Mirra Andreeva ha raggiunto la finale al Roland Garros 2026, la prima in uno Slam della sua giovanissima carriera. La russa, classe 2007, affronterà la sorpresa del torneo Maja Chwalinska, polacca numero 114 del ranking WTA, in una sfida che la vede favorita e che le offre la possibilità di proseguire una tradizione ormai consolidata: quella che lega le tenniste russe allo Slam parigino.
Con la qualificazione di Andreeva, sale infatti a dodici il numero di finali del Roland Garros disputate da una giocatrice russa. Mirra è l’ottava tennista diversa del suo Paese a raggiungere l’ultimo atto sulla terra battuta francese, confermando una presenza che attraversa ormai diverse generazioni.
Solo Morozova nello scorso secolo
La prima a riuscirci fu Olga Morozova nel 1974. In quella circostanza la sovietica si arrese a Chris Evert in una finale dal forte sapore di Guerra Fredda. Per ritrovare una russa in finale a Parigi bisogna però attendere il XXI secolo, quando il tennis femminile del Paese iniziò a vivere una delle epoche più prolifiche della propria storia. Dal 2004 in avanti le finali russe al Roland Garros sono diventate una costante. Proprio nel 2004 arrivò anche il primo titolo grazie ad Anastasia Myskina in un derby con Elena Dementieva. Successivamente toccò a Svetlana Kuznetsova, finalista nel 2006 e campionessa nel 2009, a Dinara Safina nel 2008 e nel 2009 (un altro derby) e infine a Maria Sharapova, protagonista di tre finali consecutive tra il 2012 e il 2014 e capace di conquistare il titolo in due occasioni. L’ultima presenza russa prima di Andreeva risaliva al 2021, quando Anastasia Pavlyuchenkova si fermò a un passo dal trionfo, sconfitta in tre set dalla ceca Barbora Krejčíková.
4 vittorie su 11
Il bilancio complessivo resta per ora leggermente negativo: nelle undici finali precedenti le giocatrici russe hanno conquistato quattro titoli. Andreeva avrà quindi l’occasione non solo di conquistare il primo Slam della carriera, ma anche di migliorare il bilancio della Russia nella storia delle finali femminili al Roland Garros, aggiungendo un nuovo capitolo a una tradizione che continua a rinnovarsi generazione dopo generazione.