Spazio (all’altro) tennis: Malta

di - 5 Settembre 2014

Elaine Genovese Malta

di Daniele Sforza

Non solo superpotenze, incassi faraonici, tornei sfavillanti e popolarità alle stelle. Il tennis che ti porta in alto, si sa, parte dal basso e Spazio Tennis continua a raccontare i Paesi outsider del circuito, i numerosi scenari sommersi ma fortemente radicati nei “sobborghi” del tennis. Altre realtà, altre difficoltà, altri eroi… altro tennis!

“Il mio nome è Elaine Genovese e sono nata a Pietà, una piccola cittadina nei pressi della capitale, La Valletta. Mio padre (lui e mio fratello giocavano a tennis) mi ha portato per la prima volta sui campi da tennis quando avevo 5 anni poi dall’età di 7 anni ho cominciato a praticare questo sport seriamente. Mi sono sempre divertita a giocare perché amo la competizione”.

La situazione tennistica a Malta: “È abbastanza difficile allenarsi a Malta perché non ci sono molti giocatori per giocare e neanche molti tornei.. Inoltre devo spostarmi sempre con l’aereo per andare a giocare i tornei e anche questo è molto costo. Nonostante questo ci sono un paio di buoni allenatori che mi hanno aiutato a sviluppare meglio il mio tennis, uno è Gordon Asciak, l’altro è mio padre che mi ha allenato negli anni passati. Tuttavia sono stata fortunata a trovare un’accademia in Sicilia, la Leonardo Tennis Academy a Catania, gestita da Renato Morabito che è stato il punto di riferimento negli scorsi 7 anni. Mi alleno regolarmente li e gioco gli Itf e Open con il team. Si allena qui una tennista italiana (Vincenza Ciraolo) e poi abbiamo molti sparring partners, e un preparatore atletico.”

Allenandoti in Italia, giocherai anche la Serie A o B: “ Si, ho giocato la Serie B con il Tennis Club Vittoria. Mi sono divertita molto, soprattutto perché ho vinto tutti i miei match di singolare giocando con buone giocatrici e spero di giocare in futuro la Serie A.”

Un’altra esperienza importante è stata quella della Fed Cup: “La Fed Cup è sicuramente la manifestazione tennistica che preferisco perché ho l’opportunità di giocare contro le migliori giocatrici di diverse nazioni. Inoltre ho sempre fatto bene, ricordo una vittoria contro la numero 1 del Marocco (Nadia Lalami), contro la numero 2 irlandese, contro l’Islanda, l’Armenia. È sempre una sensazione fantastica giocare per la propria nazione.”

Passando al capitolo federazione: “La nostra federazione è molto piccola e di conseguenza non possono fare molto. Hanno pagato per i tornei in cui sono andata a rappresentare Malta (Fed Cup, European Championship e Giochi dei piccoli stati). Questo è l’unico modo in cui provano ad aiutarci..”

Molti i ricordi positivi di Elaine che però ha ancora obiettivi precisi: “Sicuramente la mia più bella vittoria è quella contro Nadia Lalami, top 350 del ranking Wta. Poi si aggiungono le medaglie ai Giochi dei piccoli stati dove ho vinto un bronzo e due argenti. Lo scorso anno abbiamo giocato i Giochi dei piccoli stati in Lussemburgo e abbiamo giocato contro top player per raggiungere la finale in doppio e in doppio misto. In doppio abbiamo giocato contro Stephanie Vogt e la sua compagna Von Deichmann (180 e 350 del ranking). In misto abbiamo giocato contro Benjamin Balleret che era nei top 500. Ho avuto diverse belle esperienze giocando gli Open in Italia, vincendo l’open della Leonardo Tennis Academy contro Sara Savarise (2.2) nella finale. Al momento non ho un ranking quindi l’obiettivo è quello di ottenerlo il più presto possibile.”

Piccola curiosità finale:” Molti penseranno che sia italiana visto il mio cognome (me lo chiedono tutti!) invece non è così, non ho parenti italiani.”

© riproduzione riservata

27 commenti

  1. bogar67

    Cirauolo e Genovese si allenano oramai da tanti anni da Morabito, una è 1186 wta l’altra non ha ranking.
    Sono una 91 e una 92, rimango perplesso!

