Chi è Sebastian Ofner, avversario di Jannik Sinner al secondo turno degli Internazionali d’Italia 2026

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Sebastian Ofner - foto Jonas Ekströmer/TT/Shutterstock

Sarà Sebastian Ofner l’avversario di Jannik Sinner al secondo turno degli Internazionali d’Italia 2026. L’austriaco, oggi numero 82 del mondo, ha battuto in due set Alex Michelsen con un doppio 6-3, raggiungendo il settimo secondo turno a livello 1000 in carriera. Tra i due solamente un lontano precedente nel 2019, addirittura al Challenger 50 di Ortisei, dove l’azzurro trionfò 6-2 6-4.

Chi è Sebastian Ofner

L’austriaco, classe 1996, fa parte di quella schiera di giocatori “nati per caso”: ha squarciato come un fulmine a ciel sereno il tour nel 2017, tuonando a Wimbledon di quell’anno e sorprendendo tutti. Non aveva mai giocato una partita su erba né in un torneo ATP. Si presentò alle qualificazioni come numero 216 del ranking, ottenne due successi contro Top 100 — uno di questi contro Jack Sock, numero 18 del ranking ai tempi — e venne fermato al terzo turno da Alexander Zverev. Non arrivò in fondo certo, ma il suo nome iniziò a risuonare nel mondo del tennis, chiacchierato tra appassionati e addetti ai lavori. Il suo amore per quella pallina gialla nasce all’età di sei anni, ma fino ai diciannove si dedicò allo studio. Solamente dopo si immerse completamente nel mondo della racchetta.

Non vanta titoli nel tour ATP, ma diversi tra Futures e Challenger (4, l’ultimo a Salisburgo nel 2023), per un best ranking da numero 37 del mondo raggiunto nel 2024. La sua superficie preferita è il cemento, anche se tanti pensano sia la terra, visto il risultato ottenuto al Roland Garros nel 2023, dove riuscì a imporsi anche su Fabio Fognini.

Ciò che stupì quando il suo nome iniziò a circolare tra i tornei “minori” fu il nome che lo accompagnava nel suo angolo: Wolfgang Thiem, padre di Dominic. Un rapporto che lanciò Ofner nel tour, anche grazie alle belle parole di stima e ammirazione che il campione dello US Open 2020 spendeva per il classe ’96.

Stile di gioco

In virtù del suo metro e 91 cm, Ofner vanta nel servizio la sua arma migliore. È tramite la battuta che l’austriaco si apre il campo per poi affondare con ambo i colpi (si trova bene anche sul rovescio). Ha un aggressivo gioco a rete e il suo stile è tipico dei giocatori della sua statura: scambi rapidi, poca costruzione del punto, per un palleggio che, se va per le lunghe, lo sfavorisce. L’impronta di papà Thiem ha sicuramente dato una maggior tenuta mentale al gigante di Bruck an der Mur, che, seppur inscalfibile, ha diversi punti deboli. E se Jannik fu già in grado di batterlo più di sei anni fa, quando era solamente una forma acerba del giocatore che è ora, i presupposti non possono che essere dei migliori.

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