Diario di Bordo da Umago – Day 4

di - 24 Luglio 2013

da Umago, Matteo Grigatti

Diario di Bordo Umag – Day 4

L’alba di una nuova giornata qui ad Umago sta lentamente arrivando. Ci svegliamo, io Fulvio e Massimino, intorno alle 9:30. Io sono impegnato sin da subito con lo scrivere il diario, mentre loro scendono a far colazione. Il diario della terza giornata è particolarmente denso e mi porta via anche il tempo di fare colazione, fa niente.

Decido di andare subito al club per inserire il pezzo. Mi preparo, scendo e mi accingo a chiedere la trasportation al ragazzo dello staff del torneo predisposto a questo tipo di servizio. Al suo posto in realtà è però seduto il croato Mate Pavic, giovane croato interessante che scherzosamente mi dice “Do you need a car?”. Sorrido, gli rispondo che lo conosco e che sarei andato con lui al club alla prima macchina in arrivo.

Arrivati al circolo, saluto Mate e gli faccio un in bocca al lupo per il suo match serale contro Monfils. Entro in Lounge, mi collego ed invio il pezzo. Al mattino la zona giocatori è praticamente deserta. Esco e mi faccio un giro dei campi per seguire qualche allenamento. Incrocio il preside della scuola di Fabio, accorso anch’egli qui ad Umag per seguirlo, con cui scambio due chiacchiere durante l’allenamento di Gasquet. Terminato, ci voltiamo per seguire il mio idolo Bedene. Dopo aver tessuto le lodi del giovane sloveno, ci diamo appuntamento per il suo match previsto nel pomeriggio alle 16:30.

Aspetto qualche minuto in Lounge e poi decido di tornare in hotel quando sono ormai le 11:30. Fuori dal club, dove ci sono le macchine del trasporto, faccio per salire quando vedo alle mie spalle lui, Aljaz Bedene. Emozionato, gli chiedo se va al Sol Garden Hotel, mi risponde di si. Saliamo insieme in macchina. Cerco l’approccio. Rompo il ghiaccio dicendogli che è il mio secondo idolo dopo Fabio. Lui mi ringrazia e mi dice:” you are Matteo?” Annuisco. Aljaz ha evidentemente letto i miei numerosi post su facebook in cui mi riferivo a lui e si ricordava di me. Continuiamo a parlare, gli dico che è la mia scommessa del 2013, lui mi chiede se sono l’amico di Fabio. In macchina il tragitto sembra rapidissimo. Aljaz è simpaticissimo ed insieme scambiamo due opinioni sul torneo di Umag, uno dei suoi preferiti, tutto in inglese. Scesi dall’auto ci promettiamo di fare una foto, dopo al club. Lo saluto e gli do l’appuntamento al campo per il suo match pomeridiano.

Vado in piscina dove ci sono tutti, compreso Fabio (nella foto a destra). Ci facciamo alcune foto ed un bel bagno e verso le 14 andiamo di nuovo al club per mangiare. Passando, incrociamo Montanes che non si degna di salutare. Fabio racconta che è dal match famoso del Roland Garros che l’iberico gli ha tolto il saluto: ci ride su.

Ci sediamo al tavolo con Lorenzi, impegnato poco dopo con Klizan ma malconcio per un problema alla caviglia. Fabio gusta del riso e della carne, per me antipasto di montagna e carne (durissima) ma non ci possiamo lamentare, è uno dei pochi tornei, forse l’unico, che offre cibo gratis a tutti i pasti.

Facciamo nuovamente ritorno in Hotel per riposare. Alle 16:30 ci svegliamo e di fretta, con Massimino, andiamo a vedere qualche match. Massimino è diventato l’idolo di tutti i tennisti con la sua simpatia. È solito chiedere cappellini a tutti e ne ha collezionati più di 5 in due giorni. Oggi è stata la volta di Leo Mayer, dopo quelli ricevuti da Seppi e Fabio.

Arrivati al tennis c’è Bedene già sotto di un break e gli spalti sono gremiti (foto a sinistra). Entro al cambio campo e Aljaz prende in mano la situazione piazzando un parziale di 5 giochi e vincendo il set 6-2. Dal vivo il talento di Bedene è ancora più visibile e la palla esce dal suo piatto corde con straordinaria rapidità. Vado via a fine set poiché intuisco ci sia poco match. Voglio vedere Vasely, pupillo di Alessandro Nizegorodcew, di cui mi sono rivenduto la forza con tutti gli addetti ai lavori. Purtroppo mi fa fare brutta figura, poiché perde subito il primo set con Haider-Maurer. Incontro sul campo il fotografo Ray Giubilo che saluto. Lo avverto che sono le 17:30 e sta per iniziare l’allenamento di Fabio. Si trasferisce con me per fare qualche foto al giocatore del momento. Fabio si allena con Giraudo sotto un sole cocente. È impossibile stare li. Torno dopo 15 minuti al fresco in Lounge ed insieme a Massimino andiamo sul centrale per seguire qualche scambio di Veic-Troicki. Il croato butta via il set da 6-3 al tie-break e perde la testa nel secondo.

Fabio termina l’allenamento. Lo raggiungiamo nello spogliatoio dove c’è anche Berlocq. Massimino non può non chiedergli un cappello, che prontamente Charly gli dona. Entra anche uno stremato Ramos, critico sui carichi di lavoro fisico a cui sta sopperendo.
Alle 19:00 finalmente lasciamo il club per tornare in camera. Viene su anche Fabio con cui scherziamo e decidiamo l’abbigliamento per la serata.

Torniamo al club per la cena (lo so, qui è un continuo avanti e indietro). Fulvio (nella foto a sinistra) rimane in camera per fare la dieta. Noi mangiamo una pizzetta (di gomma), vediamo gli ultimi due doppi (in uno c’era in campo Bedene) e torniamo in Hotel quando è mezzanotte passata. Fabio rimane a far due parole con il suo manager Cazzaniga nella hall dell’hotel, io e Massimino torniamo in camera. C’è Fulvio ancora sveglio ad attenderci, con una fame da lupi. Alle 2 siamo ancora tutti svegli a parlare. Fulvio non riesce a dormire e mangia delle noccioline dal frigo bar. È il giusto mezzo che gli permette di placare la fame e farlo dormire. Ci diamo la buonanotte. Domani giocherà Fabio, alle 17:30 sul centrale contro De Bakker.

A domani.

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