  2. Renato Morabito

    Se il tennis di alto livello fosse una scienza esatta avresti ragione ad essere “perplesso”.
    Amico mio, portare avanti un progetto sportivo ambizioso e perdipiù “al femminile” in un’isola come la Sicilia o la Sardegna comporta delle difficoltà aggiuntive che vanno ben considerate prima di emettere sentenze…e proprio tu dovresti capirlo bene, se non sbaglio.
    Parlando della Ciraolo, ho semplicemente preso una ragazza di sedici anni con classifica 3.4 e in cinque anni (uno dei quali trascorso a letto a seguito di un gravissimo incidente, dal quale si è ripresa con grande forza di volontà) l’ho portata a 2.4 con ranking Wta.
    Che sarà mai?
    In fondo, tutti quelli che impugnano una racchetta prima o poi diventano degli ottimi seconda categoria e appaiono nel ranking mondiale, sia pure oltre la millesima posizione…
    Devi sapere che per giocare anche solo una partita, dico una, in un torneo open o Itf la nostra Vincenza deve sempre e comunque prendere l’aereo…e suo padre non possiede una Compagnia Aerea, ma è un onesto impiegato.
    E se parliamo di Elaine Genovese, che vive a Malta e si allena per dei periodi da me in Sicilia, credi che la musica cambia?
    Quest’ottima atleta ha potuto giocare quest’anno soltanto 3 tornei Itf.
    Ti meravigli che non abbia ranking mondiale?
    Sinceramente mi interessa poco vantare il mio lavoro o i miei risultati come tecnico, mi dispiace però che la tua “perplessità” coinvolga due ragazze eccezionali, serie e motivate, che hanno fatto e fanno dei sacrifici incredibili per inseguire il loro sogno e delle quali mi vanto di essere amico prima che allenatore.
    Auguri, sinceri, per la tua figliola.

  3. bogar67

    Gentile Renato la ringrazio per la risposta. Spero di incontrarla a Cefalù. Rimango perplesso non voleva essere offensivo ne nei suoi confronti ne verso le ragazze. Volevo solo capire ed è stato molto esaudiente nel dare la risposta.

  4. challenger

    Renato Morabito,

    secondo me Bogar tra un po’ ti porta la sua figliola perché lui comunque bazzica anche in Sicilia. Poi lui prova tutto basta non allenarsi coi maestri sardi.

  5. bogar67

    Challenger
    ci hai preso in pieno. Di Morabito me ne hanno parlato benissimo giá da due estati al mio paese per cui tornato in sardegna sono andato a curiosare su internet. Diciamo che di solito una accademia ha lo specchietto per le allodole (genitori sognatori) rappresentato da una su nel ranking e qui mi pare che manca. Da Galimberti ad esempio hanno ancora la Barbieri nella home page con tutto che la ragazza è andata da Pistolesi.

  6. Renato Morabito

    @bogar67

    Nessun problema…non mi sono considerato offeso sul momento, e tanto meno dopo la tua cortese precisazione.
    Desideravo però puntualizzare qualcosina e, a mia volta, spero di non essere stato scortese perchè poche cose mi stanno a cuore quanto le mie ragazze.
    Sarà un piacere se ti incontrerò in Sicilia, o da qualunque altra parte.

    @challenger

    Ci sono tanti bravi maestri e al contempo persone perbene e ricche di valori in Sardegna, in Sicilia, un pò dappertutto.
    Ci sono altrettante figure improvvisate, tuttologi e imbecilli in giro.
    Basta saper scegliere a chi affidare i propri figli e, possibilmente, avere le idee chiare su cosa esattamente si vuole e sul come raggiungerlo…tutto qui!

  7. Diego

    Goicare a tennis a qualunque livello e’ sempre positivo.
    Solo chi riesce ad entrare nelle prime cento riesce a pagarsi le spese che sono molte.
    Per me il giusto e’ riuscire a coniugare impegno, spesa e tempo per la scuola che deve sempre essere l’obbiettivo primario.

