US Open 2026, Fritz: “La cosa peggiore che può succedere ad Alcaraz? Perdere”

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Taylor Frtiz - Foto FITP

Taylor Fritz si presento allo US Open 2026 non nella miglior forma della carriera, ma con tutte le carte in regola per fare strada in uno spicchio di tabellone più che giocabile. Lo statunitense, finalista nel 2024 a Flushing Meadows, aprirà il suo torneo nel derby con il classe 2007 Darwin Blanch e ha sulla sua strada Flavio Cobolli (ottavi) e Auger-Aliassime (quarti). Le possibilità per fare bene ci sono, con il ruolo di favorito che ruota tutto attorno alle condizioni di Carlos Alcaraz, al rientro dopo oltre quattro mesi di inattività.

Alcaraz torna su cinque set

“Cos’altro dovrebbe fare? Se si sente abbastanza bene fisicamente da giocare, perché non dovrebbe farlo? Questa è la mia opinione. Non è necessariamente facile, ma se riesci a superare i primi due turni cominci a sentirti piuttosto bene. Inizi a ritrovare il ritmo partita e acquisti fiducia. A quel punto non c’è motivo per cui non possa trovare la forma e giocare davvero bene. Qual è la cosa peggiore che può accadere? Perdere. A mio parere, non disputare il torneo equivale sostanzialmente a perdere”, spiega Fritz in conferenza stampa, dando valore alla scelta di Alcaraz di tornare direttamente in uno Slam, senza tornei di preparazione prima, considerando sempre che lo spagnolo difende il titolo del 2025.

La finale del 2024 con Sinner

Finalista nel 2024, Fritz ha ricordato la sconfitta in tre set contro uno Jannik Sinner quasi impossibile da battere su cemento: “Non è stato proprio tutto come avevo immaginato, perché pensavo che avrei vinto. Quel giorno quando hanno annunciato il mio nome e sono entrato in campo è stato uno dei ricordi più belli che ho. È stata una sensazione davvero speciale entrare sull’Arthur Ashe per giocarmi il titolo degli US Open”, ricorda il californiano, che non aveva patito la pressione della prima finale Slam in carriera: “Non credo di essere stato molto più nervoso di quanto mi aspettassi. Ovviamente avvertivo un po’ di tensione, ma quando arrivi così avanti nel torneo hai già giocato talmente tante partite e raggiunto un livello di fiducia tale da sapere che non c’è motivo di essere così nervosi”.

Servizio determinante

A Flushing Meadows la battuta sarà determinante e Fritz è – per efficienza – il servitore migliore del circuito. Oltre a essere un grande ribattitore, il servizio dello statunitense fa spesso la differenza: “Non credo che la velocità conti poi così tanto. Penso che, in particolare, la velocità media sia una delle statistiche peggiori, perché la mia sarebbe molto più alta se servissi sempre piatto al centro da destra. Quando servo esterno, lo faccio intenzionalmente molto più lentamente e probabilmente uso più spesso proprio quel servizio, quindi è ovvio che la mia velocità media risulti inferiore”, spiega Fritz, che sostiene che la precisione sia più importante della velocità in battuta: “Credo che la precisione sia probabilmente il parametro più importante, purché la velocità del servizio non sia troppo bassa. La precisione è probabilmente l’aspetto più importante al servizio”.

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