Roland Garros 2026: Zverev non sbaglia e vola in finale, battuto Mensik in quattro set

Francesco Bruni
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Alexander Zverev - Foto FITP

L’occasione è ancora viva, manca solo un altro passo. Alexander Zverev ha battuto Jakub Mensik in semifinale al Roland Garros 2026 in quattro set con il punteggio di 7-5 6-2 3-6 6-3 in tre ore e un minuto al termine di una bella partita dal ritmo altalenante. Il tedesco è il primo giocatore ad accedere all’ultimo atto del torneo parigino dove affronterà il vincente del derby azzurro tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi per provare ad agguantare il primo titolo Slam in carriera.

LA SEMIFINALE

Era difficile chiedere di più al tennista ceco, soprattutto se considerate le svariate ore spese sul terreno di gioco nel corso del torneo. Il primo set racconta una storia di equilibrio prolungato fino al 5-5, ma è il tedesco a trovare il break decisivo nel momento chiave, sfruttando la prima palla break dell’incontro, da cui chiude rapidamente sul 7-5. Dal secondo set il match sembra non avere più storia: Mensik accusa evidenti difficoltà fisiche ed emotive e Zverev strappa sul 6-2.

Nel terzo set, però, qualcosa cambia.
Mensik ritrova il servizio, fino a quel punto poco incisivo, e lo usa come scudo e come arma, alternandolo a palle corte di grande qualità che spiazzano uno Zverev improvvisamente passivo, in particolare dal lato del dritto. Il tedesco cala di intensità, smette di dettare il gioco e lascia spazio al ceco, che approfitta dell’inerzia e porta a casa il parziale rimettendo in piedi una partita che sembrava chiusa. Il quarto set è però un’altra storia. Zverev si riscuote, torna ad aggredire e questa volta non lascia spiragli. Mensik non ha più il gas per ripetere quanto fatto nel terzo, e il tedesco chiude i conti senza ulteriori patemi.

L’ULTIMA CHANCE?

Per Zverev si tratta della quarta finale Slam in carriera, e forse quella con le condizioni più favorevoli per spuntarla. Il tedesco ha 29 anni, è nel pieno della maturità tennistica, e su questa superficie ha dimostrato nel corso del torneo una solidità difensiva e una gestione tattica da giocatore completo. Non è sempre stato così: per anni il limite principale di Sascha è stato proprio il rendimento nei momenti decisivi, quella tendenza a complicarsi la vita quando il traguardo sembrava a portata di mano.

Nel 2020 agli US Open era avanti di due set contro Thiem e ha perso. Nel 2024, a Parigi, era di nuovo in finale e Alcaraz lo ha rimontato. Agli Australian Open 2025 ci ha provato ancora contro Sinner, stesso risultato. In mezzo, il capitolo più buio: la semifinale del 2022 contro Nadal, con la caviglia che cede e il Roland Garros che lo porta via in sedia a rotelle, costringendolo a diversi mesi di stop. Da quel momento Zverev è tornato, ha scalato di nuovo la classifica fino al vertice, e non ha smesso di lottare per raggiungere l’obiettivo.

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