  8. challenger

    @ morabito post 6

    Sono pienamente d’accordo con lei. La mia era una bonaria battuta su Bogar che ogni tanto critica i maestri della Sardegna. Anche lì come in Sicilia come in qualunque altro posto ci sono i maestri seri e professionali e i “maestri pierini” come vengono definiti qui nel blog. Con un eufemismo quelli un po’ monelli…..

  9. bogar67

    Challenger
    Ma io non critico tutti i maestri sardi, il problema che qui si entra in un circolo a 5 anni facendo sat e si esce a 14 facendo sat. Non esiste l’agonistica perchè ai maestri non conviene. Tutto il sistema dei circoli è improntato su più ne metti in campo più il maestro guadagna e questo vale da under 8 a under 14.

  10. challenger

    Bogar,

    guarda che con me sfondi una porta aperta. Sono pienamente d’accordo con te. Ci sono maestri che lavorano in maniera seria e quelli che lavorano con l’occhio al portafoglio. Purtroppo trovare i primi è quasi cercare un ago in un pagliaio.

  11. bogar67

    Challenger
    ho trovato l’ago ma fuori regione. Tra poco rynair avrá un’ala nuova grazie a me. 🙂 Il problema è proprio quello, si lavora male, non si fanno le cose che servono, poi quando arrivi a 15 anni e hai la fortuna prima di avere la figlia chr ci crede e poi di trovare un coach come Morabito questo si deve fermare per riprendere tutto quello che non hai fatto prima per cui il ranking tarda ad arrivare o non arriverá mai. Ho un esempio di una 97 che abita vicino casa mia, due anni di Tirrenia adesso a casa. La colpa di chi è? Di Tirrenia? Ma quando mai.

  12. rikys

    bogar67

    Conosco per nome e cognome la 97 tua vicina di casa ma onestamente non capisco il discorso di chi ha colpa e di che? Tirrenia?

  13. bogar67

    rikys
    nel post 11 indicavo chiaramente che a 14 anni da un coach o in una struttura come Tirrenia ci devi arrivare avendo fatto almeno dopo under 10 agonistica non SAT.
    Qui nei circoli manca la cultura del lavoro, i ragazzi si devono solo divertire, si da troppa precedenza alla parte ludica, gruppi da tre/quattro quando ti va bene. Si ride, ci si diverte, ci si allena tre volte e settimana per due ore e mezza poi arrivi in una struttura come un’accademia, un centro federale dove si lavora dalla mattina alla sera e non sei abituato per cui ……..torni indietro oppure arrivi tardi.

    Intervista a Cecchinato su st
    Massimo Sartori, incontrato al Roland Garros, mi aveva parlato molto bene di te dal punto di vista tennistico, sottolineando però come dovessi riuscire ad acquisire la giusta cultura del lavoro. Credi di essere migliorato anche sotto questo aspetto?

    “Sicuramente si. L’esempio di Max, così come di Riccardo Piatti e del mio coach Cristian Brandi è fondamentale da questo punto di vista. Sono tre persone eccezionali, sia fuori che dentro al campo. Inoltre ho la possibilità di ispirarmi ad un grande lavoratore come Andreas Seppi.”

    Rikys. ho visto in paesino del bergamasco, accanto al campo di tennis vicino a dove a Irene stiamo insegnando che sport uguale impegno due campi di calcio e uno di calcetto. Ogni giorno, ci sono gruppetti di 10/12 ragazzini tutti ben equipaggiati a sputare sudore dietro ad un pallone, tutto impeccabile, svolto in maniera professionale per cui adesso capisco perchè nel calcio l’Atalanta ha da sempre i migliori vivai e noi al sud Cassano o Schillaci che però giocavano sulla strada.

  14. Giorgio il mitico

    vorrei sapere chi sono i 2 preparatori atletici di Tatiana Pieri ed Elisabetta Cocciaretto,
    vincitrici dei campionati italiani U14 ed U16, grazie.

  15. bogar67

    Giorgio il mitico
    avendo seguito la Cocciaretto dai tempi del lemonbowl e la Pieri in campo posso dirti che il preparatore atletico si chiama madre natura.

