Stefano Cobolli è intervenuto in zona mista, dopo il raggiungimento dei quarti di finale al Roland Garros da parte di Flavio Cobolli, il padre e coach ha ripercorso il percorso di crescita del figlio, soffermandosi sui progressi tecnici e mentali che lo hanno portato ai vertici del tennis mondiale.
Ripensando all’inizio del 2025, segnato da sette sconfitte al primo turno, Cobolli individua soprattutto nell’evoluzione tecnica il fattore chiave della crescita: “Mentalmente è diventato più maturo, sicuramente con una maggiore disponibilità a lavorare per migliorare. Ma credo che i progressi più importanti siano stati tecnici. È cresciuto in tutte le lacune che aveva e per me ha ancora tanti margini“.
Il coach del tennista romano ha poi elencato gli aspetti del gioco maggiormente migliorati: “Dal servizio ai colpi di taglio, dal gioco a rete alla risposta. Erano tutte cose in cui era un po’ indietro e compensava con altre caratteristiche. Però per stare nei primi 20 bisogna allinearsi al livello tecnico degli altri, non si può reggere soltanto con la grinta“.
Uno sguardo al prossimo avversario
Nonostante il tabellone maschile abbia perso alcuni dei principali favoriti e Flavio sia diventato una delle teste di serie più alte rimaste in gara, Stefano Cobolli non percepisce particolari cambiamenti nell’approccio del figlio. “Ha l’atteggiamento normale di sempre. Stiamo facendo la stessa routine della scorsa settimana. Viviamo consapevoli dei miglioramenti, ma sappiamo anche che lo aspetta una partita contro il numero 4 del mondo. Sarà difficilissima, ma la affronterà al meglio, godendosi questa atmosfera meravigliosa”.
“A Roma ha avuto l’atteggiamento giusto’’
Cobolli è tornato anche sulla delusione degli Internazionali d’Italia, torneo al quale Flavio teneva particolarmente dopo le ottime prestazioni ottenute nelle settimane precedenti tra l’ATP 500 Monaco di Baviera e il Masters 1000 di Madrid. “A Roma c’erano aspettative importanti e ha probabilmente subito un po’ la pressione di dover fare bene. Io però ero contento di come aveva lavorato. Anche se ha perso da Tirante, io guardo la concentrazione, come dorme, come si allena, come mangia. È stata una sconfitta di campo e ci sta. Imparerà da questa esperienza e la prossima volta farà meglio. L’importante è il lavoro precedente e a Roma quello mi era piaciuto”.
Sugli altri italiani ancora in gara
Sul momento particolarmente positivo del tennis italiano, Stefano Cobolli ha spiegato come tra gli staff dei vari giocatori prevalga il rispetto reciproco più che il confronto tecnico. “Ognuno fa gara per sé, con le proprie routine e le proprie abitudini. Ovviamente siamo nello stesso circolo e i ragazzi sono molto legati però non si parla di come andranno le partite o di aspetti tecnici. C’è un bel convivere, come avveniva anche in Coppa Davis. Mi piace molto la loro fratellanza”.
Infine, alla domanda se sia più orgoglioso dei risultati ottenuti da Flavio o dell’uomo che è diventato, Stefano Cobolli non ha avuto dubbi: “Naturalmente dell’uomo. Sono orgoglioso di come si pone con gli altri, perché dimostra che dietro c’è stata una famiglia, dai nonni fino ai genitori. Da allenatore, invece, non sono ancora appagato: ci sono ancora tanti miglioramenti da fare“.