San Benedetto Challenger: Tre Azzurri in «semi»

di - 18 Luglio 2015

salvatore caruso (2)

Terzultimo giorno di gare per l’edizione numero 13 della San Benedetto Tennis Cup (montepremi 64.000 euro più ospitalità), torneo del circuito ATP Challenger che si disputa dall’11 al 19 luglio sui campi in terra rossa del Circolo Tennis Maggioni. La giornata odierna ha in programma i quarti di finale di singolare e le semifinali di doppio.

Marco Cecchinato è riuscito nell’impresa di superare Filippo Volandri, suo compagno di allenamenti oltre che amico, e raggiungere dunque la semifinale della San Benedetto Tennis Cup. Un risultato ancora più importante se si considera che, con i punti ottenuti grazie alla partita odierna, il 22enne tennista palermitano entra virtualmente tra i top-100 della classifica ATP per la prima volta in carriera. Un match in cui Cecchinato ha sempre dato il segnale di essere in controllo, e nel quale è sempre stato in vantaggio, tanto che sul 6-2 5-4 ha anche avuto un match-point, poi non sfruttato. La vittoria finale è arrivata col punteggio di 6-2 7-5 in 1 ora e 21 minuti di gioco, per quella che è addirittura la nona semifinale a livello Challenger negli ultimi tre mesi e mezzo. “Davvero difficile giocare contro Volandri, con cui ho l’onore di passare molto tempo, e che per me è sempre stato un esempio da seguire”, ha detto Cecchinato al termine dell’incontro.

Un altro semifinalista italiano, anch’esso uscito da un derby, è Salvatore Caruso, che si è vendicato della sconfitta patita proprio la scorsa settimana a Todi e ha battuto Matteo Donati col punteggio di 3-6 6-4 7-5 dopo 2 ore e 11 minuti di lotta. Caruso è stato bravo a venir fuori sulla distanza, e a recuperare un break di svantaggio nella terza frazione. A parziale giustificazione per Donati c’è da segnalare che il giovane tennista di Alessandria negli ultimi giorni ha passato più tempo con i fisioterapisti del torneo che sul campo, a causa di un problema alla mano che lo ha infastidito nelle ultime ore e non gli ha permesso di certo di essere al 100% fisicamente. Per il tennista siracusano, grazie all’eccezionale prova odierna, uno dei risultati più importanti della carriera, che lo proietta in semifinale.

Dopo Marco Cecchinato e Salvatore Caruso, sono Alessandro Giannessi e Albert Ramos-Vinolas a conquistarsi un posto nelle semifinali della San Benedetto Tennis Cup 2015. Vittoria più agevole del previsto per Giannessi, che sembra tornato più in forma che mai dal periodo di otto mesi fuori dal circuito per infortunio al polso. Il tennista spezzino si è imposto in 69 minuti per 6-3 6-2, non dando la possibilità all’avversario, il francese Maxime Hamou, di prendere in mano le redini del gioco. “Sono veramente entusiasta di questo risultato, frutto del duro lavoro degli ultimi mesi”, ha detto il ligure al termine del match. Tra Giannessi e la finale ci sarà Salvatore Caruso.

Ad evitare l’en-plein azzurro tra i migliori quattro del torneo è stato Albert Ramos-Vinolas, accreditato della seconda testa di serie, che ha eliminato senza troppi problemi Paolo Lorenzi dopo una partita di 1 ora e 6 minuti di gioco conclusasi per 6-3 6-1. Il 27enne di Barcellona dal 3-3 del primo set ha comandato l’incontro, mentre il tennista senese non ha avuto la lucidità per rispondere prontamente al ritmo imposto dallo spagnolo. A tentare di fermare l’ex numero 38 del mondo domani ci penserà Marco Cecchinato. “Dopo un inizio complicato, ho giocato un ottimo match, e sono contento di aver battuto un giocatore di qualità come Lorenzi. Sono anche felice di incontrare Cecchinato, è un tennista che si merita di essere arrivato sin qui, e so anche che con la vittoria di oggi è entrato nei top-100, sarà una partita durissima”, ha detto l’iberico ai microfoni del campo Centrale del CT Maggioni a fine partita.

Domani alle 18.00 si disputerà la finale di doppio con la coppia croata Marcan/Sancic opposta al duo messicano Ramirez/Reyes-Varela. Alle 19.45 sarà poi la volta della prima semifinale di singolare Caruso-Giannessi, mentre non prima delle 21.30 in campo Cecchinato-Ramos Vinolas.

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