Monteroni: avanti Grymalska e Burnett

di - 2 Agosto 2011

di Renato Lugarini

L’atmosfera sospesa della campagna senese quasi stona con il denso order of play odierno. Sono ben dodici, infatti, gli incontri di primo turno programmati sui campi del Tc Match Ball: una vera e propria “grande abbuffata” tennistica. I match si susseguono a ritmo incalzante, ma per i colori azzurri la tendenza si mantiene in linea con ieri. In attesa delle punte Floris e Knapp, le italiane che passano il turno provengono solo dai numerosi derby. In apertura di giornata è subito saltata la testa di serie n. 6, Giulia Gatto-Monticone, superata in due set (75 62) da Anne Schaefer. La tedesca, dal gioco atletico e regolare (ma diciamocelo, non certo irresistibile), è reduce dalla vittoria del torneo di Gardone Val Trompia e ha confermato la sua peculiare qualità di far sembrare scarsa qualsiasi azzurra incroci il suo cammino. Forse proprio per questo ha scelto l’Italia per giocare e allenarsi e d’altronde.. come darle torto?

Sul campo attiguo, intanto, Gioia Barbieri è riuscita a piegare la resistenza di Alice Balducci con l’identico punteggio. La parte più divertente del match, tuttavia, è stata quella che si è svolta tra un punto e l’altro, grazie ai fantasiosi soliloqui delle due protagoniste. Avrei voluto riportarne qualcuno, ma la censura incalza e quindi è meglio passare oltre. Accede al secondo turno anche la bella qualificata Jelena Simic, brava a sfondare il muro di Federica Quercia, apparsa meno regolare e consistente del solito. Poco da dire in merito alla sfida tra la promettente Cristina Dinu e la spagnola, dai tratti boteriani, Sandra Soler-Sola, risoltasi col punteggio di 64 62 a favore della rumena.

Nessun problema neanche per l’italo-ucraina Anastassia Grymalska che, pur non sfoderando il suo miglior tennis, ha avuto la meglio per 61 64 su Alessia Bertoia. Mi aspettavo qualcosa in più, invece, dalla partita successiva. Nella riproposizione del confronto tra Davide e Golia sono scese in campo Francesca Palmigiano, talentuoso scricciolo prestato al nostro tennis, e la qualificata Nicole Rottman, un tipico panzer austriaco. Purtroppo però Francesca è apparsa troppo nervosa, facilitando notevolmente il compito della Rottman, giocatrice potente ma piuttosto fallosa. Peccato perchè nel secondo set, mentre stava rimontando, l’italiana ha dimostrato che poteva esserci partita, prima di mollare mentalmente a causa dell’ennesima palla contestata.

Neanche il tempo di un caffè e sul centrale ha inizio una delle partite più attese della giornata. La giocatrice del momento, Nastassja Burnett, affronta una delle beniamine del pubblico senese, la finalista del 2009 Claudia Giovine. Dalle prime fasi del match la terra, superficie su cui dovrebbero giocare, è solo un lontano ricordo per le due tenniste azzurre. Lo spettacolo non manca, soprattutto grazie al ritmo degli scambi, nettamente superiore alla media degli incontri in corso; scambi arricchiti, inoltre, da numerosi colpi vincenti. Di certo a nessuna delle contendenti passa per la testa l’idea di una variazione, di una palla corta o di un back e in questo aspetto risiede, a mio avviso, la sconfitta in due set dell’irriducibile brindisina. Claudia, sostenuta dalla maggior parte dei presenti, è apparsa agonisticamente molto carica, ma nel gioco delle pallate è uscita perdente di fronte a una Burnett troppo in fiducia e complessivamente più solida. “Non ho giocato benissimo – ha dichiarato Nasty al termine della partita – ma proprio per questo questo il passaggio di turno è importante e promettente per la prosecuzione del torneo. Ho un po’ accusato il cambiamento dalle condizioni ambientali della Repubblica Ceca, molto rigide, a quelle italiane. Anche i campi qui sono molto più veloci. Il servizio è stata la chiave per risolvere il match”.

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22 commenti

  1. Renato Lugarini

    Ho potuto vedere pochi giochi, a causa della concomitanza di tre incontri e anche dello scarso appeal (tennistico) del confronto con la Soler-Sola. Nel momento in cui la differenza in campo mi è sembrata evidente mi sono spostato per seguire le italiane. Spero di poterla rivedere più avanti e in test più probanti, ma concordo.. è una ragazza molto interessante.

  2. Roberto Commentucci

    La Dinu è decisamente interessante. Grande mobiità, grinta assurda, buon servizio e un ottimo diritto, carico e penetrante.