  16. Giorgio il mitico

    x Bogar

    ultimamente stai diventando un po’ troppo banale. Peccato, avevi avuto la giusta intuizione che alle volte il genitore può essere un ottimo maestro.

    E poi, di modesta statura come sono (fino ad oggi) le due bravissime atlete Cocciaretto e Pieri, non è assolutamente credibile che non ci siano di mezzo dei bravissimi preparatori atletici.

    Sveglia Bogar 67 !

  17. nunzio vobis

    Comunque appoggio il pensiero di Bogart riguardo la cultura del lavoro, ora possiamo fare il dritto con tutte le aperture, gli swing, le stance e quello che volete, ma in campo bisogna sudare, bisogna lavorare, è chiaro che il mondo delle sat non porta a nulla e diventa deleteria se viene superata la fascia dei 9 anni, dove già deve comparire un certo livello tecnico. Approfitto per fare i complimenti al maestro Pieri per l’ennesimo scudetto raggiunto.

  18. bogar67

    Giorgio il mitico
    si chiama talento, ci sono cose che tu hai di madre natura, ci sono cose che devi costruirtele con la cultura del lavoro. Non per nulla ti ho fatto l’esempio di Cassano e del vivaio dell’Atalanta.

  19. bogar67

    Giorgio il mitico
    la modesta statura favorisce spesso la velocità dei piedi e se un maestro adatta queste caratteristiche ad un gioco solido chiaro che ottieni spesso risultati immediati, a lungo andare in uno sport anche al femminile dove la fisicità sta acquisendo importanza sempre più notevole e si fa a gara a chi tira più forte non so se possa funzionare.

  20. cataflic

    Bogar67
    Non funziona no, almeno nel 90% dei casi perchè le amazzoni tirano e per ora sono ancora semoventi, ma man mano che passa il tempo stanno iniziando pure a muoversi.
    Comunque certo giocare di potenza se una è alta un metro e una cippa non è segno di grandissima intelligenza, tanto o madre natura ti da i centimetri o nisba….sempre con le dovute eccezioni…

  21. bogar67

    Cataflic
    Tra tutte queste ragazzine vorrei vedere giocate la 2001 valtellinese Federica Rossi che invece mi dicono che è impostata per quello che serve dopo e adesso paga dazio con qualche palla alle ortiche.

  22. Vorrei segnalaro che nel 50 mila a Saint Malò la Paolini dopo aver superato brillantemente 3 turni di quali, oggi ha superato il primo turno in tabellone. Molto bene!!!!!!

  23. Giorgio il mitico

    x Bogar

    il talento è la virtù con cui si impara più in fretta e meglio degli altri, da come scrivi sembra che per te avere talento è nascere già bravi, non è così, chi ha talento in un’ arte, in uno sport, in un lavoro è una persona che impara in fretta e bene.

    Però i risultati delle due tenniste Cocciaretto e Pieri, oltre al talento tennistico comunque molto ben allenato, sottindentono anche una notevole e ben fatta preparazione atletica e conoscere i nomi dei loro PA è interessante.

    Vedi Bogar, tua figlia tra pochissimo avrà bisogno di PA, il correre che madre natura concede a tutti noi da bambinidopo i 10-12 anni non basta più, occorre un “correre” tennistico, un correre strutturato che deriva da una preparazione atletica ben fatta altrimenti si cominciano a prendere legnate in partita.

    E’ ovvio che ci sono tennisti più predisposti di altri ad un tennis molto dinamico, ma a maggior ragione i meno predisposti devono fare una PA di alto livello per non perdere terreno nei confronti di coloro che hanno da madre natura un gran fisico.

    E’ ovvio che la PA deve essere adattata alle varie fasce d’età e strutture fisiche, mi meraviglio che in questo blog ultimamente la PA ed i preparatori atletici siano visti quasi come secondari o peggio scocciatori, le analisi si fermano a come si eseguono i colpi e lì ci si ferma, Bogar 67 cerca d’interessarti di PA, ci guadagnerai tu e la figliola.

  24. Maurizio

    Brava la Paolini, Ivano è il re mida del tennis tutto ciò che tocca diventa oro. Complimenti!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *