L’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, detto “El Mencho”, capo del cartello di Jalisco, ha scatenato il caos in Messico. L’operazione, condotta dall’esercito messicano, ha dato il via a una serie di disordini, proteste e violenze esplose in seguito al decesso del boss narcotrafficante, ricercato numero uno.
Il circuito professionistico, sia maschile che femminile, proprio a partire da lunedì 23 febbraio accoglierà in Messico l’ATP 500 di Acapulco e il WTA 500 di Mérida, ai quali parteciperanno, tra i tanti, anche Flavio Cobolli e Jasmine Paolini. Gli Stati Uniti, la Farnesina e le stesse autorità locali hanno consigliato ai cittadini attualmente in Messico di usare prudenza, limitando gli spostamenti e, se possibile, restando al riparo.
Ovviamente, misure cautelative sono state consigliate anche per gli eventi sportivi che hanno sede nella regione, con il conseguente ed estremo provvedimento di una possibile cancellazione delle manifestazioni stesse. Per tale motivo, il brusio di sottofondo continua a farsi sempre più rumoroso tra i numerosi giocatori e giocatrici che stanno considerando la via della rinuncia alla partecipazione ai rispettivi tornei e l’eventuale evacuazione dal Paese.
Il comunicato del torneo di Acapulco
La prima comunicazione ufficiale arriva proprio dalla direzione dell’ATP 500 di Acapulco che, con un comunicato via social, ha negato la cancellazione del torneo, sottolineando che gli eventi hanno il loro epicentro nello stato di Jalisco e non in quello di Guerrero, dove si trova la città. Il torneo afferma anche che resterà “in costante coordinamento e comunicazione con le autorità federali, statali e comunali, seguendo i protocolli di sicurezza stabiliti” per garantire la massima tutela dei giocatori e il regolare svolgimento della competizione, senza scompigli.
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