Dalle Stalle alle (5) Stelle

Corinna Dentoni alle Hawai 

Con Corinna in giro per il mondo..

di Mauro Simoncini
www.zeroquindici.com

Viaggi e peripezie di Corinna Dentoni: tre settimane in America (una alle Hawaii) e da altre due trasferte, in Georgia e in Cina. 8 settimane di tornei, 9 comprese i viaggi transoceanici: una lunga chiacchierata con la giovane speranza azzurra

Un balzo di circa 500 posizioni in classifica in un anno non è così diffuso nel tennis professionistico.

E’ riuscita in questa non facile impresa Corinna Dentoni, toscana classe 1989, che ha raggiunto a fine febbraio il suo best ranking al 197° Wta, nelle top 200. Un traguardo prestigioso si, ma non un punto d’arrivo.

Corinna è la migliore azzurra in rapporto alla sua giovanissima età: davanti a lei in classifica, oltre allo storico gruppo della Fed Cup ci sono Karin Knapp (’86) e Sara Errani (’87). Sin dai tornei giovanili tutti gli occhi dei tecnici nazionali avevano sottolineato le sue grandi doti, ma è nell’ultimo anno, da quando si è trasferita a Milano al T.C. Milano “A. Bonacossa” (sotto la guida di Laura Golarsa e del suo staff tecnico) che Corinna ha spiccato il volo. 

Verso dove? Di sicuro verso il tennis che conta, che è ormai lì ad un passo ad aspettarla. Ma per arrivare sulla vetta, la scalata è lunga e faticosa, e passa attraverso mille esperienze, viaggi e tornei negli angoli più sperduti del mondo.

Abbiamo incontrato Corinna e Stefano Parini (l’uomo dello staff tecnico che l’ha seguita) al ritorno dalle Hawaii, e da un Hilton Resort a Waikoloa (Big Island). Un paradiso terrestre, per dirla in breve, dove si disputava un torneo Itf da 50.000$; prima di questo due 25.000& negli Stati Uniti (Florida e Arizona). Oltre a questa prima tournèe del 2008, la Dentoni è stata negli ultimi mesi dell’anno scorso prima in Georgia e poi quasi un mese in Cina.

Ci siamo fatti raccontare com’è andata…

GEORGIA – Telavi, Batumi (torneo vinto e finale, entrambi 25.000$)

Seconda metà settembre 2007

– Ottimi risultati in una trasferta non proprio agevole, vero Corinna?

No, esatto. Giusto per farti capire: il giorno che siamo ripartiti ci hanno detto che un uomo era morto, facendo la roulette russa…

Corinna vuol subito spiegare che tipo di località è Telavi: “Il circolo era anche carino, ben curato, ho visto di peggio, anche in Italia per dire. Ma non ci siamo mai allontanati dal circolo e dall’hotel. Diciamo che non ci sembrava proprio sicuro, non era il caso”. Neanche molta compagnia visto che non c’erano altra italiane: “Unico italiano presente era il giudice arbitro; con il quale tra l’altro ho anche discusso durante la finale!

E poi il cibo: “Ciurcella, canna da zucchero, e Caciapuri, focaccia caldo con formaggio filante…”. Dalla faccia neanche tanto male.

– Il buon risultato nella seconda settimana georgiana è dovuto solo all’onda di entusiasmo?

Si, beh: grande euforia per la vittoria nel torneo! Però che trasferimento a Batumi! Un pullmino, 7-8 ore di viaggio e un autista molto molto ‘sportivo’ che si lanciava in sorpassi quasi contromano e non in un’autostrada ma su qualche sterrato. Abbastanza provante”.

Da quello che ci racconta, Batumi decisamente più gradevole come località: “Sul mar Nero eravamo alloggiati all’interno di un parco naturale, non lontani dal lungomare”.

E poi pizza, si. “Più che discreta, in un ristorante italiano; quasi a ogni pranzo, se non fosse che un bel giorno un intenso temporale ha allagato tutto il locale in due secondi: panico, tutti via di corsa, coi sacchi neri della spazzatura per ripararsi”.

CINA – Taipei, Taizou, Kunming (due secondi turni e una semifinale in un 50.000$)

Novembre 2007

– Hai conosciuto un mondo, quello cinese, affascinante e decisamente lontano dalle nostra mentalità.

Primo torneo a Taipei, che è una città stato indipendente dentro Taiwan; nonostante le aspettative negative, la location era accogliente, bello il Resort. Purtroppo c’era davvero tanto vento per giocare. A Taizou invece… mi viene ancora da sbarrare gli occhi a pensarci: in hotel i cinesi… sputavano in ascensore! Ci sono rimasta male, davvero.

Eravamo pure tanti in ascensore, e i cinesi di certo non profumano; e più di una volta avevano l’abitudine di sputare per terra all’interno dell’ascensore, a pochi centimetri dai tuoi piedi. Pazzesco!”

Tanta tanta sporcizia ci racconta Corinna. E tanto MacDonald, ancòra di salvezza. Ma non solo: “Nuddles, non proprio una prelibatezza: spaghetti confezionati, corti e belli tosti; con condimento pre confezionato a parte. Non aggiungiamo altro.”

Proprio in questa trasferta forse l’unico rimpianto a riguardo delle prestazioni in campo: “Si quando ho perso 75 al terzo contro la tailandese dal nome improponibile (Nudnida Luangnam, ndr), dovevo vincere!”

A proposito, le cinesi come giocano?

