Caso Vondrousova, l’ITIA rivela nuovi dettagli: “Solo circostanze eccezionali giustificano un rifiuto”

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Marketa Vondrousova - Foto SPCC : Psnewz : Psnewz : SIPA

Continuano a emergere nuovi dettagli sulla vicenda che ha portato alla sospensione di quattro anni di Marketa Vondrousova. L’ex numero 6 del mondo e campionessa di Wimbledon 2023 è stata sanzionata dopo aver rifiutato un controllo antidoping, una violazione che il regolamento equipara a una positività.

Dopo il lungo messaggio pubblicato dalla tennista ceca, nella quale ha ribadito di non essere mai risultata positiva a un test e di aver ricevuto un controllo negativo pochi giorni dopo l’episodio contestato, l’ITIA ha fornito ulteriori chiarimenti sul caso.

IL TEST RIFIUTATO

Secondo quanto spiegato dall’agenzia, una sola funzionaria antidoping si sarebbe presentata presso l’abitazione della giocatrice intorno alle 20. Vondrousova avrebbe poi lasciato la casa per portare a passeggio il cane, comunicando chiaramente la volontà di non sottoporsi al controllo e firmando il modulo ufficiale di rifiuto. L’ITIA sostiene inoltre che alla giocatrice fossero state spiegate in modo chiaro le possibili conseguenze della sua decisione.

Tra gli elementi emersi c’è anche la documentazione medica presentata dalla difesa della ceca. Vondrousova avrebbe infatti prodotto perizie che attestavano una reazione acuta allo stress e un disturbo d’ansia generalizzato, sostenendo che il proprio stato psicologico le avesse impedito di reagire lucidamente. Il tribunale, tuttavia, non ha ritenuto tali elementi una giustificazione sufficiente per il rifiuto del controllo.

LA DIRETTRICE DEL DIPARTIMENTO ANTIDOPING

A chiarire ulteriormente la posizione dell’ITIA è stata Nicole Sapstead, direttrice del dipartimento antidoping, che ha spiegato come la soglia per giustificare un rifiuto sia estremamente elevata. Secondo l’agenzia, solo circostanze davvero eccezionali – come il funerale di un familiare stretto o un parto imminente – possono essere considerate motivazioni valide.

L’ITIA ha inoltre ricordato che i giocatori possono essere sottoposti a controlli antidoping in qualsiasi momento della giornata e non esclusivamente durante la finestra oraria indicata nei sistemi di localizzazione. La possibilità di effettuare controlli a sorpresa al di fuori di tali fasce è infatti prevista dal Codice Mondiale Antidoping per preservare l’efficacia del sistema.

Nel frattempo, il team legale della tennista è in attesa delle motivazioni scritte della sentenza prima di decidere se presentare appello al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS).

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