
(Alessandro Giannessi – foto www.ubitennis.com)
I giovani Federico Gaio e Alessandro Giannessi si alleneranno per due settimane in Argentina, a Buenos Aires. Alessandro Giannessi ci ha dichiarato: “Sono a Buenos Aires con Federico Gaio ed il nostro allenatore Nicola Ceragioli. Ci alleneremo qui per due settimane con Infantino e Marcos Baghdatis. Per quanto riguarda la parte fisica, seguiremo il programma che è stato stilato per noi in Italia.“
3 Commenti to “Gaio e Giannessi a Buenos Aires per 2 settimane”
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francesco says:
sicuramente giusto perchè faranno esperienza ma poi per gennaio andare in australia per fargi giocare 2 futures e il challenger di melbourne,mi sembra giusto perchè sono due giovani che si possono affaciare tra 2 o 3 anni ai tornei più importanti.
franco marucci says:
Io in genere parlo e scrivo poco di tennis maschile e per le ragioni che dico:
a) se devo andare a vedere un torneo tra uno maschile e uno femminile, di qualsiasi livello, scelgo il femminile. Sono molto patriottico e nazionalista (!?), e nel femminile c’è sempre una sperianziella che una delle nostre arrivi lontano, nel maschile perdono quasi sempre tutti al primo turno.
b) Sarà una mia idea poi, ma, limitatamente al giovanile, le femmine hanno una precocità molto maggiore dei maschi, e, alla prova dei fatti, le nate dal 1989 fino al 1994, possono in teoria competere con le migliori, fino alle top cinquanta. Intendo dire che per un Becker e un Nadal ci sono state molte più sedicenni e diciassettenni che si sono messe in luce nella recente storia del tennis, e hanno vinto tornei del grande Slam (inutile ricapitolare). Federer è diventato Federer sui ventitre anni. Non ho una spiegazione per questa presunta maggiore precocità femminile, rispetto ai maschi, che si può documentare anche in altri sport, come il nuoto, o il ciclismo, o lo sci. Non è una questione di forza fisica e di sviluppo muscolare, forse è solo di natura mentale, o altro che mi sfugge.
c) Venendo cioè al punto, dobbiamo guardarci negli occhi e non far più finta di avere il campione all’orizzonte. Per essere francamente brutali c’è una voragine quasi generazionale dopo Fognini, il quale sembra peraltro essere in grado di fare partita col solo Murray, e a parte un torneo tedesco è almeno discontinuo. Non c’è altro tennista italiano all’orizzonte tra Fognini e Gaio, nessun 88, nessun 89 (Trevisan dove sei?), nessun 90, nessun 91 con la presunta eccezione di Stucchi. Lo stesso Gaio, poi, non ha affatto spopolato fra gli junior, e ai grandi slam recenti è andato fuori quasi subito. Miccini, avrà avuto anche infortuni e altro, ma ha fatto cascare la braccia dopo tanto battage. Se tanto mi dà tanto…Dietro si agitano un Palma, altre meteore, e cominciamo a riporre le nostre speranze in un Quinzi, che è appena over tredici! Bisognerebbe aprire un discorso su questo stato molto precario del nostro tennis maschile, e trovarne le ragioni. Perché tutti i nostri giocatori e le giocatrici emigrano in Spagna? Non è desolante che questa sia la prova che non abbiamo strutture private e pubbliche adatte a far fare il salto di qualità ai nostri giocatori? Tutto questo lo dico non per fare il bastian contrario e il provocatore, naturalmente: solo per amore del nostro sport.
pibla says:
Eh, mica male come scelta quella dei due ragazzi…