Jack Draper torna in campo in un torneo ATP sei mesi dopo l’ultima volta, quando affrontò Federico Augustin Gomez al primo turno dello US Open 2025. Dopodiché un edema osseo al braccio sinistro lo ha tenuto lontano dai campi, obbligandolo a saltare anche l’Australian Open. “L’aspetto più difficile di questo infortunio è che richiede mesi, mesi e mesi e non sai quando tornerai davvero al 100%. Non è come un problema muscolare per cui sai che starai fuori 2-3 settimane” ha spiegato il britannico in conferenza stampa, alla vigilia dell’ATP 500 di Dubai 2026.
Mentalmente durissima
Draper ha raccontato della sua lunga convalescenza e delle difficoltà connesse: “Mentalmente è stato un processo difficile: sono passato dal mio miglior periodo, in cui stavo raggiungendo tutti i miei obiettivi a una specie di normalità in cui la vita si muoveva lentamente”. Nello specifico, l’ex numero 3 del mondo ha sottolineato come fosse semplice abbattersi: “Rimanere positivo è stato difficile, molte persone mi hanno aiutato a trasformare gli alti e i bassi della convalescenza in carburante. Tornare a giocare mi rende davvero felice, voglio competere di nuovo”. A proposito di ragionare nel modo corretto, il vincitore di Indian Wells 2025 ha detto: “Voglio pensare che sono giovane e ho ancora una lunga carriera davanti a me, quindi è importante non affrettare il processo”.
Djokovic è un modello
In conferenza, Draper si è lasciato andare anche ad un elogio a Novak Djokovic: “Per me è il più grande di tutti tempi. Niente di ciò che ottiene mi sorprende, è un esempio di grandezza e longevità”. Il britannico non ha nascosto che Nole sia un modello di riferimento: “Il fatto che abbia vinto 10 volte l’Australian Open e raggiunto la finale anche quest’anno è di grande ispirazione per me. Novak è il modello a cui aspiro”.