  3. bogar67

    Renato Lugarini scrive

    Di certo a nessuna delle contendenti passa per la testa l’idea di una variazione, di una palla corta o di un back!!

    Volevo sapere per l’ennesima volta 🙂 se questa è una delle differenze tra essere oltre la duecentesima posizione del ranking wta ed essere una top 100!!

  4. Bogar,
    ma è mai possibile che tu vada cercando “certezze”? Ti rendi conto che se qualcuno avesse certezze primo non starebbe qui a scivere su un blog, secondo avrebbe fondato un’accademia e starebbe ad allenare qualche numero uno? Che senso avrebbe il blog se ci fosse una certezza, una strada maestra per costruire un campione? A volte a leggere certi post non so se mi viene da ridere o da piangere.
    Fa un esperimento, paragona il percorso che finora hai fatto fare a tua figlia con quello fatte da cento altre figlie; ce ne uno che si somiglia? Arriveranno tutte allo stesso livello? Quante certezze ti sei costruito finora che andrebbero bene se fossero replicate con altre 100 ragazzine?. Ed alla fine quale sarebbe l’imponderabile quid che fa la differenza? Sei tu Bogar in grado di saperlo? Se sai la ricetta magica, Bogar diccela tu, perchè noi non l’abbiamo ancora capita. Noi cerchiamo, a volte con risultato ed a volte con fallimento, soltanto di tirar fuori il meglio dagli atleti che abbiamo perchè gli atleti, con le loro qualità ed i loro difetti, è l’unica certezza che abbiamo.

  5. pulsatilla

    Bogar oscilla paurosamente fra due situazioni emotive: la speranza di avere una campionessa casalinga che sta già vincendo a man bassa e la paura che campionessa non diventerà mai per mille motivi tutti diversi.
    Naturalmente i viaggi della speranza, come quelli da Bertino per intenderci, sono dissimulati come tentativo di vedere nuove località turistiche e mangiare piatti tipici.

  6. bogar67

    va beh ha ragione pulsatilla, 🙂
    però da un lato leggo di power tennis, di tirare fortissimo e poi leggo che invece si esalta chi sa fare le variazioni.
    La verità è che la Giovine, figlia di maestra, cresciuta presumo a pane e palline, avendo pure fatto parte in passato del centro tecnico federale, ha mi pare più di 21 anni e ha avuto fin qui un best ranking wta nr. 257, ndo cazzo hanno sbagliato i suoi genitori? i suoi maestri? la Fit?
    Volevo solo sapere questo!!

  7. monet

    a mio avviso la Giovine ha un macigno grosso come una casa sulla sua testa e ci sta lottando da tempo,si chiama: Pennetta,sua cugina prima.quando si ha un parente simile in famiglia è dura confrontarsici,a volte può essere uno sprone a volte un ostacolo

  8. nunziovobis il fondamentalista

    Ma scusate, intervengo a favore di Bogart, lui come me non chiede certezze matematiche, solo sapere se qualcuno dalla propria esperienza sa se un giocatore ha una maggiore probabilita di successo se basa il suo gioco alla mad max ossia tirare tutto cio che gli capita a tiro (cosa di cui io son convinto sostenitore gia dalla battuta) oppure variando il suo gioco con smorzate, back e cose varie. Sicuramente un discorso generale non si puo fare perche dipende dal giocatore, ma è chiaro che si va verso le bordate invece che verso le smorzate, basta vedere ultima finale di Wimbledon
    Per Pulsatilla: Bogart non fa viaggi della speranza, ci crede in quella scuola e quindi ci va e ci ritornerà, di vincere wimbledon non se ne frega niente, magari a quello ci tengo piu io, solo che vuole offrire il meglio a sua figlia, lui almeno ci prova e merita grande rispetto.

  9. Renato Lugarini

    A giudicare anche dalle top-players non è assolutamente un limite per raggiungere le top 100. Al contempo può essere un limite enorme se incontri giocatrici che a pallate sono più forte di te e non sei in grado o non vuoi proporre alcuna variazione al tuo gioco per metterle in difficoltà. In quel caso sei condannata a perdere da tutte quelle che sono più consistenti o tirano più forte di te.

  10. pulsatilla

    Nunzio,
    sono viaggi della speranza. Come faceva a crederci se non c’era mai stato?
    Vogliamo scommettere che non ci tornerà più? Scommetto quello che vuoi, non perchè Bertino non sia meritevole, ma perchè il genitore speranzoso è sempre alla ricerca di qualcosa di meglio. Il prossimo anno sarà Spagna o Belgio, scommettiamo?

    P.S.per quanto riguarda il rispetto, non mi sembra di aver mancato di rispetto a Bogar. Ho solo detto che rientra a pieno titolo nella figura del genitore illuso, come me e te d’altronde.

