Due ore e ventidue minuti concitati, giocati col fiato sospeso, sudando freddo, ma alla fine rimontando lo svantaggio iniziale e chiudendo al tie-break del terzo set. Il riassunto del match di Gabriele Piraino nel turno decisivo delle qualificazioni per il main draw del Challenger di Lugano ha una combinazione di undici lettere: elettricità. Pyotr Nesterov non era un avversario semplice e il 3-6 6-3 7-6(3) finale ne è senza dubbio la prova. Ora, per il 21enne palermitano, si aprono le porte del primo turno del tabellone principale contro Ivan Gakhov (n. 253 ATP), nel primo testa a testa fra i due.
Al termine dell’entusiasmante sfida con il bulgaro, il numero 355 del ranking ha rilasciato una breve intervista ai microfoni di Lorenzo Ercoli, vice direttore di Spazio Tennis. E non poteva di certo passare inosservato il tie-break vinto con il ghiaccio nelle vene al terzo set, anche grazie ai consigli di coach Paolo Cannova. “Mi ha sempre detto che i tie-break vanno giocati in un certo modo. Mi tengo per me i suoi consigli perché sta andando sempre molto bene. Quindi sì, mi ha semplicemente ricordato questa cosa”.
Sia contro Nesterov, sia contro Ovcharenko al primo turno delle qualificazioni, è arrivato il successo in rimonta e la soddisfazione, ovviamente, non può che essere alle stelle: “Sono molto soddisfatto. Sono state due partite simili ma diverse e in entrambe ho perso il primo set. Ieri ero un po’ più preso dalle emozioni: non giocavo su questi campi da davvero tanto tempo, mentre oggi, secondo me, lui ha fatto veramente un’ottima partita sin dal primo set e forse non mi aspettavo questa sua aggressività. Gli devo fare i complimenti per come ha giocato”.
La sfida con Harris e gli obiettivi del 2026
Al Tenerife Challenger II di inizio febbraio, Piraino uscì al primo turno contro Lloyd Harris. Una sconfitta, sì, ma ricca di insegnamenti, dato il valore dell’avversario dall’altra parte della rete. “Sono uscito abbastanza contento nonostante la sconfitta. Sapevo di aver fatto un’ottima partita contro un giocatore che è stato fortissimo, è tuttora fortissimo e anche in forma: l’ha dimostrato vincendo il torneo. Essere riuscito a mettermi alla prova con un giocatore del genere, esperto anche di questo tipo di superficie, senza sfigurare e, anzi, giocando una partita alla pari, mi ha dato tanta, tanta fiducia”.
E sui principali obiettivi di questo 2026 pochi dubbi: “Migliorare e alzare il mio livello di gioco, sia dentro sia fuori dal campo. Semplicemente questo: i risultati e la classifica poi vengono da sé”.