Roland Garros 2026, Kostyuk: “Non penso a vincere, ma a rappresentare il mio Paese”

Francesco Petrucci
3 Min Read
Marta Kostyuk - Foto Victor Joly/DPPI / IPA Sport 2 / IPA

È una bella sensazione. Sono felice di essere in semifinale e entusiasta per la prossima partita. Nel terzo set sono riuscita a eseguire il mio gioco al meglio”. Queste le sensazioni di Marta Kostyuk in conferenza stampa al termine del successo in tre set su Elina Svitolina nei quarti di finale del Roland Garros 2026.

Divisa a metà tra il campo da gioco e il conflitto che sta riguardando il suo paese, la numero 15 del mondo non ha dubbi su quali siano le sue priorità, ricordando comunque che negli ultimi mesi a livello sportivo tutti gli ucraini abbiano reso onore alla propria nazione: “Non penso a vincere, ma a rappresentare il mio paese. Abbiamo avuto alle Olimpiadi la più grande rappresentanza ucraina dall’inizio dell’indipendenza e ottenuto qualche medaglia”. E ancora: “Abbiamo grandi atleti nel salto in alto e, ovviamente, nel tennis. Tutti stanno provando a dare il massimo. La maggior parte degli atleti ucraini stanno tornando ad allenarsi in Ucraina, sono orgogliosa di loro”.

E sulla sua prossima avversaria, Mirra Andreeva, tennista russa, non ha molto da dire, se non che si comporterà come al suo solito: “Se non riuscissi a separare i due aspetti, non credo avrei battuto entrambe le volte Andreeva quest’anno. Sono qui per giocare a tennis e fare il mio lavoro, giovedì farò lo stesso”.

L’IMPORTANZA DEL GIUSTO COACH

Sandra Zaniewska è da molto tempo l’allenatrice della tennista classe 2002 e quest’ultima non potrebbe essere più felice di avere una persona del genere accanto, con cui ha avuto la possibilità di maturare come persona: “Ha avuto un grande impatto su di me. Dà l’anima per ciò che fa e sono contenta di lavorarci insieme da molto. Siamo cresciute come persone, non sarei qui senza di lei”. Nel primo periodo di collaborazione, l’ucraina è rimasta sorpresa di come Zaniewska riuscisse a comprenderla facilmente, al contrario di altre figure: “Nella settimana di prova con lei ho pianto spesso e mi ha stupito la sua calma nel confrontarsi con me, a differenza di altri allenatori. Mi sono sentita bene sin da subito e capito che fosse la persona giusta”.

Share This Article