Marco Panichi: “Sinner e Djokovic? Due ragazzi normalissimi, ossessionati dal tennis”

Matteo Cubadda
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Jannik Sinner e Novak Djokovic - Foto Corinne Dubreuil/ABACAPRESS.COM

Il tennis moderno si gioca anche fuori dal campo, tra allenamenti, spostamenti e una preparazione fisica sempre più meticolosa. Ai microfoni di MaddalenaTV ha parlato Marco Panichi, ex preparatore atletico di Jannik Sinner e Novak Djokovic, raccontando l’evoluzione di un ruolo ormai imprescindibile nel circuito professionistico.

Sul ruolo del preparatore atletico

Un lavoro che negli anni è cambiato profondamente, seguendo l’evoluzione del tennis e di un calendario sempre più fitto. Panichi ha spiegato come oggi sia fondamentale accompagnare il giocatore durante tutto l’anno, adattando la preparazione alle sue caratteristiche: “È una figura ormai imprescindibile nei team professionistici, non solo nel tennis ma anche in numerose altre discipline, come il calcio e il golf”. Un’evoluzione evidente soprattutto nel modo di lavorare, con il preparatore atletico: “Il preparatore atletico è diventato sempre più itinerante perché il calendario dei tornei è continuo: 30-40 anni fa, quando ho cominciato, dopo ogni torneo si tornava al club di appartenenza, mentre oggi c’è la necessità di continuare ad allenarsi on the road. Dobbiamo quindi fare un po’ il vestito su misura per ogni atleta, perché molto dipende dalle caratteristiche fisiche di ciascuno e il lavoro cambia di conseguenza”.

Su Sinner e Djokovic

Due esperienze di altissimo livello che hanno permesso a Panichi di conoscere da vicino due generazioni diverse di campioni. L’ex preparatore si è soffermato in particolare sulla mentalità che accomuna Sinner e Djokovic e sul loro rapporto totalizzante con il tennis:“È stata sicuramente un’università continua. Sono giocatori che hanno come minimo comune denominatore il fatto di vivere per questo sport, di essere, come dico io, dolcemente ossessionati dal tennis. Vivono la loro vita in funzione di questo obiettivo: sono ragazzi normalissimi, ma guardano ogni aspetto della loro quotidianità in prospettiva di ciò che può aiutarli sul campo da tennis”.

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