Speciale Rai Open

di - 23 Aprile 2013


(Stefano Napolitano – Foto Nizegorodcew)

di Alessandro Nizegorodcew

L’audio film speciale dedicato al Rai Open si può ascoltare (e scaricare) tramite i player sottostanti.

PARTE 1

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PARTE 2

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Lo speciale radiofonico è incentrato sui nostri tre giovanissimi impegnati nel torneo: Gianluigi Quinzi, Filippo Baldi e Stefano Napolitano. Ecco le “voci” che potrete ascoltare, tutte raccolte in esclusiva, durante i 50 minuti di trasmissione:

– Frederico Gil (commenti sul suo bipolarismo, sulla psicosi maniaco-depressiva che lo riguarda oltre ad un commento su Gianluigi Quinzi e sulle potenzialità del nostro giovane più promettente)

– Gianluigi Quinzi (abbiamo analizzato con il marchigiano in particolar modo le sue carenze tecniche e i suoi punti forti, in una intervista incentrata sulla parte tennistica e meno su quella riguardante un lontano futuro da top player)

– Alessandro Giannessi (presente al Rai Open con il suo nuovo coach Fabrizio Fanucci e intento ad allenarsi in vista di Bucarest e dei prossimi tornei)

– Marco Cecchinato (eliminato nelle qualificazioni al Rai Open, ci ha raccontato il suo inizio di stagione e il lavoro svolto con Cristian Brandi, Massimo Sartori e Riccardo Piatti)

– Fabio Della Vida (uno dei più importanti e rinomati talent scout e manager al mondo ha detto la sua su Quinzi, Baldi  e Napolitano oltre che sulla mancanza di ricambi a livello femminile)

– Cosimo Napolitano (padre e coach di Stefano Napolitano, ha raccontato il torneo Rai Open e le migliorie da apportare al gioco del figlio, oltre a quelle prettamente fisiche)

– Stefano Napolitano (ha parlato del torneo, delle sue sensazioni, di quale sia il termometro del suo gioco e di tanti tanti altri argomenti in 8 minuti davvero interessanti)

– Dominik Meffert (il giocatore tedesco ha commentato il tennis e le potenzialità del suo avversario nel torneo Stefano Napolitano, oltre che delle sue speranze di diventare top-100)

– Claudio Pistolesi (ha parlato della sua attuale esperienza negli Stati Uniti, della mancanza di cultura sportiva italiana e della possibilità College per i giovani italiani)

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