  11. bogar67

    Grazie Renato

    off topic per Pulsatilla
    non mi sono offeso però ti sbagli sul non tornarci più, ti sei fatto un’idea errata, mi spiego meglio, io sono convinto che bisogna avere una guida ed un progetto che duri nel tempo e che non si fermi ad uno o due anni, un programma specie su bimbi così’ piccoli deve essere duraturo con una figura carismatica, esperta e competente nello stesso tempo magari affiancato da uno o una giovane maestra, non si può cambiare circolo o maestro ogni anno, l’allievo sarebbe spaesato e allo stesso tempo non si può fare stage sempre in circoli o accadameie diversi ogni anno. Io ho individuato nel maestro Bertino un supporto al già ottimo lavoro svolto dal mio maestro ed intendo avvalermene per altri due/tre anni poi valuterò altre strade percorribili sia interne che a supporto perchè mi sono fatto l’idea che in ambo i casi sono davanti a due eccellenti formatori mentre dopo, quando dal formare devi passare ad allenare ci vuole altro.

  12. No, vabbe’,pulsatilla, ma gli stages qua e la’ li puoi fare, ti rendi contodi ersona, fai i confronti con i diversi sistemi, l’importante e’ mantenere un certo scetticismo critico soprattutto riguardo a se stessi e soprattutto fare i conti col proprio budget … semmai di bogar fa sorridere, e commuove, la sua ansia di convincerci e di essere convinto e comunque la preoccupazione di non apparire troppo coinvolto per una sorte di pudore e scrupolo morale dietro i quali per esempio nuntio, e il suo nume tutelare mad max, magari non hanno avuto ne’ la voglia ne’ l’ipocrisia di nascondersi, magari con risultati a volte grossolani ma comunque una scelta almeno secondo certi punti di vista da rispettare …
    Intendiamoci, io mi sento piu’ vicino, purtroppo, ai tormenti interiori di bogar ma e’ il suo modo di confrontarsi con noi che eventualmente contesto, quel tirare il sasso e nascondere la mano…analogia questa magari non perfettamente pertinente ma che un po’ descrive il suo Io vorrei non vorrei ma se vuoi…

  13. E la Grimalska e la Madre della Burnett leggendo sul blog unarticolo che, gli e’ stato segnalato, parla di loro a questo punto si chiederanno…MA CHI C@€$# SONO BOGAR!MAX E NUNTIOVOBIS???????

  14. bogar67

    @Renato Lugarini post 12
    io sono cmq per l’idea cui bisogna far tutto e bene 🙂 avere un bagaglio completo, devi saper giocare sul veloce tirando forte ma anche sulla terra rossa variando il gioco. Più sei completo e capace di adattarti alle superifici che incontri nei tornei e più puoi ambire a diventare una top players.

  15. bogar67

    Stefano grazia scrive:
    ma gli stages qua e la’ li puoi fare, ti rendi contodi persona, fai i confronti con i diversi sistemi.

    ancora off topic
    Scusa ma allora a che è servito questo blog, se ridevo andare in giro a confrontare sistemi? io mi sono fatto un’idea ed è esposta al post 14, per altri due tre anni non vado da nessuna parte, al massimo aggiungo Papi!!

  16. ivano

    Bogar
    Vediamo se ti tranquillizzo spiegandoti la progressione didattica………..
    Minitennis-perfezionamento-specializzazione-ricerca massima prestazione-massima prestazione-mantenimento
    Allora tua figlia sta sicuramente in una fase intermedia tra minitennis e perfezionamento……..quindi solo divertimento e sviluppo delle capacita’ cordinative……..poi appena si comincia il perfezionamento, lo dice poi la parola stessa l’obiettivo è quello di insegnare all’allievo tutto……….per tutto si intende veramente tutto e in tutti i settori del campo sia tecnicamente che tatticamente che strategicamente…….perchè esiste anche una netta differenza tra tattica e strategia………
    Non appena finisce questa fase didattica(che è come ben si puo’ capire fondamentale e dove a mio avviso si vede la grossa differenza tra un maestro bravo e uno meno)inizia la fase di specializzazione dove andremo a lavorare fisicamente sulle capacita’ condizionali e non piu’ come prima sulle capacita’ cordinative mentre in campo si deve andare a ricercare quelle che sono le migliori caratteristiche del proprio allievo ad elevarle al 1000 per mille……………Cominciamo in poche parole a dare un impronta netta di gioco al nostro allievo…………..sulla base delle sue migliori caratteristiche…………….
    Dopodiche’ proseguiamo nella ricerca della massima prestazione……………

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