Stesso lutto, regole diverse: la WTA ferma Quevedo, l’ATP concede il nastro a Jodar

Luca Innocenti
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Rafael Jodar - Foto FITP

Kaitlin Quevedo e Rafa Jodar volevano indossare il lutto per le vittime del disastro ferroviario che ha causato 69 vittime sulla linea Madrid-Siviglia. Le richieste dei due tennisti spagnoli, però, hanno avuto esiti opposti. Se Jodar ha potuto esporre il simbolo di vicinanza ai propri connazionali durante la partita di secondo turno dell’ATP 500 di Basilea 2026 contro Valentin Vacherot, Quevedo non ha potuto fare altrettanto durante i quarti del WTA 250 di Guangzhou. La tennista spagnola, infatti, è stata stoppata nei suoi intenti dal regolamento WTA.

La norma

La norma, in vigore dal 1° ottobre 2024, è contenuta nell’Appendice G del regolamento WTA e stabilisce che, “al fine di garantire durante i tornei un ambiente neutrale e rispettoso per tutti i partecipanti, non è consentita l’esposizione sulle giocatrici, sul loro abbigliamento o sulla loro attrezzatura di simboli o slogan associati, o che intendano associarsi, a organizzazioni benefiche, cause, movimenti o partiti politici“. Il divieto comprende qualsiasi elemento “scritto, applicato, fissato, ricamato o mostrato in altra forma” prima, durante o dopo una partita, salvo che appartenga a un’iniziativa ufficialmente sostenuta dalla WTA, come i nastri della campagna Tennis Plays for Peace.

La disposizione riguarda le apparizioni in campo e nelle aree circostanti, comprese la zona di riscaldamento e il tunnel di accesso, oltre a conferenze stampa, interviste, cerimonie e contenuti realizzati dalla WTA. Le giocatrici possono invece continuare a manifestare il proprio sostegno in altri contesti, per esempio sui propri canali social. Violare tale norma comporta sanzioni che svariano dalla multa, fino al default dal torneo. 

La differenza

La differenza tra i due casi nasce dai rispettivi regolamenti. Il codice ATP disciplina l’abbigliamento e le identificazioni visibili, concentrandosi soprattutto su loghi commerciali, sponsorizzazioni, produttori e richiami ad altri eventi tennistici, ma non contiene un divieto generale equivalente a quello introdotto dalla WTA per i simboli associati a cause o movimenti. Un semplice nastro nero, privo di scritte e riferimenti commerciali, può quindi essere considerato compatibile con l’abbigliamento da tennis comunemente accettato, ferma restando la facoltà dell’ATP e del supervisor di vietare elementi giudicati inappropriati. È presumibilmente questo margine regolamentare ad aver consentito a Rafa Jodar di manifestare il proprio lutto a Basilea, possibilità che la formulazione più rigida della norma WTA ha invece precluso a Kaitlin Quevedo.
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