Tutte molto bene; aggressive, impatti piatti, poche rotazioni. Ma il livello generale loro secondo me è alto”. Il volo di ritorno da Pechino, che odissea. “Eravamo alle 17.50 ancora in camera e Stefano stava navigando per cercare online dei voli. Ne abbiamo trovato che sarebbe decollato alle 18.50. E allora corsa verso l’aeroporto, check–in già chiuso, non ci accettavano, quando un misterioso personaggio si è avvicinato promettendoci che ci avrebbe fatti salire. Così è stato (mah?!), quattro ore di volo, con partenza ritardata per tutti ovviamente solo a causa nostra; notte a Pechino, nell’hotel dell’aeroporto, una specie di ‘scantinato sotterraneo”.

USA – Tampa, Surprise e Waikoloa (due semifinali, una in un 50.000$ alle Hawaii, in mezzo un secondo turno)

Gennaio 2008

– Meno male che c’era Biasella che conosce il posto e vi portava in giro.

Primo torneo a Tampa, dove si trovava per il torneo maschile anche Adriano Biasella, italiano 400° Atp che negli States è di casa. Fortunatamente “perché con la sua macchina almeno si è potuto fare qualche giretto”; ottimo torneo nonostante la sconfitta in semifinale contro Anastasia Pivovarova, emergente classe 1990, vincitrice dell’edizione 2007 del trofeo Bonfiglio a Milano. “Ovviamente è migliorata: sbaglia meno e gioca con più criterio. Farà strada sicuramente, non so che fino a che punto però”.

– Ci dicevi di una curiosità sulla Pivovarova?

Ah si si: in una pausa della finale l’organizzatore ha accompagnato Anastasia in bagno, ma ha beccato la madre nascosta nel bagno a fianco che le suggeriva chissà che cosa!”

Il secondo torneo in Arizona… “nel nulla; deserto più totale. Complesso sportivo nuovissimo e molto bello, con circa 20 campi; purtroppo ho pescato e perso di nuovo con lei, stavolta al secondo turno. Ho giocato peggio, c’era anche un vento fastidioso”.

Questo torneo ha segnato invece il rientro ufficiale di Sesil Karatantcheva, coetanea di Corinna, che proprio nel secondo turno del Bonfiglio 2004 aveva perso dalla bulgara. Ex n°35 Wta nel novembre 2005 dopo i quarti raggiunti al Roland Garros, in Arizona è dovuta partire dalle qualificazioni. Tutto a causa della squalifica di due anni per doping dopo l’esito positivo al nandrolone di due test nell’estate 2005. “Si sposta anche per giocare solo di rovescio, ma non è poi così impressionante” – ci ha detto Corinna.

– Dal deserto è stato deciso all’ultimo di presentarsi al torneo da 50.000$ alle Hawaii per le quali.

Il volo arrivava alle 5 di mattina del venerdì e il sabato sarei dovuta scendere in campo”.

Ma, dopo lo scalo a Honolulu (“bellissima”) i problemi erano altri, dopo l’atterraggio a Waikoloa: “Non c’era nessuna prenotazione, avevano capito Zentoni o qualcosa del genere; di fatto non risultava la stanza all’Hilton Resort. Per di più Stefano era andato al circolo ma leggendo i nomi delle qualificazioni, non mi trovava e si era spaventato. Non c’era traccia di me! In realtà ero entrata in tabellone, come ultima (28a)! Così ho avuto anche due, tre giorni di riposo prima di scendere in campo”.

Non male, visto dov’eravate alloggiati. “Mamma mia, davvero. E ci hanno spostato per due giorni al Fermont, se possibile ancora meglio dell’Hilton”.

– Paesaggi da cartolina, location a 5 stelle che forse ti hanno stimolata?

Si, forse inconsciamente la voglia di restare alle Hawaii ha contribuito alle mie buone prestazioni. Ci sarei rimasta ancora più che volentieri ancora molto tempo”.

La pensa così anche un certo Marcos Baghdatis, avvistato da Corinna: si è precipitato lì il giorno dopo la sua sconfitta a Melbourne “per raggiungere la sua fidanzata Mandy Minella, iscritta al torneo”.

Altri patemi d’animo al momento della ripartenza da Kona (aeroporto di Big Island) verso Los Angeles. “Ci presentiamo, ancora una volta facendo le corse a pagare il volo: la carta di credito non funziona più, raggiunto il limite mensile, tensione! Discussioni, tentativi falliti… niente da fare! Telefonate costosissime in Italia, quando le banche ancora erano chiuse, per cercare di fare qualcosa; rischiavamo di perdere l’aereo e quindi anche la successiva coincidenza intercontinentale. Pensa, chiama, prova a spiegarti, niente! Poi miracolosamente al secondo tentativo, a distanza di un’ora, la carta è passata. E via, si torna a casa!

CONCLUSIONI

Dopo questi due mesi in giro per il mondo, ti sei già stufata di viaggiare? O ti piace ancora la vita della tennista in giro per il mondo?

“Per niente! E’ proprio bello. Soprattutto visitare posti sconosciuti, vedere come vive la gente dall’altra parte del mondo; non credo capiti a tutti di andare a Telavi o Kunming. E per di più mentre gioco a tennis, facendo la cosa che più mi piace.”

500 posizioni in un anno, sicuramente qualcosa è cambiato. Oltre a essere cresciuta, fisicamente e mentalmente, cos’altro?

“Ho cambiato tecnicamente il diritto con l’intervento di Laura (Golarsa, la mia coach). L’impugnatura adesso è meno esasperata, colpisco la palla decisamente più avanti e “mi scorre di più”.
Il servizio. Non so se ti ricordi il Bonfiglio di due anni fa, come servivo. Adesso va decisamente meglio, la prima ma soprattutto la seconda palla ora è molto più sicura.
Tatticamente gioco molto più frequentemente dentro al campo. Sono molto più aggressiva e gioco sempre con un’idea logica dietro. Prima ero un po’ più drastica in questo senso, giocavo o tutto forte o tutto in difesa, senza troppe vie di mezzo.

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