Vondrousova sulla sospensione: “Ingiusto stare fuori 4 anni per un errore altrui”

Marco della Calce
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2023 The Championships,Wimbledon Ladies’ Final Marketa VONDROUSOVA (CZE) defeated Ons Jabeur (TUN) 6-4 6-4 Photo © Ray Giubilo

In un’intervista concessa a iSport, Markéta Vondrousova ha parlato di come stia affrontando questi giorni, a seguito della decisione comunicata dalla ITIA (International Tennis Integrity Agency) di sospenderla per 4 anni per aver rifiutato di sottoporsi a un test antidoping il 3 dicembre 2025. La ceca ha riflettuto proprio su quella notte, in cui la commissaria incaricata di effettuare il controllo, una volta arrivata a casa della tennista a Praga, abbia cercato in tutti i modi di entrare nell’abitazione, senza, però, mostrare alcun documento di identificazione. “Trovo ingiusto che un atleta debba subire una squalifica così distruttiva per la carriera quando lei non ha fatto nulla di ciò che era tenuta a fare − ha esordito la campionessa di Wimbledon 2023 −. Avrebbe dovuto mostrarmi il suo tesserino identificativo. Deve richiedere la carta d’identità o il passaporto per essere sicura di parlare con la persona in questione. La commissaria ha ammesso di sapere che avrebbe dovuto farlo, ma niente di tutto ciò è accaduto. Nel momento in cui si è presentata alla porta, per me era a tutti gli effetti una persona estranea“.

L’udienza

Vondrousova ha proseguito raccontando di come sia andata l’udienza in tribunale, scagliandosi contro l’ITIA e sul comportamento avuto dall’agenzia nei suoi confronti. “Non voglio fare la vittima e nemmeno dire che stanno mentendo spudoratamente, ma presentano l’intera faccenda in modo terribilmente semplificato. Per noi che eravamo seduti all’udienza davanti al tribunale indipendente, è davvero dura accettare il fatto che loro adesso si comportino come se da parte loro fosse andato tutto bene, dipingendo me come l’unica colpevole. Eppure, durante quell’udienza, abbiamo sentito la commissaria stessa ammettere di non avermi mostrato assolutamente nulla di ciò che avrebbe dovuto − ha raccontato la ceca−. Loro sanno che lo ha ammesso durante l’interrogatorio, ma fanno finta di niente. Si fanno scudo con un pezzo di carta che ho firmato sotto pressione, solo per farla andare via, perché non avevo idea di chi fosse“.

E ancora: “È terribile sentirsi dire in tribunale dall’avvocato dell’ITIA che mi sto inventando tutto. Non siamo macchine, siamo esseri umani. Tutto questo per me è terribilmente logorante dal punto di vista psicologico e anche finanziario. Mi è già costato diversi milioni di corone solo per le spese di difesa, e alla fine ti becchi comunque quattro anni. A quel punto ti chiedi se non sarebbe stato meglio a gennaio chinare la testa e accettare la sanzione. Ma volevo difendermi, perché so che sono loro ad aver sbagliato. Vuoi lottare per la tua verità, ma questo ti distrugge completamente a livello economico e mentale“.

La salute mentale

L’ex numero 6 del mondo ha concluso parlando dei suoi disturbi d’ansia, presenti già prima dell’accaduto e peggiorati dopo la vicenda che ha coinvolto la commissaria dell’ITIA. “Sarei la persona più felice del mondo se tutto questo fosse inventato e io non avessi questi disturbi. Se potessi funzionare normalmente. Ho problemi di sonno sicuramente da più di un anno. Ma la situazione sta peggiorando progressivamente. Adesso, quando sono a casa da sola, vado a dormire in una stanza degli ospiti più piccola. Uno non vuole parlare di queste cose pubblicamente, non è piacevole, non è qualcosa di cui vantarsi. Penso però che la gente debba vedere anche questo lato della storia. Quando qualcuno si intrufola in casa tua di notte e si rifiuta di identificarsi, per una persona che soffre di disturbi d’ansia è una catastrofe assoluta“.

 

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