18 titoli Slam in singolare, di cui 3 conquistati sull’erba di Wimbledon, membro dell’International Hall of Fame, numero 1 del mondo a più riprese. Il parere di Christine Evert – per tutti semplicemente Chris – non è certo di poco conto. L’ex tennista statunitense, oggi 71enne, ha rilasciato un’intervista a Il Corriere della Sera in cui ha parlato dell’imminente Wimbledon 2026 e di Jannik Sinner. Sul numero 1 al mondo, Evert non ha dubbi: “Il peggior nemico di Sinner è Sinner stesso, non ha buchi nel suo gioco e fino al Roland Garros è stato inavvicinabile intimidendo tutti i suoi avversari”. L’ex giocatrice ha fatto un pronostico netto: “La preoccupazione di tutti gli altri, quando affrontano Jannik, è quella di giocare meglio del loro meglio. Secondo me, se Sinner gioca come sa fare, il titolo non può sfuggirgli“.
Boicottaggio e WTA
Nel corso dell’intervista l’ex regina del tennis ha parlato anche della situazione attuale del tennis, spaziando dalla questione boicottaggio e montepremi allo stato di salute del tennis femminile. Per quanto riguarda la minaccia di boicottaggio Evert non si è nascosta: “Sto dalla parte dei giocatori e mi piace che siano coinvolti anche i tennisti di ranking più basso perché per loro la vita è dura”. Su questo aspetto, la 3 volte campionessa di Wimbledon ha sottolineato: “Il problema è che gli Slam sono entità un po’ a sé stanti e decidono autonomamente con chi vogliono o non vogliono parlare, ma i Top Players hanno il coltello dalla parte del manico perché senza di loro non esistono i tornei”.
Per quanto riguarda il movimento femminile, invece, Evert ha dato il suo punto di vista così: “Non c’è più una rivalità come tra me e Martina Navratilova? Oggi gli stili delle migliori giocatrici si assomigliano, mentre noi eravamo come il giorno e la notte. Inoltre, la nostra longevità ha contribuito a romanzare la sfida”. Evert ha fatto anche qualche considerazione sul difficile momento per Jasmine Paolini. Sul conto dell’azzurra ha detto: “La sua statura la obbliga a lavorare più delle altre: per coprire la stessa distanza Sabalenka impiega un passo e lei tre. Due anni fa sembrava volare sul campo, mentre oggi mi sembra un po’ in burnout, giocare con tutto quel top spin è logorante“.