Diario di Bordo dal Roland Garros (8)

di - 29 Maggio 2014

Sara Errani e Dinah Pfizenmaier
(Sara Errani e Dinah Pfizenmaier)

da Parigi, Alessandro Nizegorodcew (Foto Ray Giubilo)

La mattinata inizia con la realizzazione dell’intervista a Sergio Giorgi e pubblicata poco prima dell’inizio del match con la Kuznetsova. Croissant volante, succo di frutta e di corsa a Cardinal Lemoine per prendere la metro. Sono le 10.40 e Marco Mazzoni mi sta tenendo, non senza difficoltà, il posto nelle minuscola tribunetta stampa/giocatori del campo 2. «Ci sono già otto russi – mi scrive Marco per sms – sbrigati!». Uscito dalla metro, a passo veloce, raggiungo l’agognata tribuna sul 2-1 Kuzentsova e servizio.

Camila GiorgiIl match, nel primo set, è di livello molto alto. La Kuznetsova gioca carico di diritto, senza accelerare quasi mai (quando lo fa perde regolarmente il punto), e si difende rimandando di là qualsiasi cosa. Camila serve discretamente bene e comanda lo scambio con una marea di vincenti, tirati più con il diritto che con il rovescio («Si, oggi con il rovescio ho sbagliato qualcosa di troppo – ha raccontato poi in conferenza stampa – mentre con il diritto le cose andavano meglio»). La Giorgi rimonta due volte da situazioni di estrema difficoltà, con parenti/amici/tifosi russi accanto a noi molto nervosi.

Nella foto qui sotto si possono notare alcuni personaggi conosciuti e altri meno conosciuti ma decisamente poco amichevoli. Come le due russe davanti a me, Veneri e Mazzoni (sopra la T di Peugeot)…

Camila Giorgi

Si arriva al tiebreak, giusta conclusione di un parziale bello e di livello altissimo. Camila sale 4-2 ma sbaglia un diritto non difficile (errore più grave del match probabilmente). Sul 4-3 e servizio Giorgi arriva però un grave errore del giudice di linea, che chiama «out» un colpo profondissimo di Camila, subito corretto dal giudice di sedia. Svetlana aveva mandato in corridoio il proprio colpo ma, come giusto a termini di regolamento, il punto si rigioca. Sarebbe stato 5-3. Nel punto successivo l’azzurra interpreta e legge male una palla in back e affossa un diritto, salvo poi eseguire un perfetto schema con attacco e volée vincente di diritto. Dal 5-4 per la Giorgi, però, Kuznetsova gioca benissimo, servendo bene e mettendo a segno una smorzata vincente sul 5-5 che ammazza il tiebreak e, probabilmente, il match. «E’ stato un errore grave, non mi ha condizionato mentalmente nel secondo set ma è stato sicuramente un errore molto grave quello del giudice di linea» – ha sottolineato Camila a fine match.

Nel secondo set arriva un black out di tre giochi, con tantissimi errori gratuiti. Da quel momento il match è nuovamente in equilibrio e Camila si procura, sul 5-3 30-40, una palla break per tornare nel set. Ma la Kuznetsova serve bene e chiude grazie a un errore di «Cami». Un bel match nel complesso dell’azzurra, che secondo papà Sergio, però, avrebbe dovuto tenere una posizione più avanzata in risposta sulla seconda avversaria. Da migliorare alcune situazioni come le palle basse, da spingere, in avanzamento (che si fermano sempre in rete) e il numero di discese a rete, aumentato molto rispetto al passato ma ancora non sufficiente. Dovrebbe però seguire direttamente il colpo e non venire avanti in contro tempo, così da poter giocare volée non così difficili. Il lavoro da fare è tanto, ma la crescita di Camila è esponenziale. Chi vede il suo gioco sempre uguale forse dovrebbe rivedere il proprio concetto di «capire di tennis».

Andreas SeppiSul Lenglen intanto Simone Bolelli ha racimolato 7 giochi contro David Ferrer. Una sconfitta prevedibile del «Bole» contro uno degli avversari più ostici che si possano affrontare al Roland Garros. Il prossimo avversario dello spagnolo sarà Andreas Seppi, che ha vinto un altro bel match in tre set contro Juan Monaco. Un ottimo, veramente ottimo Seppi.

Nel frattempo assisto a qualche scambio di Thiem-Nadal sul centrale. Il giovane austriaco, che ho scelto senza alcun dubbio nel gioco «C’avevo visto lungo – 2014» inventato dall’ottimo Matteo «Grigo» Grigatti, non riesce però a far match pari se non all’inizio del terzo set. Le sue accelerazioni partono da troppo lontano e far punto a Nadal dopo 8-10 colpi è quasi matematicamente impossibile, a meno che il tuo nome non sia Novak Djokovic. Confermo, dal vivo, il grande talento di Thiem, ma c’è qualcosa (e non poco) da migliorare.

Un paio di set del derby tra Steve Johnson e Jack Sock. Arrivo sul campo 7, seguito a ruota da Enrico Milani e Marco Mazzoni (con i quali si discute ancora di Camila Giorgi), e mi siedo davanti a un gruppo di statunitensi tra cui Madison Keys. Il diritto di Sock, giocato a sventaglio, è impressionante anche se nei momenti importanti tende a irrigidirsi e a camminare meno. Johnson, un po’ sfortunato con ben 4 nastri sfavorevoli in istanti topici del match, va sotto di un set. Sul finire del secondo un punto innervosisce l’incontro, quando Johnson tira uno smash da pochi metri addosso a Sock. Jack Sock, come prevedibile, vince comunque in tre set e avanza in una delle sezioni di tabelloni più sorprendenti della storia del Roland Garros.

Fabio FogniniUn Twix per recuperare zuccheri e via sul campo 3, dove è stata inserita in programma la sfida tra Fognini e Bellucci. Sul campo 2, infatti, dove era previsto il match, Verdasco e Cuevas giocheranno probabilmente per 6-7 ore… Sul campo sono presenti Barazzutti e Palmieri, oltre ai colleghi Matteo Veneri, Davide Zirone, Alberto Giorni e Marco Mazzoni. «Fogna» appare sostanzialmente in controllo e i primi due set filano via piuttosto agevolmente. Fabio fa punto quando difende e anche quando mette i piedi dentro al campo. Un buon Fognini, d’autorità al terzo turno. Adesso contro Monfils, riedizione del match eroico che fu

La giornata volge al termine. A domani…

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