ma è andato subito fuori contro Joao Sousa (portoghese, da non confondere col quasi omonimo brasiliano Joao Souza).

In Sud America continua la “Gira” e fa tappa a Buenos Aires per la Copa Claro. Volete farvi una risata? La media ranking delle prime otto teste di serie è grosso modo identica a quella di Memphis: non è stato un buon anno per gli organizzatori del torneo americano. In testa al seeding c’è Almagro, seguito a ruota da Wawrinka e Nalbandian, che la sorte ha regalato subito a Potito Starace. Per certi versi, bastava il pensiero. Meglio Fognini, che ha subito Gil e poi presumibilmente Montanes, mentre Volandri becca un qualificato e poi il vincente tra Nalbandian e Starace. Non riesce a qualificarsi Alessandro Giannessi, battuto da Ramos-Vinolas.

Parlavamo ironicamente del tabellone di Memphis, ci sia ora consentita una riflessione seria. Tralasciando i terraioli che giocano la Gira, per il resto un atleta che avesse voluto giocare tutti gli Atp 500 in preparazione degli Atp 1000 americani di marzo avrebbe dovuto fare il seguente percorso: Olanda (Rotterdam), Usa (Memphis), Dubai (Emirati Arabi), probabilmente Europa per la Davis e infine di nuovo Usa per Indian Wells. Non c’è da stupirsi che molti abbiano scelto Marsiglia preferendo fare un Atp 500 in meno piuttosto che il giro del mondo in 30 giorni: passare dall’Olanda alla Francia, fare una puntata a Dubai (non lontanissima) e tornare in Europa è senza dubbio più pratico che cambiare continente ogni settimana per un mese. La distanza percorsa è inferiore e, soprattutto, si passa molto meno tempo a smaltire il jet lag. Forse il calendario per questo periodo andrebbe ritoccato, non credete?

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